Questo sito utilizza cookies tecnici, di profilazione anche di terze parti per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente. Continuando la navigazione o cliccando sul pulsante ACCETTO, ne consenti l'utilizzo.

riufiti
religione e dintorni

religione e dintorni (16)

L’essere umano è una persona? Intervista a don Michele Tomasi

Quanto di tragico è accaduto intorno alle traversie di Charles Gard e dei suoi genitori non dovrebbe essere scordato con il passare del tempo - come, di fatto, sta accadendo - ma dovrebbe piuttosto diventare lo spunto per farci riflettere ampiamente e in profondità, tali sono i temi che la vicenda ha posto sul piatto a livello spirituale, filosofico, teologico, etico, sociale, giuridico e politico.
Lo dobbiamo sicuramente a Charles, a Constance Yates, la mamma, e a Christpher Gard, il papà.


index

Con una conversazione assieme a Don Michele Tomasi, Vicario episcopale per il clero della Diocesi Bolzano-Bressanone, iniziamo ad affrontare l’argomento. Qui la materia del nostro colloquio: la riflessione sul fatto che, oggi, si mette in opposizione l’essere essere umano con l’essere persona; un conflitto che, probabilmente, non dovrebbe neppure darsi.

 

Preti in politica

Vista la tuttora esistente incompatibilità tra abito talare e militanza politica, specialmente se comporta l'elettorato passivo (id est: candidarsi alle elezioni), sancita anche dal Codice di diritto canonico, alcuni preti "lasciano" e si candidano: lo fa ora, con dichiarazione sconcertanti (come la disponibilità a trattare con i mafiosi) l'ex parroco di Santa Monica a Ostia, Franco De Donno.

Invero si contano dei precedenti: c'era stato anche il suo quasi omonimo Don Olindo Del Donno, personaggio poliedrico, plurilaureato e autore di saggi importanti, per ex. sulla pedagogia di Don Bosco, più volte parlamentare dell'allora MSI tra gli anni Settanta e i Novanta del secolo scorso, ancora prima il fondatore del Partito Popolare (poi Democrazia Cristiana, con una notevole metamorfosi, però) don Luigi Sturzo (1871-1959) e don Romolo Murri (1870-1944) del Partito Radicale, beninteso non quello, ben posteriore, "di" Marco Pannella.

Ampliando lo sguardo, il panorama dovrebbe includere varie figure: penso al guerrigliero colombiano Don Camilo Torres, marxista (teologia della liberazione), membro fondatore dell'Ejército de Liberaciòn Nacionàl, morto in combattimento nel 1966 e ai tanti preti della teologia della liberazione viventi, come per es. in Nicaragua Ernesto Cardenal, anche poeta e a suo tempo ministro della cultura nicaraguense - come lui il fratello Fernando e tanti altri.

Inutile affastellare nomi su nomi: nonostante divieti e volontà di separare potere ecclesiale e politico (Dante fu uno dei primi a propugnare la dicotomia), preti di destra, sinistra e centro ci saranno sempre... Meglio se non con proposte ambigue come quelle di Don Franco De Donno...

Eugen Galasso

La tolleranza della Chiesa per regimi e persone filofascisti e filo nazisti

In un'intervista a "Libero" di domenica 20 agosto, lo scrittore russo naturalizzato italiano Nicolai Lilin, autore del noto "L'educazione siberiana", ma anche conduttore di "La versione di Lilin", programma TV, non abbia solo attaccato Laura Boldrini, presidente della Camera (sic?!), per le sue politiche sull'immigrazione, ma anche per aver accolto calorosamente il Presidente della Rada ucraina (Camera, dunque collega della Boldrini) Andriy Parubiy, che Lilin (giustamente) definisce un "conclamato nazista".

