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Johann Santner, padre dell’alpinismo sudtirolese.

Il prossimo 21 maggio 2012 ricorrerà il centesimo anniversario della morte di Johann Santner nato a St. Jacob in Defereggen nel Tirolo dell’Est il 2220px-johann_santner_monumento_in_siusi_allo_sciliar.jpg1 Aprile 1841; è noto, soprattutto nel mondo alpinistico, come il padre dell’alpinismo sudtirolese e tra i fondatori dell’allora Rifugio “Schlern-haus” di proprietà del “Dt. und Österr. Alpenvereins” DÖAV (oggi “Rifugio Bolzano” di proprietà del Cai sez. di Bolzano). La sua attività di scalatore è legata soprattutto al massiccio dello Sciliar dove, nel 1880, riuscì a raggiungere la Punta Grande di Razzes denominata, in suo onore, Punta Santner. E’ Inconfondibile il profilo della cima che da sempre rappresenta uno dei simboli della regione con il suo affascinante richiamo. Forse è anche per questo che, ci ricorda Dante Colli, “…la vittoria sulla Punta Santer lo eleva in un’aura di romantico fulgore”.

Dopo essersi spostato in giovane età con il padre attraverso l’Austria-Ungheria, l’Italia e la Svizzera, imparò il mestiere di orologiaio. Verso il 1860 si trasferì a Bolzano coltivando il suo mestiere. Presto, però, sposata Antonietta Furcher di St. Pauls nel 1868, si dedicò con lei allo sviluppo, alla lavorazione e alla commercializzazione di fiori alpini disseccati; questapunta_santner_foto_franco_boscolo.jpg esperienza accrebbe in lui tali competenze di botanica da farlo diventare uno dei più profondi conoscitori della flora dolomitica.

Il passo verso l’alpinismo fu breve. La sua successiva attività alpinistica fu davvero intensa; risolse molti problemi delle Dolomiti nei gruppi del Catinaccio, del Sasso Lungo, del Sella ecc. frauen_im_aufstieg_di_ingrid_runggaldier_ed_raetia.jpgSalì spesso in solitaria aprendo numerose nuove vie, molte altre volte portò con sé la moglie e la figlia le quali divennero così rappresentanti di quell’inarrestabile fenomeno, l’alpinismo femminile, magistralmente raccontato da Ingrid Runggaldier nel volume “Frauen im Aufstieg” – Edition Raetia, 2011 (di Antonia Santner e Antonie Santner Ronchetti, si legge alle pagine 154 e 155 – ndr).

Più di cinquanta vie nuove: sulla cima Santner allo Sciliar, ecc, ma è doveroso ricordare l’avventura sulle Cinque Dita assieme a Robert Hans, impresa che rappresentò la massima espressione alpinistica per quel tempo. Non mancarono salite sulle alpi Marittime e sugli Appenantonie_santner_con_suo_padre_johann_al_ritorno_da_una_scalata_archiv_peter_hamberger_bolzano.jpgnini così come sulle Ötztaler Alpen e sulle Zillertaler Alpen. Inoltre, individuò e sollecitò la costruzione di nuovi Rifugi alpini e si occupò di sentieristica e infrastrutture.


Morì il 21 maggio 1912, fu sepolto nel vecchio cimitero che nel 1930 fu spianato; la distruzione si portò via, tra le altre, anche la sua tomba. L’importanza dei successi alpinistici  di Johann Santner sono lo specchio di una forte personalità: così Dante Colli: ”(…)

Santner era un liberale, non troppo bendisposto verso gli ambienti religiosi e verso un certo clericalismo e le sue espressioni.

Era nazional-tedesco convinto e identificava la sua terra con la sua patria in un nazionalismo fortemente vissuto con appassionata coerenza” (“Montagna” – Gism, 2005).


Franco Boscolo