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Giro d'Italia all'Alpe di Siusi - Der Giro d’Italia auf der Seiser Alm

La corsa ciclistica più dura nel paesaggio più bello del mondo: così si annunciava la novantanovesima edizione del Giro d’Italia: il 22 maggio la corsa è arrivata in Alto Adige dove si è svolta la cronoscalata individuale da Castelrotto all’Alpe di Siusi.

La corsa ciclistica più bella del mondo è stata un evento davvero importante per il comprensorio di Siusi, Castelrotto, Alpe di Siusi; ne abbiamo parlato con Eduard Tröbinger Sherlin, presidente di Alpe di Siusi Marketing.

Decisione nazionalista della componente di lingua tedesca del Consiglio provinciale: gli altoatesini non si chiamino più tali!

Ora i cittadini (termine sicuramente inviso agli iper-clericali di estrema destra quali i "Freiheitlichen", in quanto deriva dalla Rivoluzine francese...che orrore, per chi ama ancora altari e troni...; in tedesco l'espressione "Buerger" è meno forte, in quanto significa non solo=cittadini, ma anche=borghesi, il che va già meglio...) italiani dell'Alto Adige non si possono più chiamare "Altoatesini", perché Altoatesini, come Alto Adige, sarebbe espressione "fascista". Questo è il risultato del voto del Consiglio provinciale, su un documento proposto dai Freihetlichen, votato da molti SVP, senza aver ricevuto un voto di consiglieri che si sono dichiarati appartenenti al gruppo italiano!

Ora, invece, "Haut Adige" è espressione risalente all'epoca napoleonica, e che poi sia stata usata anche dal fascismo "ne fait rien à la chose" (non ha alcuna importanza, non importa per la questione specifica).

Ma evidentemente i "Freiheitlichen", ma anche la SVP che ha appoggiato in modo determinante (è chiaro il décalage, il divario numerico), hanno poca consuetudine con la storia...

Fare questa proposta e votare questa proposta altro non è che una manifestazione di nazionalismo, e quindi una forma di "fascismo" sudtirolese...del resto con la provenienza ideologica-culturale che hanno i "Freiheitlichen", e anche molti/e esponenti della destra SVP, non c'è da stupirsi...

Ora, da ex-esponente del MOET (Movimento obiettori etnici), ex perché il movimento non esiste più, farò "outing": sono obiettore etnico, in quanto di origini italo-austriache (Salzburg/Salisburgo, però, non Tirolo tantomeno "Suedtirol") e nato solo per caso in Haut-Adige/Suedtirol o come accidenti si voglia chiamarlo...

Eugen Galasso

Un nuovo cinema a Bolzano, ma con una bella aria d'epoca

Passato, presente e futuro, a parte le non peregrine riflessioni orientali, di Agostino d'Ippona e Bergson sull'anzidetta tripartizione del tempo, si intersecano sempre.

Così un Ciné-Museum, in via J. Kravogl 8 di Bolzano (Bolzano Sud, zona industriale), con macchine di proiezione "d'antan", ci dà il senso del passato del cinema, del suo oggi e del suo futuro, in chiave di ologramma, di post-cyber, di...

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Apertura martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 e 30 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ingresso: 5 Euro per adulti e 2 Euro per ragazzi/e. Il tutto si deve alla giustamente caparbia volontà di Natalino (Noe"l) Bernato, storico proiezionista e gestore di cinema, oriundo, nato in Belgio ("la libre Berlgique", vien da dire) che, dopo aver operato come proiezionista in Belgio, ha lavorato in quasi tutti i cinema bolzanini, di Laives, di Merano. Per informarti questi i riferimenti dei refenti: N. Bernato 342.4497066, Alessandro Di Spazio (regista) 339.4497066.

Eugen Galasso

La "follia" : "Qualcuno volò sul nido del cuculo" rimane un impagabile fonte di riflessione. E' di scena in questi giorni a Lana.

"Einer floh ueber das Kuckusnest ("Qualcuno volò sul nido del cuculo", ma nell'originale inglese-american english - di Ken Kesey "One flew over the Cuckoo's Nest", 1962), film celebre di Milos Forman con un super-Jack Nicholson, degli anni Settanta, è anche testo teatrale nella versione di Dale Wasserman.

Se all'epoca ma anche recentemente il film faceva l'"en plein", ora anche varie versioni teatrali rivivono, dopo quella del TSB di Marco Bernardi negli anni Ottanta: ora è la volta di Thomas Hochkofler, che ripropone otto volte il testo nel Giardino dei Francescani di Lana, con la prima l'8 luglio e varie proposte nel corso del mese-inizio ore 21.

Problematica importante quella trattata da parte di Kesey (1935-2011), grande esponente della coontrocultura USA ("ero toppo giovane per essere un beatnik, troppo vecchio per essere hippie"), che ripropone l'esistenza della cosiddetta "follia", che è tale solo quanto si sottrae alla "normalità" nel pensiero e nel comportamento...

