quo vadis

Plurilinguismo e patrimonio architettonico europeo: le risorse del progetto SEAH

Presentato lo scorso 29 settembre durante il seminario presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne di Pescara il progetto SEAH - Sharing European Architectural Heritage

La politica culturale e linguistica dell’Unione europea favorisce da diversi anni ormai i programmi di scambio e progetti scientifici dedicati a studenti e ricercatori “all’interno di uno Spazio europeo dell’istruzione superiore multilingue e multiculturale” (per esempio il Progetto Erasmus). 

Nel tempo si sono manifestate alcune criticità, in ambiti specifici, tra le quali emerge la scarsa padronanza dei linguaggi accademico-disciplinari: ciò può rappresentare un serio problema sia per la stessa mobilità studentesca, sia per l’acquisizione di conoscenze teoriche, tecniche e professionali, obiettivi specifici dei progetti.

Uno degli ambiti nel quale maggiormente si manifesta la problematica è quello dei percorsi formativi in Architettura e in Costruzioni.

Non è solo un problema di “linguaggio tecnico disciplinare”, ma anche di terminologie e registri linguistici specifici che risultano legati anche a tradizioni culturali, pratiche professionali e strutture tecnico/giuridiche dei singoli Paesi. In questi casi gli esperti hanno constatato che “non risulta sufficiente l’uso dell’inglese come lingua franca”.

Per ovviare a queste problematiche nel settore specifico dell’Architettura e delle Costruzioni in lingua italiana, francese, russa, spagnola e tedesca, è stato sviluppato un progetto multilingue finanziato dall’Unione Europea nel quadro del Programma Erasmus+ K203, il progetto “Sharing EuropeanArchitectural Heritage: Innovative languageteaching tools for academic and professionalmobility in Architecture and Construction (SEAH)”.
Il progetto è coordinato dalla prof.ssa Mariapia D’Angelo, con la collaborazione delle prof.sse M. Chiara Ferro e Sara Piccioni del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne e del Prof. Claudio Varagnoli del Dipartimento di Architettura dell’Università di Chieti-Pescara (Ateneo capofila) e coinvolge alcuni Atenei europei: Politecnico di Madrid (Spagna), Bordeaux Montaigne (Francia), Masaryk University (Repubblica Ceca) e Polotsk State University (Bielorussia).

Durante il Seminario Informativo del 29 settembre 2022, sono state illustrate “le risorse linguistiche realizzate, ovvero i corpora (collezioni, per lo più di grandi dimensioni, di testi orali o scritti prodotti in contesti comunicativi reali, per es., registrazioni di discorsi o articoli di giornale – da: Enciclopedia Treccani), conservati in formato elettronico e spesso corredati di strumenti di consultazione informatici. specialistici multilingui e i corsi di lingua per l’apprendimento del linguaggio accademico dell’Architettura e delle Costruzioni, disponibili in una piattaforma online ad accesso gratuito, con la partecipazione di docenti provenienti da altre Università italiane ed estere, nonché di rappresentanti degli Istituti Scolastici coinvolti a vario titolo nel progetto”.

Nelle prime fasi di analisi del problema, sono stati interpellati portatori d’interesse, docenti dei dipartimenti sia di Architettura, sia di Costruzioni, professionisti e insegnanti delle due categorie e, con la loro collaborazione, si è giunti a definire alcune specifiche necessità, tra le quali rivestono particolare rilevanza:
1. Il tipo di competenze linguistiche e comunicative richieste (comprensione/ produzione scritta/orale).
2. Generi discorsivi che gli studenti e i professionisti in mobilità devono saper produrre e comprendere in lingua straniera.
3. Aree tematiche dei testi da includere nel corpus (selezionate tra quelle alle quali sono maggiormente esposti gli studenti di Architettura e Costruzioni in mobilità).

Per un maggiore dettaglio, rimandiamo al sito ufficiale del progetto; www.seahproject.eu

Franco Boscolo

Last modified onSabato, 08 Ottobre 2022 12:37