Esce di scena Ugo Gregoretti, narratore ironico e disincantato della vita

Intellettuale decisamente di parte, Ugo Gregoretti, romano di origini napoletane, scomparso a quasi 89 anni (li avrebbe compiuti a fine settembre) era brillante, intelligente, caustico, mai volgare. Attivo in TV (entrato con raccomandazione, come tanti/e, lui rivendicava la cosa con ironia), dove firmò già nel 1960 "La Sicilia del "Gattopardo" (documentario pluripremiato), ma anche "Il Circolo Ptichwick" dal capolavoro di Charles Dickens, ma anche trasmissioni satiriche e (mi limito al meglio) "Viaggio a Goldonia" con il grande Paolo Poli.

Un bell'aiuto a Salvini

Ora, con la "Sea Watch" e gli entusiasmi che la sua capitana della nave, la giovane germanica Karola Rackete (peccato che ci sia una "c" di troppo...altrimenti sarebbe stata perfetta per la "Luftwaffe" di vari decenni fa...) suscita in ambienti come il giornale "Il Manifesto", che liricamente titola "Oh Capitana, mia Capitana" riecheggiando un grande poema di Walt Whitman, che però lo scriveva commemorando il presidente Abraham Lincoln, ucciso proditoriamente...

Tra Lincoln e la Rackete un abisso, ma il "Manifesto" e i suoi lettori forse non colgono la differenza...

Queste ONG, continuando a battere il tasto degli sbarchi clandestini, sembra facciano il gioco di Salvini. E l'Europa, come da anni ormai, rimane a guardare...

Adesso che la Rackete ha fatto il suo attacco alla Guardia di Finanza, ed è per questo agli arresti domiciliari, si merita proprio il ringraziamento di Salvini. (ndd)

Eugen Galasso

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Un bell'aiuto a Salvini

Ora, con la "Sea Watch" e gli entusiasmi che la sua capitana della nave, la giovane germanica Karola Rackete (peccato che ci sia una "c" di troppo...altrimenti sarebbe stata perfetta per la "Luftwaffe" di vari decenni fa...) suscita in ambienti come il giornale "Il Manifesto", che liricamente titola "Oh Capitana, mia Capitana" riecheggiando un grande poema di Walt Whitman, che però lo scriveva commemorando il presidente Abraham Lincoln, ucciso proditoriamente...

Tra Lincoln e la Rackete un abisso, ma il "Manifesto" e i suoi lettori forse non colgono la differenza...

Queste ONG, continuando a battere il tasto degli sbarchi clandestini, sembra facciano il gioco di Salvini. E l'Europa, come da anni ormai, rimane a guardare...

Adesso che la Rackete ha fatto il suo attacco alla Guardia di Finanza, ed è per questo agli arresti domiciliari, si merita proprio il ringraziamento di Salvini. (ndd)

Eugen Galasso

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Per fare compagnia alle persone affette da demenza

Sabato 22 giugno si è concluso, con la distribuzione degli attestati, il corso rivolto a badanti e familiari di persone affette da demenza incentrato sui temi delle attività di compagnia.
Tutte le persone che si sono iscritte, 10 donne e 2 uomini, hanno frequentato assiduamente le lezioni esprimendo unanime apprezzamento per i docenti e per la qualità dei contenuti del corso, che è stato promosso dall’associazione altoatesina Alzheimer, organizzato da Cedocs e finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

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La storia della “Galleria Goethe”al Cedocs: un incontro in compagnia di Alessandro Casciaro

Il 25 giugno alle ore 18, al Cedocs di corso Italia, ci saràun incontro dedicato alla storia dell’arte contemporanea in Alto Adige con la proiezione del documentario del Centro Audiovisivi della Provincia “Quando c’era la galleria Goethe”, presentato da Alessandro Casciaro.

La Galleria Goethe venne aperta nel 1964 su iniziativa di Ennio Casciaro, divenendo la prima galleria privata a Bolzano, in via della Mostra. “Mio padre decise di aprire una galleria d’arte dopo aver lavorato per molti anni nel negozio di cornici di Spadari, in Piazza Domenicani” ci racconta Alessandro Casciaro, il figlio di Ennio che porta avanti l’attività di gallerista. “Certo, si trattò per lui quasi di un salto nel vuoto, ma la conoscenza con molti artisti (tra i quali Karl Plattner) e la passione personale gli diedero sufficiente sicurezza di affermazione”. Accanto ad Ennio Casciaro ci fu sempre con grande intelligenza e capacità la moglie Ivana che contribuì a portare avanti con successo l’attività della galleria.

05 Mostra Ignaz Gabloner 1975 Ennio Casciaro e Markus Vallazza


Negli anni la Galleria Goethe (che prese il nome dall’omonima via dove Ennio Casciaro risiedette per qualche anno) divenne sinonimo di arte contemporanea in Alto Adige grazie alla collaborazione con innumerevoli ed affermati artistilocali e nazionali(da Paul Flora a Markus e Adolf Vallazza, da Morandi a De Chirico) ed alcune delle più importanti istituzioni internazionali nel campo dell'arte moderna e contemporanea.
Sono passati oltre cinquant’anni e la galleria è tutt’ora esistente e molto attiva, mantenendo lo stesso spirito di voler essere “una piattaforma di scambio di idee” tra artisti, collezionisti ed amanti dell’arte. Oggi si trova in via Cappuccini e porta il nome del figlio Alessandro Casciaro, che ha avuto l’onere di trasportare questa realtà nel mondo odierno, dove le connessioni sono non più solo locali o nazionali ma internazionali, rapide ed in continuo mutamento.

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Negli ultimi quindici anni è cambiato tutto, anche nel campo dell’arte, un mutamento che condiziona ogni genere di mestiere. Quindi anche la galleria d’arte deve riuscire a mantenere la propria identità con spirito di cambiamento, sapersi adattare e connettersi con il mondo. La fortuna delle gallerie d’arte è che l’oggetto, l’opera d’arte, è sempre unico, non vi è modo di replicarlo: chi è interessato a quel genere d’arte o artista deve venire in galleria”.


Il documentario che aprirà l’incontro al Cedocs, messo a disposizione dal Centro Audovisivi della Provincia, ci presenterà la storia viva dell’arte contemporanea a Bolzano attraverso le opere di molti artisti che furono ospiti ed animatori della galleria Goethe. L’appuntamento è quindi per il 25 giugno, alle ore 18.00, presso Cedocs in corso Italia, in compagnia di Alessandro Casciaro, che racconterà curiosità ed aspetti inediti e potrà rispondere alle richieste  ed agli interventi del pubblico presente.

Zeffirelli, un Maestro della cultura

Franco Zeffirelli, scomparso a Roma a 96 anni - pur rimanendo convintamente Fiorentino anche se amava moltissimo Roma - era veramente, ad onta dei denigratori e di coloro che semplicemente non lo capivano o lo detestavano (i comunisti, ma non solo), un grande scenografo, sceneggiatore, regista.

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