Le marionette di Giorgio Gabrielli possono insegnare qualcosa anche alla "politica"

Forse il far teatro di vari artisti, in particolare di teatro di figura (burattini, marionette etc.) che mostrano come fanno teatro, facendo partecipare anche il pubblico a tale "azione" potrebbe essere applicato anche dai politici, a livello locale ma anche nazionale, favorendo così la partecipazione alla politica e non solo in sede di voto, id est elezioni.

Ecco che, per esempio, l'opera di Giorgio Gabrielli, burattinaio mantovano (o meglio, della provincia di Mantova), cui ho assistito di recente, capace di entusiasmare grandi e piccoli, potrebbe essere presa a esempio anche del "fare poltica", spiegando, appunto, come si fa.

Certo le modalità sono diverse, ma anche la poltica puo essere, in buona sostanza, un "laboratorio", un work in progress, come il teatro.

Eugen Galasso

Il "Tabarro" in un'interessante versione al teatro di Cestello

Il Teatro di "Cestello" fiorentino e l'associazione culturale "Odeia Teatro" propongono, in un teatro piccolo, inadatto per la rappresentazione di un'intera opera lirica, la riproposizione del testo di partenza del "Tabarro" pucciniano, letto da valide lettrici e validi lettori, suonato al pianoforte e intepretato dalla brava soprano Kazuko Usui. 

Il teatro d'opera, che sembra (ma non è) "passato di moda" vale sempre molto e va riproposto, appunto, anche quando per motivi di spazio o di altra natura sembra che non sia opportuno farlo, in quanto  ha espresso e continua a esprimere motivi storicamente e dunque culturalmente importanti. 

Il progetto prosegue, con scadenza mensili, con "La fanciulla del West" e con " Turandot".   

Sarebbe possibile fare lo stesso in ogni altro piccolo teatro di altre città, grandi, medie o piccole.

Eugen Galasso. 

Voliamo in Messico con QUO VADIS? Festival delle Culture e delle Lingue

Per un mese nelle città di Bolzano, Laives, Merano e Bressanone si respirerà il calore latino-americano. Al via il "QUO VADIS? Festival delle Culture e delle Lingue" che quest’anno, dal 20 gennaio al 17 febbraio, ci fa "volare" in Messico.
Grazie al "Festival Quo Vadis?", dopo l’edizione del 2022 dedicata al Giappone e quella del 2023 dedicata alla Corea del Sud, quest'anno si va a conoscere il colorato Messico. Una serie di iniziative organizzate nei quattro centri altoatesini permetteranno alla popolazione locale di scoprire aspetti interessanti anche di questa terra. Scopo del Festival è proprio quello di dare un'occasione ai nostri concittadini di andare a scoprire nuove tradizioni, di aprirsi verso l’altro o il diverso, promuovendo la conoscenza e l’ascolto interculturale.

Rinuncia al Presepe: è un atto di rispetto delle altre culture o di rinuncia alla propria?

La volontà di taluni direttori di istituti scolastici e accademici, ma anche di vari negozianti, di "togliere" il presepe dalle rispettive istituzioni o dai negozi non costituisce una forma di rispetto delle altre culture, religiose e non, ma semplicemente la rinuncia alla propria cultura, cioè una volontà semplicemente suicida, foriera di effetti quasi certamente negativi.

Lo si è visto in tutte le realtà francesi, italiane, di altre nazioni, che hanno voluto ricorrere a tali metodi. Per motivi, non si sa bene, legati alla volontà di intercettare altre sensibilità o solamente per entrare in altri mercati.

Eugen Galasso

Ma in fondo vorremmo davvero che Barbie Land fosse reale?

Personalmente non ricordo esattamente quando e chi mi regalò la mia prima Barbie. Ricordo che quando smisi di giocarci stavo per andare alle medie, ne avevo negli anni ricevute e comprate diverse e avevo una grande (o almeno ai miei occhi da bambina sembrava così) pentagonale scatola verde chiaro decorata con dei fiorellini piena di vestiti e scarpe, sicuramente organizzata da mia madre affinché fosse tutto in ordine e nulla andasse perso.