Verissimo, anche perché l'Ucraina ha da sempre (dall'epoca di Adolf Hitler) una maggioranza filonazista - peraltro sostenuta o almeno mai criticata dalla Chiesa uniate ucraina (cattolica). In tutti i paesi in cui il cattolicesimo si è imposto con la forza sulla religione evangelica/protestante (in Sudtirolo con la sanguinosa lotta contro il socialismo evangelico di Michael Gaismayr, nel 1500), come in Ucraina e in Croazia, ci siano ben più che solamente rigurgiti nazisti. Usando l'anticomunismo, gli uniati hanno ben più che tollerato i nazisti ucraini, in Croazia gli ustascja filonazisti e filofascisti hanno avuto l'appoggio sostanziale della chiesa cattolica e dei suoi dirigenti (mai "ripresi" da papi come Woytila e Ratzinger..., anzi). E, per dirla tutta, non è un caso che Ucraina, Sudtirolo, Croazia abbiano prodotto molti più aguzzini nei Lager che Germanici e Austriaci...

E.U.

L'Alto Adige/Südtirol riscopre la sua componente evangelica.

Dopo molti secoli il Südtirol-Alto Adige, ipercattolico, "sanfedista", nato e consolidato sul potere dei principi vescovi contro il protestantesimo sociale-evangelico di Michael Gaismayr (1500), avendogli contrapposto nel 1800, e ancora oggi lo fa, Andreas Hofer, oste bigotto e fanatico, riscopre e rivaluta almeno in parte la tradizione evangelica.

Vari appuntamenti, da qui a novembre, a Merano (chiesa evangelica e casa pastorale, dunque in prospettiva ecumenica, si spera) che, auspicabilmente, sarà prodromica anche a una rilettura della storia dell'ebraismo e della sua persecuzione (Merano è sede di una comunità ebraica consolidata e molto attiva), persecuzione che in questa zona è stata cattolica e poi nazista (molti Sudtirolesi erano fanatici nazisti, non lo si dirà mai abbastanza) e che ancora oggi si alimenta perversamente del doppio pregiudizio...

Eugen Galasso

 

Nell'immagine la chiesa evangelica di Merano

Don Milani e Don Mazzolari valorizzati da Papa Francesco

IL Papa a Barbiana (Firenze) a rendere un omaggio non retorico a don Lorenzo Milani (1923-1968), come poco prima aveva fatto a Bòzzolo per don Primo Mazzolari (1890-1959). Due figure straordinarie, "profetiche" se il termine significa ancora qualcosa, due "ribelli" rispetto a convenzioni e menzogne della civiltà (cattolici anche profondamente, ma lontani da schemi ricevuti), due persone libere da indottrinamenti che, storicamente, si sono sovrapposti ai testi sacri, spesso "sviandone"-"fraintendendone" il senso profondo.

Mattarella e Papa Francesco si incontrano.

"Cordialissimo incontro" viene definito quello tra Papa Francesco e il presidente Mattarella (seconda visita al Quirinale del papa). Non c'è da stupirsene per la grande qualità umana e spirituale del Papa e quella del presidente, decisamente superiore al suo predecessore. Ma c'è anche da dire che, merito di questo è anche il "secondo (nuovo) Concordato", opera di Bettino Craxi (18 febbraio 1984) che, firmato con il cardinale Casaroli, sanciva l'adattamento ai nuovi tempi, togliendo il riferimento, di stampo fascista anzi clericofascista, alla religione cattolica come "religione di Stato".

Tutto bene, diremmo, non fosse la parte debordante che i TG hanno assegnato al discorso del Papa, oscurando ogni altro fatto. Un clericalismo (criticato da moltissimi cattolici "laici" e critici)  che nei media assume ogni mossa papale ed ecclesiastica.

Sembra di vivere ancora"tra l'assenzio (oggi le nuove droghe....) e la Grande Messa" (Jacques Brel), quasi il segno dei tempi non si fosse fatto sentire. Non viviamo più negli anni (1958, per essere precisi) quando, in "Pour l'Italie" (Paris, Julliard) il pensatore e polemista Jean François Revel (1924-2006) definiva il Vaticano uno dei grandi mali italiani. Non mi schiero con lui, ma ritengo il clericalismo sornione (ma anche contraddittorio) dei media una pura e semplice operazione di facciata, ma di faccitaa conformista: RAI, Mediaset, Sky corrispondono a gruppi di potere precisi, decisi a indottrinare le persone, non a farle pensare con la loro testa.

