Conferma di Macron in Francia

Pur se a fronte di un notevole calo di voti rispetto alla prima elezione del 2017, e di fronte a un'indubbia affermazione, certo "relativa" ma importante, dell'estrema destra di Marine Le Pen e della sinistra di Melenchon, la Francia riconferma Presidente Macron, a conferma della scelta europeista.

Non è detto che la liberaldemocrazia sia destinata per forza a vincere

La guerra purtroppo tuttora in corso smentisce in modo clamoroso chi, come il pensatore USA di origine giapponese Francis Fukuyama , soprattutto in "The End of the History and the Last Man" ("La fine della storia e l'ultimo uomo", 1992) sostiene (tesi poi solo parzialmente messa in discussione in opere successive) che la societa' democratica-liberale si afferma inesorabilmente, spazzando via le altre e rendendo inutile ogni opposizione e dunque ogni tensione violenta (guerra o rivoluzione).

Biden, che pena!

Che intorno al conflitto in Ucraina e al pericolo di un'estensione del conflitto si mobiliti anche la guerra mediatica è "ovvio". In questo quadro, se si conferma il fatto che negli USA le presidenze "democratiche" siano più pericolose di quelle "repubblicane" quanto al rapporto con le forze "non occidentali", è da dire che colpisce la totale incapacità "diplomatica" di Joe Biden che, in un crescendo di affermazioni negative, ha definito Putin un "macellaio".

Draghi in politica estera: metamorfosi di un "drago" in un "falco"!

Dopo giorni di "attendismo", forse anche "necessitato" dalla situazione oggettiva, nello scenario bellico, ma anche in Europa e in "Occidente" (concetto vago, ma che si sta ridelineando), Draghi, accogliendo virtualmente il presidente ucraino al Parlamento italiano, ha fatto, oltre che "il drago", il "falco", scavalcando "a destra" (si sarebbe detto fino a qualche tempo fa, ma oggi le categorie politiche sono molto flou...) persino Carlo Calenda (leader di "Azione") e anche il critico d'arte (e di molto altro) Vittorio Sgarbi, decisamente meno "interventisti" di Draghi sulla questione degli aiuti "difensivi" alla resistenza ucraina.

Conflitto tra superpotenze in Ucraina

Il "conflitto ucraino" sembra ormai alle porte, almeno, sempre che non ci sia invasione diretta, sul piano economico e geopolitico. La "mostruosa" espansione della NATO, già di per sé pericolosa, in atto da molto tempo e minacciante la stessa Ucraina, rischia di voler inglobare anche l'ex-"granaio d'Europa", aizzando ovviamente la reazione di Putin e dell'"orso russo". Dall'altra parte la Russia non di meno sviluppa una politica di potenza, persino con richiami di Putin ai suoi predecessori sovietici, che scardina equilibri. 

La nuova idea di Salvini. USA style.

Tra le nuove "idee originali" di Matteo Salvini, che recentemente (Quirinale) non si è dimostrato un genio della scienza politica e meno ancora dell'"arte della politica", c'è quella di costituire un Partito Repubblicano, sul modello degli States e non (evidentemente) dell'Alleanza Repubblicana francese.

Concluso "l'affaire" elezione del nuovo Capo dello Stato

La conclusione dell'affaire "voto per il rinnovo dell'inquilino del Quirinale" si è risolta, direi, nel peggiore dei modi: il solito immobilismo italiano (espressione di un popolo che non ha mai saputo fare una rivoluzione, che è passato dal fascismo all'antifascismo senza battere ciglio, solo con qualche mugugno, avendo a suo tempo accettato l'abiezione) è riemerso, per paura di "disturbare il manovratore" Draghi e il suo arroccamento a Palazzo Chigi, il che non toglie nulla agli indubbi meriti di tale "manovratore" nella presente contingenza dove pandemia e crisi economica non solo "pericoli all'orizzonte", ma realtà purtroppo presentissime, hic et nunc.

Eugen Galasso

La questione ucraina non è da raccontare in modo manicheo

La questione ucraina e quanto vi è connesso (approvvigionamento di gas, crisi finanziaria) viene raccontata, spesso, in modo manicheo: Russia cattiva, Ucraina buona, per dire, quando invece sappiamo che in Ucraina una larga parte della popolazione è a favore non solo dell'Occidente, ma dell'estremismo neonazista.

Conviene ricordare che durante la Seconda Guerra Mondiale, quando l'URSS (allora era URSS, come noto) veniva invasa dalla Germania nazista, una non piccola parte della popolazione ucraina plaudiva agli invasori nazisti... un'"abitudine" che purtroppo è rimasta in una nazione che vuole disperatamente ritrovare le proprie radici, facendolo in modo "improprio".

La Russia non può risolvere i problemi di vicinato con i soldati. Ma per parte nostra c'è da sperare solo che l'"Occidente" non decida l'invasione contro la Russia e che "the sleeping Joe" non abbia sussulti forzisti... e che i partiti "occidentalisti" non abbiano troppi frontmen...

Eugen Galasso

Ripensare la figura costituzionale del Presidente della Repubblica?

Francamente il peso attribuito dai mass-media all'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, carica che un tempo era considerata più che altro formale ma ora diventata importante per le scelte che può fare (cfr. la più che discutibile designazione di Mario Monti a "primo ministro" nel 2011 da parte di Napolitano, quando sarebbero state opportune nuove elezioni e invece l'opportuna designazione di Draghi 10 mesi fa da parte di Mattarella), pur restando, dal punto di vista costituzionale, inalterata la sua importanza relativa, non trova riscontro nell'opinione pubblica.

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