A teatro la vicenda emblematica della prima avvocatessa italiana

Barbara Fingerle, attrice brava e affermata, ha proposto a Bolzano, "Lidia Poet. La prima donna d'Italia avvocata". La protagonista, laureata negli anni '80 dell'Ottocento, venne autorizzata ad esercitare l'avvocatura solo nel 1920, a dimostrazione di un paese (ormai "unitario"), la penisolaitaliana, per molti versi clericale, bigotto, bloccato da assurdi pregiudizi, arretrato rispetto al resto d'Europa, agli USA etc.

Fingerle ha scritto anche il testo dello spettacolo, dimostrandosi valida ricercatrice storica oltre che attrice di talento. Ottima la collaborazione di Nancy Travaglini, cantante, di Matteo Bozzo alle tastiere, di Claudio Ansaloni, tecnico luci.

Eugen Galasso

ESCURSIONE NEL BOSCO DI MONTICOLO domenica 1 marzo

Uomo, natura, cultura: vedere con nuovi occhi gli ecosistemi naturali, vivendo il bosco con tutti i sensi. Un'occasione per farlo è il prossimo 1 marzo, al pomeriggio in una località molto vicina alla città ma molto suggestiva: Monticolo! Si attraverserà il canneto del Lago di Monticolo per poi salire verso mistici luoghi di culto e boschi segreti, fino alla distesa fiorita della Valle Primavera.

Un viaggio alla scoperta dell'interazione tra uomo, natura e clima. Insieme, identifichiamo gli alberi dai germogli e dalla corteccia, immergendoci nei benefici della gemmoterapia, dalla farmacia verde ai quattro elementi. Visitiamo un antico sito energetico e di culto dell'Età del Bronzo per poi scendere nella valle Primavera in piena fioritura. Un ecosistema raro, in cui l'ontano nero cresce maestoso e il gambero di fiume europeo trova il suo habitat ideale. Infine, l'oroscopo celtico degli alberi vi svelerà i tratti più autentici della vostra personalità.

Punto d’incontro alle ore 10 al parcheggio grande di Monticolo, ritorno verso le 16 - Tragitto: 8 Km, semplice escursione - Iscrizioni da Alberto: tel. 3404900414,oppure venire direttamente - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., offerta libera.

Massimo Bertoldi, una raccolta di suoi scritti per apprezzare il teatro

Con la nuova edizione Pacini di Ospedaletto (Pisa) "Il Cristallo "pubblica un'antologia di scritti dello studioso e critico teatrale, insegnante, amico, Massimo Bertoldi, scomparso improvvisamente l'anno scorso a inizio settembre del 2024.

Gli scritti di Massimo spaziano dalla recensione all'invervista al saggio, dedicato a tutto il teatro, al suo rapporto con la letteratura etc., andando dall'anticihità ad oggi, senza trascurare il rapporto tra teatro italiano e tedesco, anzi, con particolare insistenza sul tema.

Questa raccolta è un'occasione importante per chi si occupa di queste problematiche, ma anche per chi sia desideroso di ampliare i proprii orizzonti.

Eugen Galasso

La vicenda della diga di Resia a teatro

Nello spettacolo teatrale "Resto qui", tratto da un romanzo di Marco Balzano, ben diretto da Francesco Niccolini, ben interpretato da Francesca Scommegna e Mattia Fabris, si rievoca la tragica vicenda di Curon Venosta (Grauns im Vinschgau) con la diga voluta per meri interessi economici. Ma nel racconto si risale ancora alla fascistizzazione con l'avvento di Mussolini, l'avvento del nazismo e il temporaneo inglobamento del Suedtirol nel Terzo Reich, con il fanatismo bellico etc.

Tutto giusto, vero, sacrosanto: solo la scrittura teatrale (se non il romanzo, che non ho letto) esprime tutto in modo troppo diretto, quasi cedendo a un "brechtismo" di maniera.

Eugen Galasso

La concezione teatrale di Bob Wilson, scomparso ad 83 anni.

La morte di Bob Wilson, geniale regista, drammaturgo e coreografo teatrale made in the USA, scomparso a 83 anni, segna un grave lutto per il teatro. Ma rimane la sua poetica che si esprime nella volontà di concepire la performance più che lo spettacolo tradizionale, sostituendo la percezione e l'impressione forte (anche statica, beninteso) alla tradizionale fruizione di uno spettacolo. Una lezione, una "provocazione" da cui ormai è impossibile (e sarebbe assurdo) voler tornare indietro.