Una forma di irreggimentazione insopportabile di persone, non di rado completamente innocue, che mettono solamente in crisi "le menzogne della civiltà" (Max Nordau).

Eugen Galasso

Ancora qualche osservazione in merito alla Brexit

Ancora qualche chiarimento, meglio, qualche controargomentazione ai luoghi comuni che ormai fioriscono sulla "Brexit": A) non è vero che tutti gli Scozzesi siano per il"Remain" B) Non è vero che gli Inglesi, ma in genere i Britannici siano razzisti: la questione immigrazione (che comunque è selvaggia ed andrebbe regolamentata, come in Australia si fa da decenni) ha influito solo in parte sulla decisione di votare "Brexit" C) altri motivi veri alla base della decisione di voto sono l'irreggimentazione da parte dell'UE su dimensioni delle merci, mercati etc., il "rigore" merkeliano e schaeubliano universalizzato (e non aggiungo una considerazione su Schaeuble, per paura di non coinvolgere anche l'amico direttore di questa testata giornalistica in una denuncia per correità in "apologia di reato"); D) altrettanto falso è che i giovani abbiano votato tutti per "restare in Europa": la maggior parte si è astenuta. La retorica (di Renzi, certo, ma non solo) sui poveri"erasmisti" (studenti dell'"Erasmus") che avranno grossi problemi e sugli immigrati italiani in genere è una bufala colossale, studiata ad arte. Per due anni, come bisogna riconoscere, non ci sarà alcuna modifica, poi...si vedrà.    

Eugen Galasso 

Usciti gli inglesi dall'Unione Europea. Ma questa è l'Europa disegnata dai Padri fondatori?

"Sono brexista, ebbene sì". Quella che abbiamo oggi, a mio parere, è un'Europa iper-neo-liberista, schiacciata sugli eurocrati finanziari, in specie germanici, che ha affamato la Grecia, minacciato la Spagna e il Portogallo, commissariato l'Italia con un governo extra-parlamentare e anti-popolare (quello di Mario Monti, imposto dalla Merkel e per interposta persona da Napolitano), che non ha nulla a che vedere né con il "Manifesto di Ventotene" né con gli ideali di Schumann, De Gaulle, De Gasperi e degli altri...

Si affermano le forze antisistema ai Comuni di Roma e Torino: ma quando si governa si cambia atteggiamento?

Ancora una volta "ci interroga" un articolo di Claudio Martelli, ormai da tempo solo politologo e non più politico attivo (pur se rimane la passione). In un testo sul populismo (editoriale di sabato 18 giugno scorso, in "QN"), dove spiega come la fiducia verso destra e sinistra (con l'alternanza) sia caduta con la caduta dei due blocchi post-bellici (Est, ossia URSS e Patto di Varsavia, contro Ovest, cioè USA e Nato e tutto il resto a coronamento).

Oggi, con la crisi più forte dal 1929 (ma peggiore, quasi certamente), con le conseguenze della stessa, con la paura degli immigrati, in Europa ma anche negli States le forze antisistema hanno "facile gioco", ma poi... Quali effettive risposte ai problemi, quali proposte concrete? Certo, comunque, non tutto si risolverà molto facilmente.  

Martelli scriveva prima del secondo turno elettorale; oggi sappiamo come sono andate le cose: chi scrive gode del fallimento PD e lo confessa, ma sarà ben più interessante esaminare gli slittamenti in atto, e che verranno attuati (i "riposizionamenti"), nel PD, nel centro-destra, dappertutto, persino... nel Movimento 5 stelle.

E' lecito pensare, infatti, che quando si governa, sia pure una città (ma Roma e Torino sono grandi città metropolitane, più grandi di vari Stati), si cambia atteggiamento e anche "teoria politica" rispetto a quando si fa opposizione e propaganda elettorale, come sa ogni studente di Scienze politiche del primo anno, se non del primo semestre...

Vedremo, ma le analisi martelliane, in complesso, offrono anche stavolta spunti interessanti e in gran parte condivisibili, da esaminare anche alla luce di future evoluzioni, da non scartare. Arriva l'estate, ma anche questa stagione, in Italia, è spesso foriera di scossoni, riposizionamenti, ed altro ancora...    

Eugen Galasso

Crollo delle ideologie?

Da sempre vedo negativamente "il crollo delle ideologie", che poi si traduce nel crollo dei valori sociali e politici, nel qualunquismo menefreghista imperante. "Ideologia" solo nell'accezione marxista accettata (non in tutto il marxismo) ha un valore negativo.

Due Papi messi a confronto da Antonio Socci

Tra le opere di fantascienza apocalittica involontaria si colloca da sempre Antonio Socci, scrittore e giornalista iper-cattolico, avversario di papa Bergoglio e ratzingeriano di ferro, nostalgico dell'era pre-conciliare, che ultimamente azzarda addirittura un paragone tra Ratzinger e Berlusconi che sarebbero due perseguitati.

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