Eugen Galasso

Giochi nella Chiesa

"Tantum potest religio" (dove per "religio" si intende=superstizione e di superstizioni una certa lettura del cattolicesimo è strapiena).

Da anni la sedizione più o meno occulta contro papa Francesco è una vera "crociata" del cattolicesimo tradizionalista, non solo lefebvriano, del bigottismo ("die Katholen", in tedesco) contro ogni innovazione conciliare e post-, nell'intento di restaurare un dominio anche temporale della chiesa cattolica, dove la restaurazione in senso miracolistico e antiscientifico assume forme di fanatismo, che vede irreligiosità e "blasfemia" per ogni dove, ha l'ossessione del comunismo (la teologia della liberazione, come chiarito molte volta dai protagonisti, non solo da Gustavo Gutierrez non è di per sé=comunismo).

Tutti questi "restauratori" che detestano il Concilio, questi nostalgici del franchistico "Que se muera la inteligencia, que viva la muerte!" esaltano, versus papa Francesco (Bergoglio), più ancora di papa Woytila (Giovanni Paolo II°), il suo teorico-teologo, il papa "emerito"(?) Joseph Ratzinger, colui che, fanatico anche in materia di morale sessuale, copriva allegramente gli scandali dei preti (e dei vescovi pedofili). Ratzingeriano è il vescovo di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser, da qualcuno detto il"principe-vescovo"... In campo giornalistico sempre "ben profilato "è Antonio Socci, noto per aver insultato in TV (rete RAI) una donna che aveva abortito...

Eugen Galasso

Un ricordo dello scomparso vescovo Golser

Apprendo, con enorme ritardo e del tutto casualmente, della morte di Karl Golser, vescovo della diocesi di Bolzano-Bressanone e teologo moralista (fu il mio professore di teologia morale all'Istituto superiore di scienze religiose, tra il 1990 e fine 1993-un'era geologica fa...). So che era affetto da anni dal morbo di Parkinson.

Come vescovo mi è sembrato equilibrato, disposto al dialogo interetnico (più del suo predecessore Wilhelm Egger, dice qualcuno-in merito non sono in grado di esprimermi), teologicamente abbastanza aperto (pur se non moltissimo). Teologicamente certo preferibile (è il mio punto di vista) all'attuale vescovo Ivo Muser.

vescovobozen

Come professore era bravo, decisamente meglio del suo "corrispettivo" all'università di Innsbruck (non faccio nomi); la sua linea di insegnamento era teologicamente aperta, con juicio... come sempre per un sacerdote-teologo cattolico... Il testo che si usava era il Peschke, decisamente conservatore, non certo il Chiavacci o lo Haering... Per quanto mi riguarda, solo alla discussione della mia tesi (13.12.1993, in teologia dogmatica su "Lo scacco della trascendenza", dove era correlatore con mons. Canal), mi chiese, un po' spiazzandomi, del ruolo del peccato, tipica domanda da teologo moralista.

Eugen Galasso

Le critiche di Socci a Papa Francesco

Martellante, ormai, la polemica di Antonio Socci (toscano, precisamente senese, forse ignaro dell'espressione bolognese che qui non scrivo-ripeto), notoriamente cattolico integralista con venature apocalittiche, contro Papa Bergoglio, incolpato delle peggiori nefandezze, tra cui in primis quella di essere un leader altermondialista, terzomondista avremmo detto ancora qualche anno fa o "no.global"...

Due Papi messi a confronto da Antonio Socci

Tra le opere di fantascienza apocalittica involontaria si colloca da sempre Antonio Socci, scrittore e giornalista iper-cattolico, avversario di papa Bergoglio e ratzingeriano di ferro, nostalgico dell'era pre-conciliare, che ultimamente azzarda addirittura un paragone tra Ratzinger e Berlusconi che sarebbero due perseguitati.

Subscribe to this RSS feed