L'orchestra dei giovani europei EUYO a Bolzano. Che bel concerto!

Che bel concerto il 6 agosto al Teatro Comunale di Bolzano! Si sono esibiti i giovani musicisti dell'orchestra europea EUYO diretti dal Maestro Sir Antonio Pappano e con la bravissima violinista Julia Fischer. Il concerto è stato preceduto da una bella presentazione del direttore del Conservatorio Giacomo Fornari.

Una serata da ricordare, con le musiche di Beethoven e di Strauss, con un bis finale di Verdi e l'allegria del saluto festoso in musica dei ragazzi sul palco. 

Grazie!

 

 

ciao Jane Birkin

Scompare con Jane Birkin un mito della swinging London, acclamata già in "Blow Up" di Michelangelo Antonioni, e della sensualità parigina ma, direi, soprattutto legata nel ricordo di tutti noi alla canzone "Je t'aime, moi non plus" di e con Serge Gainsbourg, suo compagno di vita.

Una canzone, che anni dopo divenne anche film, in cui i due partner non avevano alcuna difficoltà ad esibirsi nudi nel video della canzone (ovviamente proibita, all'epoca, 1968, in Italia), dove al coito mimato si accompagnavano nel brano musicale i suoni di gemiti inequivocabili...

Jane, vera icona della liberazione sessuale.

Eugen Galasso

Marco Bernardi: sta lasciando il suo segno su Bolzano (e non solo!)

Oggi al Trevi di Bolzano è stato presentato il libro "Marco Bernardi, cinquant'anni di teatro" di Alessandra Limetti. Tanta gente in sala a seguire gli spunti e le annotazioni di Marco Bernadi e degli altri intervenuti al microfono. Il saluto iniziale l'ha portato il dirigente provinciale della Cultura italiana, Antonio Lampis, ed un messaggio di saluto è arrivato dall'assessore alla Cultura italiana, Giuliano Vettorato.

Marco Bernardi è stato per 35 anni il Direttore del Teatro Stabile di Bolzano, ha diretto la messa in scena di 36 spettacoli, ha portato i suoi lavori teatrali in tutt'Italia, alla Biennale di Venezia, ma anche in Germania, in Austria, in SudAmerica, a Seoul ed a Los Angeles. Tutti posti dove ha portato unito al suo anche il nome di Bolzano. E nella nostra città ha seminato momenti di riflessione su situazioni e persone attraverso i suoi spettacoli, ha raccontato anche le vicende umane e storiche dei bolzanini, parlando del Lager di Bolzano e dei rapporti tra i gruppi linguistici, di Piazza della Vittoria e della "meranese" Sissi.

Per spiegare cosa sono stati i "50 anni di teatro" di Marco Bernardi la cosa più giusta è riportare quanto dice lui stesso sul retro di copertina del libro: "Il teatro che mi appassiona è il teatro di parola, dove autore e testo giocano un ruolo primario in quanto portatori di contenuti, della storia, ma anche della forma e della struttura drammatica. Credo in un teatro degli scrittori, classici e contemporanei, in un'idea "alta" di letteratura teatrale che elabori testi specifici per i linguaggi del palcoscenico e proponga temi significativi per il dibattito delle idee, in una sorta di laboratorio pubblico di sperimentazione delle emozioni, delle opinioni, della ricerca del senso della vita."

 

Paolo Bonaldi, artista poliedrico e collaboratore dello Stabile bolzanino, ci ha lasciato

Scompare in marzo (ma apprendo la notizia solo ora date le mie sporadiche presenze a Bolzano) con Paolo Bonaldi, classe 1948, veneziano, laureato in filosofia con una tesi su Louis Althusser, pensatore marxista ora non più frequentato ma "inevitabile" negli anni 1970, un regista, autore e attore teatrale, attivo a lungo anche a Bolzano, dove ha curato a lungo anche il "Teatro nella Scuola".

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