Mal di schiena, artriti ed artrosi: al Cedocs ne parla l’ergoterapista Alessandro Grimaldi

Al Cedocs, due conferenze per capire e combattere il mal di schiena, l’artrite e l’artrosi, il 23 ed il 30 maggio alle ore 15.45.

Cedocs, con il sostegno della Provincia autonoma di Bolzano, ha in programma due conferenze presso la propria sede di Corso Italia 13M, per giovedi 23 e giovedi 30 maggio alle ore 15.45, presentate da Alessandro Grimaldi, terapista della riabilitazione-ergoterapista presso l’ASL di Bolzano. Due incontri dedicati ai diffusi problemi alla schiena e all’artrosi, due problemi di salute ormai sempre più diffusi non solo tra gli anziani. Temi che interessano più o meno tutti, perchè prevenire questi dolori e queste difficoltà nei movimenti di tutti i giorni è considerato molto importante.

Il mal di schiena è un punto dolente non solo per gli adulti ma anche per i ragazzi: negli anni il problema della postura si è aggravato, soprattutto perché vi è scarsa conoscenza dei rischi e perché sono sempre più diffusi i lavori sedentari.

mal di schiena
Agire per educare i ragazzi ad assumere posture corrette è la strada che Alessandro Grimaldi traccia per sopperire alla maggior parte dei traumi, specie in giovane età. La scuola deve assolutamente adattarsi verso un’educazione fisica e posturale adeguata, con informazione ed esercizi mirati, che si possono eseguire anche quando si è in aula, spiegando ai ragazzi l’importanza di assumere delle posizioni adeguate. Anche il peso rappresentato dagli zaini scolastici è un problema da affrontare, un problema che è addirittura in crescita rispetto al passato, nonostante la sensibilizzazione e nonostante l’esistenza di tecnologie informatiche che potrebbero evitare il trasporto da parte degli alunni di così tanti libri.
Il mal di schiena nella zona lombare è sicuramente il disturbo muscolo-scheletrico più comune: studi dimostrano che colpisce fino all’80% delle persone almeno una volta nella vita. La maggior parte dei dolori alla colonna lombare è dovuto ad un problema meccanico, cioè a qualcosa che non funziona a livello di muscoli e vertebre. Purtroppo ci sono un gran numero di problematiche che possono essere associate al mal di schiena, e a volte si tratta di patologie molto serie come infezioni, tumori, patologie degli organi… Oltre che attraverso il mal di schiena, la maggior parte di queste patologie si riconosce però anche per altre manifestazioni cliniche.
Una delle cose importanti da fare quando si ha mal di schiena è allenare la muscolatura con esercizi fisici adeguati per supportare la nostra colonna. Più la nostra muscolatura è debole, più rischiamo dolori alla schiena.

artrosi artrite

La conferenza di giovedi 30 maggio sarà invece dedicata ai temi dell’artrosi e dell’artrite reumatoide. Quest’ultima è una malattia infiammatoria cronica molto diffusa, mentre l’artrosi è una malattia articolare degenerativa, cronica e progressiva, che coinvolge la cartilagine, l’osso subcondrale e le inserzioni tendinee.

L’artrite, malattia che coinvolge tre volte di più le donne che gli uomini, non è ancora interamente conosciuta attraverso la ricerca scientifica, tuttavia la sappiamo essere legata a fattori genetici ed essere  influenzata dallo stile di vita. Data la natura autoimmune di questa patologia è complesso parlare di prevenzione, ma alcuni comportamenti possono comunque essere messi in pratica per migliorare il benessere delle articolazioni. È bene quindi evitare condizioni come sovrappeso e obesità, perché l'eccesso di peso contribuisce all'infiammazione delle articolazioni, e quindi serve mantenersi fisicamente attivi per preservare il più a lungo possibile l'elasticità e il funzionamento delle articolazioni.

L’artrosi, altro malanno fisico molto diffuso, può insorgere a causa di una articolazione traumatizzata (come può essere a seguito di un incidente) o semplicemente a causa della stanchezza dell’articolazione. È anch’essa legata a fattori genetici, ormonali e di alimentazione, oltre che metabolici.


I riflettori sono puntati soprattutto sui componenti che stimolano la formazione di collagene, cioè la principale proteina che costituisce il tessuto cartilagineo, e ne limitano la degradazione che può sfociare in artrosi.

Il medico potrebbe anche consigliare cicli di infiltrazioni (per trasportare i farmaci direttamente nell'articolazione malata) a base di acido ialuronico e corticosteroidi. L'acido ialuronico aiuta a controllare dolore e infiammazione per alcuni mesi. Il cortisone invece viene usato solitamente per tamponare le situazioni più complicate.

La prevenzione di entrambe queste malattie si basa sul controllo dei fattori di rischio. Quindi, è utile evitare il sovrappeso, le posizione viziate ed i carichi eccessivi e ripetuti, evitare il fumo (la nicotina priva i tessuti di ossigeno e anche le ossa e la cartilagine si deteriorano prima).
Sia l’artrite che l’artrosi si possono curare con terapie farmacologiche (antinfiammatori, antidolorifici), fisioterapia che con trattamenti specializzati.

