Accuse a Salvini di vicinanza agli interessi della delinquenza. C'è di che essere perplessi di queste uscite.

Richiamandosi a un saggio del grande storico e poliitico socialista Gaetano Salvemini, che nel 1910 aveva definito l'allora primo ministro Giovanni Giolitti "ministro della malavita", lo scrittore Roberto Saviano appioppa tale definizione a Matteo Salvini, attuale vicepresidente del Consiglio e ministro alle infrastrutture, ripetendo, più di un secolo dopo, uno slogan che allora aveva un senso preciso, ma che oggi non descrive una realtà definibile, dato che Salvini può e deve venir criticato per molti motivi, ma non certo come esponente di "connections" mafiose, come quella.

Salvini è stato attaccato anche da don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera" che ha parlato del "ponte sullo stretto di Messina" come "capace di unire più che due coste due cosche", riferendosi al pericolo, certo possibile (più che "probabile") di infltrazioni criminali mafiose nell'opera da realizzare e nei benefici del collegamento fisico Sicilia-continente. Certo, però, che, parlarne prima che l'opera venga realizzata, appare quantomeno un azzardo...

Eugen Galasso

Caso La Russa: c'è un legame tra essere Presidente del Senato e essere padre di un accusato di violenza carnale?

Con tutti i problemi della politica italiana (salario minimo si o no, riforma della giustizia, riforma del fisco etc.) la questione del figlio di La Russa impegnato eroticamente o realmente responsabile di violenza carnale (lo stabilirà un processo) non ha nulla a che fare perchè si situa decisamente al di fuori dell'ambito politico.

Che ora un noto garantista, direttore del neo-rinato giornale "L'Unità", consigli al padre del giovane di ritirarsi da Presidente del Senato, a parte la scarsa efficacia del messaggio, sembra francamente inutile, anzi superfluo (quando non abnorme n.d.d). Sarà lo stesso uomo politico a scegliere se continuare a svolgere il suo ruolo attuale o tornare a fare l'avvocato, difendendo in qualche modo il figlio.

Eugen Galasso

Scioperi nei trasporti

La giornata dello scorso 13 luglio, con lo sciopero dei treni, sarebbe stata fonte di disagio estremo per i viaggiatori, in un periodo comunque di vacanza. La decisione di Salvini, quale ministro delle infrastrutture, di dimezzarlo, riducendolo a mezza giornata, dunque a 12 ore, ha certamente avuto un senso. pur intaccando (come sostiene il sindacato) il diritto di sciopero.

Forse, una decisione meno tardiva avrebbe favorito  una soluzione meno tardiva e forse scongiurato lo sciopero in quella data. Con lo sciopero negli areoporti vedremo se si ripeterà la stessa situazione o meno.... 

Eugen Galasso

La Russa: dichiarazioni sulla vicenda del figlio che nascono da una posizione maschilista

Se gli attacchi della "sinistra" sembrano sostanzialmente ingenerosi verso tutti gli episodi "controversi" che riguardano l'attuale governo, ce n'è almeno uno che, senza entrare in merito alla questione, giuridica e dunque da lasciare alla magistratura, che sconcerta: quella riguardante il figlio di Ignazio La Russa coinvolto in una vicenda di violenza carnale ai danni di una ragazza che ha denunciato il fatto di recente, a fatti già avvenuti.

Ora,  lasciando aperta la questione di come si sono svolti i fatti, possiamo certo commentare le dichiarazioni in proposito fatte da Ignazio La Russa che palesemente risentono di una mentalità maschilista legata alla sua posizione politica, impostazione che lo porta a minimizzare la questione, se non a negarla a priori.

Eugen Galasso

Quali frutti della polemica politica sul PNRR?

La questione del PNRR e dunque dell'eventuale polemica con l'Europa, a parte il fatto che sembra chiusa, sta diventando, per le opposizioni, tra loro divise, un motivo di continua polemica anti-governativa.

Il segnale nazionale che arriva dall'esito delle elezioni comunali

Si tratta, certo, di elezioni comunali, dunque il voto è legato anche a situazioni locali ma, in complesso, la vittoria del centrodestra è notevole: dunque gli elettori erano convinti che la "ricetta" dello schieramento "conservatore" fosse preferibile a quello "progressista", anche nel caso di problemi decisamente di difficile soluzione come l'immigrazione incontrollabile, gli aiuti alla Romagna dopo la tragica alluvione e altro ancora, compresa l'autonomia differenziata, di cui anche notevoli costituzionalisti invitano a non avere paura.

Eugen Galasso

Ricordando alcune stragi fatte dai mafiosi

Sono passati trent'anni dalla strage dei Georgofili, a Firenze. Una delle ritorsioni mafiose contro lo Stato, dopo l'uccisione dei giudici Falcone e Borsellino, tra il maggio e il luglio del 1992. e prima di un attentato altrettanto sanguinoso - 5 morti, come a Firenze - a Milano (27 luglio del 1993) e, una settimana dopo, a Roma, in pieno centro.

Al di là dell'arresto, forse fortunoso, del boss Matteo Messina Denaro, nel gennaio scorso, i responsbili di questi attentati non sono ancora stati individuati e catturati.

Eugen Galasso

I "sobbalzi" dell'Unione Europea

I "sobbalzi" dell'Unione Europea, i disaccordi sul tema migranti, talora sulla guerra in Ucraina, ma anche sulla guerra civile in Sudan, sull'inflazione etc., sono semplici "crisi di crescenza" o invece pericolosi colpi di coda capaci di riportare indietro l'orologio della storia?

L'anniversario di una pagina nazionale di cui avere vergogna

Trent'anni fa in questi giorni, Hotel Raphael di Roma, monetine contro Bettino Craxi, cui le opposizioni di "sinistra" - ma anche settori missini e leghisti (di "destra", quindi, se vogliamo stare alle categorie ormai ottocentesche) - rimproveravano peculato e altro (tutte accuse rivelatesi false).

Un episodio quindi basato su obiettivi politici.

Questo episodio, bene inserito nella cornice di "Mani Pulite" e del suo retroterra politico, ha contribuito alla morte conseguente della "prima Repubblica", con l'esito che sappiamo, ormai, per cui nessuno e' capace, in modo sensato, di esaltare la seconda o terza Repubblica di oggi.

Mani Pulite" e tutto quanto ne è seguito si è rivelata un tentativo di golpe, messo in atto dall'allora PDS di Occhetto, ma anche da settori "protestari" vari. Anche se nessuno è in grado di dire davvero cosa ci sia stato dietro "Mani Pulite". 

Eugen Galasso

Finito il percorso comune di Renzi e Calenda

Scollamento o crisi definitiva tra Azione e Italia Viva, ossia tra Calenda e Renzi: egotismi dei due, certamente, ma anche (forse) la non necessità di un "centro", che per anni è stato la DC (ma oggi, al di là di strani e capziosi sondaggi che sostengono che 2 Italiani su 4 vorrebbero un partito cattolico, che non c'è più in Spagna, nè in Francia e rimane solo in Baviera, non in Germania, l'Austria è una nazione piccola e non significativa a livello statistico, si di un "centro" in politica non si sente l'esigenza pressante) o il "polo laico" (alias partiti laici minori, ma quelli avevano un riferimento ideale o meglio "ideologico", anche se la parola oggi, scioccamente, sembra un insulto. Calenda e Renzi sembrano invece rappresentare solo i propri interessi e poco piu'...

Eugen Galasso
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