Eugen Galasso

Sciacquare i panni nell’Hudson: l’italiano tra globalizzazione e anglicismi

Sciacquare i panni nell’Hudson: l’italiano tra globalizzazione e anglicismi
Da Manzoni ad oggi, una riflessione sull’evoluzione della lingua italiana in un mondo sempre più interconnesso.

Nel suo celebre lavoro di revisione dei Promessi Sposi, Alessandro Manzoni descrisse il proprio processo di adeguamento linguistico come “sciacquare i panni in Arno”: un modo per ricondurre il suo italiano scritto a una forma viva e condivisa, ispirandosi al fiorentino parlato, considerato all’epoca il modello di riferimento.
A distanza di due secoli, la lingua italiana continua ad evolversi e trasformarsi, questa volta in un contesto radicalmente mutato: quello della globalizzazione, del digitale e della crescente influenza dell’inglese.
Nel linguaggio quotidiano, nel lavoro, nella pubblicità e nei media si assiste a un costante afflusso di termini inglesi. Alcuni esempi ormai diffusi includono parole come CEO al posto di “amministratore delegato”, feedback per “riscontro” o “opinione”, deadline per “scadenza”, escalation per “aumento” o “inasprimento” e de-escalation per “riduzione della tensione” o “distensione”, perfino crossword per “cruciverba”.
Molti di questi termini provengono dal mondo tecnologico, economico o manageriale e sono spesso veicolati da contesti internazionali dove l’inglese è lingua franca. La loro adozione può avvenire per diverse ragioni: praticità, rapidità di comunicazione, appartenenza a reti globali, aderenza a format e convenzioni internazionali.
La presenza di anglicismi non rappresenta necessariamente un impoverimento linguistico. Può essere letta anche come un segno della vitalità della lingua, che si adatta a nuove esigenze comunicative. Tuttavia, ci si interroga su quanto questi prestiti siano davvero indispensabili o se esistano alternative italiane altrettanto efficaci.

Il linguista Tullio De Mauro, nella sua Storia linguistica dell’Italia repubblicana (2016), ha osservato come: “Negli ultimi anni gli anglismi hanno scalzato il tradizionale primato dei francesismi e continuano a crescere con intensità, insediandosi (…) anche nel vocabolario fondamentale.” È irresistibile l’ascesa degli anglismi? - Tullio De Mauro - Internazionale

Questa analisi, come molte altre, fotografa un fenomeno linguistico in atto, che si manifesta non solo nei registri alti o specialistici, ma anche nella lingua d’uso comune. La lingua, come ogni organismo vivente, cambia con l’ambiente. In un mondo connesso, multiculturale e digitalizzato, non sorprende che l’inglese svolga un ruolo così pervasivo. L’Accademia della Crusca sugli anglicismi: intervista a Stefania Iannizzotto.

Oggi, quindi, non è più l’Arno ad offrire il modello di riferimento, ma forse l’Hudson, il Tamigi o il cyberspazio globale? La lingua italiana si muove tra eredità storica de innovazione, tra tradizione e adattamento. Osservarne il percorso significa comprenderne meglio le dinamiche ed i futuri possibili.
Più che una scelta da giudicare, si tratta di un cambiamento da esplorare con consapevolezza.

Franco Boscolo

Marta Mani, "Storia della pedagogia clinica"

Un importante volume di Marta Mani, "Storia della pedagogia clinica" (Roma, Armando, 2024), oltre ad evidenziare le caratteristiche di questa scienza, che ormai ha ampiamente compiuto il mezzo secolo di vita, raccoglie gl interventi congressuali, di conferenze e di lavori svolti, anche in Su"dtitol/Alto Adige, a Merano, Bolzano, Bressanone, da parte di chi scrive questa nota, pedagogista clinico e da altre persone, quale professione d'aiuto e apporto culturale, dove i due ambiti non sono mai separati, ma anzi sempre strettamente uniti e implicantisi reciprocamente.

Eugen Galasso

La giornata europea delle lingue: per una cittadinanza più aperta

26 SETTEMBRE: GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE

La Giornata Europea delle Lingue, che si celebrata il 26 settembre, è stata istituita nel 2001 dal Consiglio d'Europa per sensibilizzare sull'importanza della diversità linguistica e culturale in Europa.  L'obiettivo primario è sottolineare il valore delle lingue come strumenti fondamentali di comunicazione, coesione sociale e crescita personale. In Europa si parlano oltre 200 lingue, comprese quelle regionali e minoritarie, che arricchiscono il patrimonio culturale del continente. La conoscenza di più lingue non solo facilita il dialogo interculturale, ma apre la mente a nuove prospettive e promuove la mobilità internazionale. 

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