Al Cedocs la presentazione del libro "Nativi americani" di Francesco Tono

Lunedi 23 settembre alle ore 18.30 presso CEDOCS (Corso Italia 13m), serata dedicata alla storia dei nativi americani. Sarà un viaggio per tutti coloro che vogliono avvicinarsi all’argomento in compagnia di Eugen Galasso, che recensirà il libro, e dell'attrice Maria Abram che leggerà alcune pagine tratte dal libro di Francesco TonoI nativi americani”, l’indimenticato interprete, cantautore ed attore bolzanino, scomparso nel 2018, dopo quasi cinquant’anni di esperienza musicale sulla piazza.

Lunedi sarà l'occasione per ricordare il nostro artista e per approfondire uno degli  argomenti più chiacchierati e meno conosciuti della storia moderna, colpa forse, anche dei tanti film che ritraevano gli “indiani d’America" attraverso stereotipi che oggi ci fanno sorridere ma che ormai hanno intaccato la visione comune.

Importante richiamare l’introduzione al libro scritta da Gianfranco Manfredi, che esalta il testo di Tono sottolineando quanto sia stata interessante “l’angolatura di Francesco, proponendosi non tanto e non solo come divulgatore della storia dei nativi americani, ma della loro realtà attuale, considerandoli non meramente come progenie di un popolo scomparso, ma come nostri contemporanei”.

Alcune pagine del libro "Nativi americani" verranno lette dall'attrice Maria Abram, mentre la presentazione del libro sarà affidata ad Eugen Galasso. Sarà presente in sala, e rivolgerà un saluto ai presenti, anche la moglie di Tono, Bruna Annovazzi.

La serata sarà ad accesso gratuito, tuttavia vi è un limite di posti: per questa ragione Cedocs invita tutti gli interessati a presentarsi con un certo anticipo presso la sua sede di Corso Italia 13M.

I partecipanti riceveranno in omaggio dal Cedocs una copia del libro (fino ad esaurimento della disponibilità).


Copyright immagini: pixabay.com

La storia della “Galleria Goethe”al Cedocs: un incontro in compagnia di Alessandro Casciaro

Il 25 giugno alle ore 18, al Cedocs di corso Italia, ci saràun incontro dedicato alla storia dell’arte contemporanea in Alto Adige con la proiezione del documentario del Centro Audiovisivi della Provincia “Quando c’era la galleria Goethe”, presentato da Alessandro Casciaro.

La Galleria Goethe venne aperta nel 1964 su iniziativa di Ennio Casciaro, divenendo la prima galleria privata a Bolzano, in via della Mostra. “Mio padre decise di aprire una galleria d’arte dopo aver lavorato per molti anni nel negozio di cornici di Spadari, in Piazza Domenicani” ci racconta Alessandro Casciaro, il figlio di Ennio che porta avanti l’attività di gallerista. “Certo, si trattò per lui quasi di un salto nel vuoto, ma la conoscenza con molti artisti (tra i quali Karl Plattner) e la passione personale gli diedero sufficiente sicurezza di affermazione”. Accanto ad Ennio Casciaro ci fu sempre con grande intelligenza e capacità la moglie Ivana che contribuì a portare avanti con successo l’attività della galleria.

05 Mostra Ignaz Gabloner 1975 Ennio Casciaro e Markus Vallazza


Negli anni la Galleria Goethe (che prese il nome dall’omonima via dove Ennio Casciaro risiedette per qualche anno) divenne sinonimo di arte contemporanea in Alto Adige grazie alla collaborazione con innumerevoli ed affermati artistilocali e nazionali(da Paul Flora a Markus e Adolf Vallazza, da Morandi a De Chirico) ed alcune delle più importanti istituzioni internazionali nel campo dell'arte moderna e contemporanea.
Sono passati oltre cinquant’anni e la galleria è tutt’ora esistente e molto attiva, mantenendo lo stesso spirito di voler essere “una piattaforma di scambio di idee” tra artisti, collezionisti ed amanti dell’arte. Oggi si trova in via Cappuccini e porta il nome del figlio Alessandro Casciaro, che ha avuto l’onere di trasportare questa realtà nel mondo odierno, dove le connessioni sono non più solo locali o nazionali ma internazionali, rapide ed in continuo mutamento.

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Negli ultimi quindici anni è cambiato tutto, anche nel campo dell’arte, un mutamento che condiziona ogni genere di mestiere. Quindi anche la galleria d’arte deve riuscire a mantenere la propria identità con spirito di cambiamento, sapersi adattare e connettersi con il mondo. La fortuna delle gallerie d’arte è che l’oggetto, l’opera d’arte, è sempre unico, non vi è modo di replicarlo: chi è interessato a quel genere d’arte o artista deve venire in galleria”.


Il documentario che aprirà l’incontro al Cedocs, messo a disposizione dal Centro Audovisivi della Provincia, ci presenterà la storia viva dell’arte contemporanea a Bolzano attraverso le opere di molti artisti che furono ospiti ed animatori della galleria Goethe. L’appuntamento è quindi per il 25 giugno, alle ore 18.00, presso Cedocs in corso Italia, in compagnia di Alessandro Casciaro, che racconterà curiosità ed aspetti inediti e potrà rispondere alle richieste  ed agli interventi del pubblico presente.

Personaggi altoatesini raccontati al Cedocs. Lunedì 27 maggio tocca a Francesco Tono.

Raccontare la storia di alcuni personaggi significativi che hanno vissuto in Alto Adige è l'obiettivo di Eugen Galasso, che da diversi anni si dedica a questa ricerca assieme al Cedocs e che ha portato ad editare già diversi testi dedicati ad altoatesini che si sono distinti (la raccolta delle pubblicazioni, edite col sostegno della Provincia di Bolzano-assessorato alla cultura italiana, sul sito www.cedocs.it/lo-scaffale/edizioni).

Si fa spettacolo!

Il cardinale elemosiniere (polacco-un altro, di altra nazionalità, forse non ci sarebbe riuscito) Konrad Krajewski, su indicazione papale, ha riattaccato la corrente a un edificio di Roma, sito in via Santa Croce in Gerusalemme, abitato illegalmente da extra-comunitari, anche clandestini.

Vigili del fuoco volontari in Alto Adige: una ricchezza del territorio

Prezioso e insostituibile è il lavoro dei Vigili del Fuoco Volontari in Alto Adige. Ogni anno sono migliaia i loro interventi: ad esempio, nel 2017 un totale di 10.880, nel 2018 un totale di 12.006.
Dislocati sostanzialmente in ogni comune dell’Alto Adige, abitanti del territorio medesimo, i volontari conoscono perfettamente la loro zona di competenza garantendo così la massima celerità ed efficacia.
Le principali parole d’ordine sono: cameratismo, coesione e lavoro di squadra, impegno sociale ma anche formazione, responsabilità, identità, apprezzamento e, perché no, adrenalina alle stelle.

Ne abbiamo parlato con il dott. Ing. Christoph Oberhollenzer, Direttore dell’Unione Provinciale dei Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari Alto Adige, con sede a Vilpiano, presso la quale si svolgono anche i corsi di formazione.
Al testo tedesco segue il testo in italiano.

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