Cinque stelle nella confusione
La "kermesse" elettiva dei "Grillini" rischia di rasentare il ridicolo.
La "kermesse" elettiva dei "Grillini" rischia di rasentare il ridicolo.
L'assembramento dei partiti politici intorno al "Drago" sembra sospetto.
Qualche giorno fa, venerdì 5 febbraio, incontrando il presidente incaricato Draghi, la rappresentante SVP Julia Unterberger ha dichiarato, dopo l'incontro: "In Germania considerano il presidente Draghi più tedesco dei Tedeschi, dunque immaginatevi il gradimento che può avere in Sudtirolo".
La nomina (accettata con riserva) di Mario Draghi, illustre economista, ex presidente BCE, a Presidente del Consiglio, non era un"mistero", anzi era decisamente una sorta di "segreto di Pulcinella" o di "araba fenice"...
Personalmente, ne avevo sentito parlare più volte, anche in curiosi incontri con persone conosciute che a loro volta conoscevano persone che erano in contatto e... Di tutto e di più, insomma.
Che il governo precedente, come il Conte I, fosse "innaturale", comunque decisamente in crisi, era parimenti cosa nota, per cui non sapremo mai se quella di Renzi sia stata una manovra (concordata "in alto"') per "tirare la volata" a Draghi non lo sapremo mai, forse...
Certo è che, stando alle informazioni note, sembrava che Draghi aspirasse piuttosto ad essere Presidente della Repubblica... vedremo.
Intanto vediamo le prime prese di posizione su questa nomina, e la loro contradditorietà ci dice che la strada imboccata da Draghi non è in discesa.
Eugen Galasso
L'incarico esplorativo a Fico, che di per sé è una contradictio in adjecto (movimentista, e insieme Presidente della Camera), appare motivata dalla volontà decidere rapidamente, ma anche di prendere tempo, rispetto alla querelle, irrisolta tra Conte e Renzi.
In un articolo intitolato "Renzi è un leader senza coraggio che ha perso il treno della storia" ("La Verità" del 21 gennaio scorso) l'intellettuale di destra Marcello Veneziani si sofferma a commentare anche l'azione del Presidente del Consiglio e definisce "Giuseppì" Conte "un megalomane vanitoso, mai votato dal popolo sovrano anche se si presentò come populista e sovranista, che sconfessa ogni giorno le posizioni e gli alleati del giorno precedente, campa sulla pandemia e sul panico che ne deriva...".
Ora le dimissioni del Governo, in vista di un "Conte Ter": pessima soluzione, questa, anche perché si tratterà, in ogni caso, di un governo molto debole, decisamente più debole di questo, già in crisi, peraltro, da almeno due mesi (in realtà la crisi era latente e covava sotto la cenere da tempo).
La "conversione" di"Giuseppì" Conte da sovranista-populista (fino all'estate del 2019, ai tempi della coalizione dei "Grillini" con Salvini) a europeista, antisovranista e antipopulista come si dichiara oggi mostra l'incapacità di una classe politica "nuova" ad affrontare, non solo i problemi attuali, ma anche a orientarsi con le "grandi visioni" che pure sono necessarie in politica.
Decisamente poco "in sella", Conte sembra assolutamente "privo" di riferimenti ideali reali (salvo il cattolicesimo e l'ancoramento europeo), per cui veleggia alla ricerca di voti "cattolici", liberali e socialisti, senza saper dire alcunché di preciso, brancolando alla ricerca di "responsabili".
Eugen Galasso
Operazioni in corso per ricucire il"Conte 2" con eventuali "responsabili" (usiamo questa definizione perche altre se ne potrebbero usare, e non sarebbero di encomio...) che garantiscano la continuità al Governo votandolo in Parlamento.
Dopo la conferenza stampa di Renzi, che annuncia le dimissioni delle sue due ministre e del sottosegretario Scalfarotto, sappiamo:
"Volunteers of America", 1969, dei "Jefferson Airplane" era la canzone dell'"inno rivoluzionario" contro guerre, interventismo etc. da parte della "sinistra" (ma con mille virgolette) USA.
Oggi, dopo la manifestazione di Washington dello scorso 6 gennaio, sembra che si vada nella direzione opposta.