Di tutto questo si parlerà, con approfondimenti ed anche esaminando molte curiosità, con l’osteopata Alessandro Grimaldi durante i due incontri previsti il 23 e del 30 maggio alle ore 15.45 presso Cedocs.

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Cause d’infarto e aritmie cardiache, al Cedocs ce ne parlerà il dottor Walter Pitscheider

Cedocs, con il sostegno della Provincia autonoma di Bolzano, ha in programma due conferenze presso la sua sede di Corso Italia 13M, il 9 ed il 15 maggio alle ore 15.45, presentate dal dottor Walter Pitscheider, ex primario di cardiologia dell’Ospedale San Maurizio ed ex coordinatore sanitario del comprensorio di Bolzano.

Al giorno d’oggi, nonostante le diffuse conoscenze e sicuramente il costante miglioramento di cibi ed ambiente, sono le nostre abitudini e stili di vita a minare la nostra salute, esponendoci ad innumerevoli patologie, tra le quali quelle cardiovascolari. Su tutte l’infarto, che può trasformarsi in una tragedia.

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Dottor Walter Pitscheider, è vero che rischiamo essere noi la causa dei nostri malesseri, nonostante il miglioramento delle conoscenze a riguardo?

Per quanto riguarda l’infarto cardiaco le conoscenze e le possibilità di intervento in fase acuta sono enormemente superiori rispetto a quanto si sapeva e si poteva fare quando, ad esempio, ho iniziato a fare il cardiologo alla fine degli anni 70. Anche la coscienza dei fattori di rischio che condizionano lo sviluppo delle cardiopatie (in particolare della malattia delle coronarie) è decisamente progredita nella popolazione.

A questa “coscienza” non è però sempre associata una effettiva correzione delle abitudini e degli stili di vita che minacciano la nostra salute. Mi riferisco ad esempio al fumo di sigaretta, alla scarsa attività fisica, all’eccesso di peso che nella società del benessere spesso interessa anche i bambini. Se da un lato è molto migliorata la possibilità di intervenire durante un evento acuto (ad esempio un infarto) non si può dire che nella popolazione in generale sia molto migliorata la prevenzione o, per dirlo più precisamente, il comportamento delle persone.

Quali sono i soggetti più colpiti da eventi cardiovascolari e quali sono i maggiori fattori di rischio?

I soggetti più esposti ad eventi cardiovascolari (mi riferisco specificamente agli infarti cardiaci) sono quelli con molti fattori di rischio. Ci sono fattori di rischio non modificabili come la tendenza familiare, l’età ed il sesso maschile (gli uomini sono colpiti come le donne ma circa 10 anni prima): è ovvio che contro questi fattori di rischio non si può fare nulla. 

Si devono invece correggere/curare i fattori di rischio modificabili: i principali tra questi sono il fumo di sigaretta , la pressione arteriosa troppo alta, l’eccesso di colesterolo nel sangue, il diabete, la mancanza di attività fisica e l’eccesso di peso.  Qui ci vuole l’impegno diretto delle singole persone e non si tratta di fare visite o esami specialistici. Dobbiamo evitare di fumare, calare di peso se siamo sovrappeso, fare più attività fisica, ridurre i grassi nella dieta, misurare la pressione ed eventualmente curarla, diagnosticare e curare con grande attenzione il diabete.

segni infarto

Va sottolineato che nel singolo soggetto è assolutamente impossibile, anche con vari esami specialistici, prevedere con sicurezza se e quando avrà un evento cardiovascolare (infarto). Siamo in grado di prevedere il numero complessivo di infarti che si verificano in un anno nella nostra popolazione provinciale, ma non siamo certo in grado di identificare con certezza a chi succederà. I soggetti con molti fattori di rischio sono sicuramente molto più esposti al pericolo, ma sono un gruppo relativamente piccolo. Visto che la larga maggioranza della popolazione è a rischio medio o medio-basso sono proprio questi a “produrre” gran parte degli infarti, e sono quelli che ti chiedono …. “Ma scusi, dottore, perché è successo proprio a me che non fumo, ho la pressione normale e faccio una vita sana?”

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Come si possono prevenire le malattie cardiovascolari e quali i consigli per una corretta prevenzione?

Per prevenire le malattie cardiovascolari dobbiamo eliminare tutti i fattori di rischio modificabili: non fumare, fare molta attività fisica, ridurre il sovrappeso, modificare i comportamenti alimentari scorretti e raggiungere valori di colesterolo normali. E' importante misurarsi la pressione e nel caso di pressione elevata affidarsi al medico per una cura adeguata. Basilare è curare con grande attenzione il diabete se ne siamo affetti.

Oggi siamo tutti più consci di questo rischio? Oppure manca ancora dell’informazione ?

