Candidati famosi, idee fumose

A fine anni 1980 - inizio degli anni' 90 era una litania, un mantra, quella della fine/morte delle ideologie, ma quasi anche degli ideali politici e civili in genere.

Le sfide del neo Presidente della Colombia

Credo sia un gran peccato che l'informazione italiana non abbia dato, salvo scarse eccezioni (ma giornali, non TG) rilievo alla vittoria di Gustavo Petro alle elezioni presidenziali colombiane.

Un po' troppi fronti aperti da parte degli USA

L'annunciata (per alcune fonti "minacciata") e alla fine iniziata visita dell'anziana speaker democratica alla Camera, Nancy Pelosi, a Taiwan, costituisce un motivo notevole di polemica per i rapporti USA-Cina.

Post-governo Draghi: situazione "bifida"

La situazione creatasi dopo la crisi del governo Draghi e', come si suol dire, "bifida", in quanto: A) Nonostante la campagna elettorale "estiva" ci sara'un alto tasso di astensione, che non sapremo dire se dovuto a sfiducia nei partiti oppure se alla delusione e allo sconcerto per la caduta di "Supermario" Draghi B) Uno sciocco gioco quello di attribuirsi la "colpa" della caduta del governo Draghi. Certo la stessa va attribuita ai 5 Stelle e al suo "leader"(?) Conte, incapace di decidere alcunche' C) Il ruolo di Draghi dopo queste elezioni settembrine: verra' invocato quale salvator patriae dai vari partiti in lizza? Sarebbe una disfatta totale per ogni politica possibile in Italia... D) Il centro-sinistra, o quanto ne rimane, punta a scalzare la destra (quasi non fosse un centrodestra), puntando il dito contro Giorgia Meloni, che non sara'comunque (quasi certamente) Presidente del Consiglio....

Eugen Galasso.

Esito delle elezioni di domenica

Referendum boicottati, dal PD, dai 5 Stelle, dai redivivi pulviscoli comunisti e da soggetti vicini alla magistratura "impegnata" come "Il Fatto quotidiano" e altri, anche perche' il governo e la Corte costituzionale li hanno ritenuti "sovrastrutturali" o almeno non importanti in questa fase... Aggiungiamo le fomulazioni complesse per molte persone, ...

Comunque a questi signori, che sono riusciti a non far raggiungere il quorum, si possono sbattere in faccia i 10 milioni di nostri concittadini che sono andati a votare per i referendum (non pochi!) dei quali da metà (5 milioni di persone) al 75% (sette milioni e mezzo di uomini e donne) hanno votato SI.

Per le elezioni comunali, quando il centro-destra (o senza trattino?) si unisce, va bene, quando e' disunito va peggio... Ma siamo solo al primo turno delle amministrative (dove si votava) e fino alle elezioni politiche c'e' ancora parecchio tempo, almeno cosi' sembra, sic rebus stantibus.

Eugen Galasso

Capire, non giustificare. Per questo va combattuto il "pensiero unico" sulla guerra in Ucraina

Certo, di fandonie, anche filo-putiniane, la stampa e i mass-media ne contengono non poche. Non conosco le tesi (ipotesi, forse meglio) del sociologo Alessandro Orsini, oggi molto attaccato ma anche molto presente nei talk-shows TV. Tuttavia, leggo a riguardo un notevole fondo pubblicato da una rivista culturale ("Le Muse"), firmato dal dottor Davide Borruto, che parla del pericoloso gioco da "pensiero unico" (formula non usata dal vicedirettore citato della rivista) per cui chi formula dei "distinguo" sarebbe senz'altro un "filoputiniano".

Un testimone inattaccabile ci ricorda che l'Ucraina è una nazione ben distinta dalla Russia

A proposito della diversita', e dunque dell'autonomia, culturale (e ovviamente linguistica) dell'Ucraina rispetto alla Russia, fa fede ulteriore una lettera di valore storico di Andrea Caffi (1887-1955) a Giuseppe Prezzolini, il grande intellettuale, certo discusso, che segno' la vita culturale italiana del primo Novecento, in epoca fascista , post-fascista e recente, non senza polemiche.

Per fortuna Putin ha parlato in modo prudente

Pur se con il consueto gioco della "colpa attribuita" ad altri ("abbiamo sventato un'invasione occidentale"), modo di argomentare che ripropone la guerra, fredda ma anche calda, tra superpotenze (aggiornata ad oggi, quindi anche senza il vincolo ideologico), Putin e' sembrato piu' prudente nel discorso del 9 maggio in occasione della commemorazione della vittoria russa sui nazisti.

Decisamente, a parte la retorica patriottica e simili (la riproposizione dei valori tradizionali etc.), il leader russo e' sembrato meno bellicoso di quanto si temeva (le previsioni si sono rivelate ancora una volta errate e/o esagerate) ma, anche in questo caso, non e' detto che poi agisca in coerenza a quanto sembrerebbe di poter evincere da questo suo discorso.

Eugen Galasso

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