Eugen Galasso

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PD, comincia il balletto

Nell'attuale marasma all'interno del PD si affacciano varie candidature alla segreteria, da quella dell'ipertelevisivo sindaco di Pesaro Matteo Ricci a quello della dirigente piacentina Paola de Micheli (francamente, mi è difficile ritenere la de Micheli all'altezza), mentre piu' "quotate" sono le candidature del governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e quella della sua vice Elly Schlein, rispettivamente piu' "centrista" e piu' "di sinistra". Il problema vero, però, è che il partito, ora guidato dall'ex democristiano Enrico Letta, è ora "nave sanza nocchiero in grand tempesta" (Dante. Divina Commedia, Purgatorio, Canto VI) e che la "stantia via blairiana", come scrive l'economista Andrea Roventini, ora non porta da nessuna parte, anche perche', diciamolo, e' sostenuta con scarso impegno ...

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Sembra cominci il ripensamento sull'ubi consistam del partito. Andreatta sul Corriere propone apertamente di riflettere se sia il caso di dividerlo tra le sue due anime. Damiano in tv chiede che l'iscritto torni a contare nelle scelte, di linea e di uomini. (ndd)

 

Elezioni italiane: vince la Meloni, ma vince (e tanto!) anche l'astensionismo

I risultati delle elezioni politiche sono, per vari aspetti, "sconcertanti": PD al minimo storico, fortemente ridimensionati Lega e Forza Italia, che pero' recupera rispetto al 2018, tenuta dei 5 Stelle e conferma dell'area "centrista" dell'alleanza Calenda-Renzi, vittoria schiacciante (prevista come non mai) della Meloni e del suo partito "Fratello d'Italia", ma anche dell'astensionismo, che ha vinto anch'esso, segnalando un fenomeno che politiologi e militanti dei vari partiti avevano sottovalutato e spesso continuano a sottovalutare.

Se da un lato il fascismo non viene piu'avvertito come una minaccia (gia' molti anni fa Gianfranco Fini, tra le poche cose intelligenti che aveva detto, aveva definito il fascismo "morto nel 1945"), dall'altro la disaffezione verso la politica tout court puo' essere un segnale preoccupante, se non se ne capiscono le motivazioni.

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Confronto Europa vs Ungheria: serve un quadro normativo dell'Europa chiaro e concordato

La querelle relativa al tasso di "democraticita'' dell'Unghieria di Orban, che oggi vede il Parlamento europeo contro Orban e quindi contro il governo magiaro, dimostra due cose: A) che l'Europa e' unita solo formalmente e che invece serie divisioni permangono (su questo aspetto l'Ungheria non e' sola, considerato che anche la Polonia si trova quasi nella stessa situazione); B) che bisognerà fare attenzione perchè, se da un lato Unghieria e Polonia sostengono posizioni spesso intollerabili, soprattutto per chi è laico, sarebbe altrettanto intollerabile un'Europa "dal pensiero unico", magari modellato sullo stampo della (da qualche parte politica decantata) "maggioranza Ursula". 

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Il disastro meteo nelle Marche

Disastro, anzi tragedia ambientale che trova le sue origini nel cambiamento climatico nelle Marche. Sicuramente unita a incuria, costruzioni site in luoghi pericolosi, altro da accertare. Anche gli allarmi "meteo" pare non siano stati adeguatamente diffusi e comunque non indicanti il grado di pericolo cui si stava andando incontro.

Accanto ai lutti ed ai danni, pensiamo anche che questa tragedia ambientale è accaduta in un periodo critico e oltremodo difficile per il Paese, ormai a ridosso delle elezioni, e finisce per rappresentare un ulteriore elemento "perturbante", che rischia di aggravarsi, stando alle previsioni del tempo per il prossimo week-end.

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  • Published in Cronaca
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