In questo campo l’informazione sicuramente non guasta, purché non si intenda solamente la pubblicità martellante per vendere questo o quel prodotto. Serve certamente essere informati sui rischi e sulle misure di prevenzione da adottare. Ma l’informazione e la conoscenza non sono, da sole, sufficienti. Si deve conoscere e poi si deve agire, ognuno deve agire. Si tratta di impegnarsi a modificare i propri comportamenti e questo lo dobbiamo fate tutti noi. Sia chiaro: per NON FUMARE o per SMETTERE SUBITO, per MUOVERSI MOLTO DI PIU’, per RIDURRE IL SOVRAPPESO non servono i farmaci.

Dunque, appuntamento al Cedocs, il 9 ed il 15 maggio alle ore 15.45, per approfondire questi argomenti con il dottor Walter Pitscheider. 

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"L'amore sempre": star vicino alle persone morenti

Il 5 Aprile scorso Attilio Stajano ha presentato a Bolzano, presso la Libreria “Librarsi” di Via Milano, il suo libro “L’amore sempre – Il senso della vita nel racconto degli ultimi giorni”, prefazione di Marie De Hennezel – pagg. 200 – €18,00 Ed. LINDAU.

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LIFE CARE. L’importanza del linguaggio. Colloquio con Attilio Stajano.

Life Care? End-life care? Cure palliative? Come possiamo affrontare il problema? Sicuramente il linguaggio, le parole, sono importanti.
Life Care, usando l’inglese, non svela all'istante alla nostra mente che si tratta di cure palliative, dove “palliativo” suona decisamente potente nel nostro immaginario: percepiamo un’idea di “inutile”.

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Salute ambiente competitività: il ruolo della chimica

Seminario, presso il MUSE di Trento, venerdì 22 giugno scorso, organizzato dall’Ordine dei Chimici Trentino Alto Adige con il patrocinio ed il contributo della Provincia Autonoma di Trento e patrocinato da Provincia Autonoma di Bolzano, Fondazione Nazionale degli ordini dei chimici e dei fisici, Università di Trento, Confindustria Trento, Altroconsumo, Società di Scienze Naturali di Trento, Muse, Società Chimica Italiana.

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Scomparso Giorgio Antonucci, un combattente contro il pregiudizio psichiatrico

Del dottor Giorgio Antonucci e della sua scomparsa ci sarebbe da parlare per decenni (ora non solo le mie condizioni di salute ma anche la tristezza, legata anche al fatto di non aver potuto partecipare alle esequie, mi impediscono di farlo), volendo essere in qualche modo obiettivi rispetto alla sua opera e al suo agire.

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Demenza e depressione: problemi di salute ma da affrontare anche in termini sociali, economici e culturali

Le Associazioni Ariadne ed Alzheimer Alto Adige-ASAA e l’agenzia di educazione permanente Cedocs hanno organizzato, insieme per la prima volta, un incontro per informare sui disturbi psichici che più frequentemente, e spesso insieme, colpiscono le persone anziane, cioè la depressione e la demenza.
L’incontro si è tenuto nella sede di Eos Rencio a Bolzano venerdi 17 novembre 2017.

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Ricominciamo con l'elettroshock?

Roger Pycha, primario di psichiatria all'ospedale di Brunico e noto sostenitore dell'elettroshock, in un'intervista alla "Tageszeitung" sudtirolese (quella diretta da Arnold Tribus) sostiene, contro tutti/e, almeno in Italia, la bontà dell'elettroshock.

Il primario utilizza, a sostegno dell'uso dell'elettroshock, argomenti "soft", oltre a tutto : A) minimizzandone gli effetti, dove, a parte la pratica in sé, anche la narcosi/anestesia locale ha notoriamente effetti anche sul piano strettamente medico (ogni anestesia, anche locale, è comunque un problema, come noto, persino in sede odontoiatrica - ciò vale a fortiori per ogni intervento chirurgico, anche piccolo-di scarsa entità); B) la protesta anti-elettroshock sarebbe, Pycha dicit (ma anche il giornale che lo ha ospitato  mi pare avalli questa tesi), un fenomeno soprattutto italiano e di sinistra, il che, in un pubblico sudtirolese favorisce la classica associazione Italiani=comunisti, con le conseguenze ben note.    

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EURAC: cioè, come Bolzano sta al centro della ricerca

Eurac Research, l'Accademia Europea di Bolzano, è un po' l'ambasciatrice di Bolzano nel mondo della ricerca. In Italia, ma anche nell'area interregionale dell'Euroregione, così come in Europa. I suoi ricercatori portano nei convegni dove partecipano le loro competenze ma anche il frutto di un lavoro di gruppo che si svolge nei singoli Istituti nei quali è organizzata Eurac.

Uno di questi Istiituti di Eurac Research, quello che studia le mummie (che ha avuto inizio con lo studio della mummia di Oetzi, conservata a Bolzano, ma che ha poi ampliato il proprio campo d'azione) è ora protagonista di una ricerca multidisciplinare molto interessante in svolgimento presso il Museo Egizio di Torino, uno dei più importanti del mondo su questo momento della storia dell'uomo.

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