Personaggi altoatesini raccontati al Cedocs. Lunedì 27 maggio tocca a Francesco Tono.

Raccontare la storia di alcuni personaggi significativi che hanno vissuto in Alto Adige è l'obiettivo di Eugen Galasso, che da diversi anni si dedica a questa ricerca assieme al Cedocs e che ha portato ad editare già diversi testi dedicati ad altoatesini che si sono distinti (la raccolta delle pubblicazioni, edite col sostegno della Provincia di Bolzano-assessorato alla cultura italiana, sul sito www.cedocs.it/lo-scaffale/edizioni).

Mal di schiena, artriti ed artrosi: al Cedocs ne parla l’ergoterapista Alessandro Grimaldi

Al Cedocs, due conferenze per capire e combattere il mal di schiena, l’artrite e l’artrosi, il 23 ed il 30 maggio alle ore 15.45.

Cedocs, con il sostegno della Provincia autonoma di Bolzano, ha in programma due conferenze presso la propria sede di Corso Italia 13M, per giovedi 23 e giovedi 30 maggio alle ore 15.45, presentate da Alessandro Grimaldi, terapista della riabilitazione-ergoterapista presso l’ASL di Bolzano. Due incontri dedicati ai diffusi problemi alla schiena e all’artrosi, due problemi di salute ormai sempre più diffusi non solo tra gli anziani. Temi che interessano più o meno tutti, perchè prevenire questi dolori e queste difficoltà nei movimenti di tutti i giorni è considerato molto importante.

Il mal di schiena è un punto dolente non solo per gli adulti ma anche per i ragazzi: negli anni il problema della postura si è aggravato, soprattutto perché vi è scarsa conoscenza dei rischi e perché sono sempre più diffusi i lavori sedentari.

mal di schiena
Agire per educare i ragazzi ad assumere posture corrette è la strada che Alessandro Grimaldi traccia per sopperire alla maggior parte dei traumi, specie in giovane età. La scuola deve assolutamente adattarsi verso un’educazione fisica e posturale adeguata, con informazione ed esercizi mirati, che si possono eseguire anche quando si è in aula, spiegando ai ragazzi l’importanza di assumere delle posizioni adeguate. Anche il peso rappresentato dagli zaini scolastici è un problema da affrontare, un problema che è addirittura in crescita rispetto al passato, nonostante la sensibilizzazione e nonostante l’esistenza di tecnologie informatiche che potrebbero evitare il trasporto da parte degli alunni di così tanti libri.
Il mal di schiena nella zona lombare è sicuramente il disturbo muscolo-scheletrico più comune: studi dimostrano che colpisce fino all’80% delle persone almeno una volta nella vita. La maggior parte dei dolori alla colonna lombare è dovuto ad un problema meccanico, cioè a qualcosa che non funziona a livello di muscoli e vertebre. Purtroppo ci sono un gran numero di problematiche che possono essere associate al mal di schiena, e a volte si tratta di patologie molto serie come infezioni, tumori, patologie degli organi… Oltre che attraverso il mal di schiena, la maggior parte di queste patologie si riconosce però anche per altre manifestazioni cliniche.
Una delle cose importanti da fare quando si ha mal di schiena è allenare la muscolatura con esercizi fisici adeguati per supportare la nostra colonna. Più la nostra muscolatura è debole, più rischiamo dolori alla schiena.

artrosi artrite

La conferenza di giovedi 30 maggio sarà invece dedicata ai temi dell’artrosi e dell’artrite reumatoide. Quest’ultima è una malattia infiammatoria cronica molto diffusa, mentre l’artrosi è una malattia articolare degenerativa, cronica e progressiva, che coinvolge la cartilagine, l’osso subcondrale e le inserzioni tendinee.

L’artrite, malattia che coinvolge tre volte di più le donne che gli uomini, non è ancora interamente conosciuta attraverso la ricerca scientifica, tuttavia la sappiamo essere legata a fattori genetici ed essere  influenzata dallo stile di vita. Data la natura autoimmune di questa patologia è complesso parlare di prevenzione, ma alcuni comportamenti possono comunque essere messi in pratica per migliorare il benessere delle articolazioni. È bene quindi evitare condizioni come sovrappeso e obesità, perché l'eccesso di peso contribuisce all'infiammazione delle articolazioni, e quindi serve mantenersi fisicamente attivi per preservare il più a lungo possibile l'elasticità e il funzionamento delle articolazioni.

L’artrosi, altro malanno fisico molto diffuso, può insorgere a causa di una articolazione traumatizzata (come può essere a seguito di un incidente) o semplicemente a causa della stanchezza dell’articolazione. È anch’essa legata a fattori genetici, ormonali e di alimentazione, oltre che metabolici.


I riflettori sono puntati soprattutto sui componenti che stimolano la formazione di collagene, cioè la principale proteina che costituisce il tessuto cartilagineo, e ne limitano la degradazione che può sfociare in artrosi.

Il medico potrebbe anche consigliare cicli di infiltrazioni (per trasportare i farmaci direttamente nell'articolazione malata) a base di acido ialuronico e corticosteroidi. L'acido ialuronico aiuta a controllare dolore e infiammazione per alcuni mesi. Il cortisone invece viene usato solitamente per tamponare le situazioni più complicate.

La prevenzione di entrambe queste malattie si basa sul controllo dei fattori di rischio. Quindi, è utile evitare il sovrappeso, le posizione viziate ed i carichi eccessivi e ripetuti, evitare il fumo (la nicotina priva i tessuti di ossigeno e anche le ossa e la cartilagine si deteriorano prima).
Sia l’artrite che l’artrosi si possono curare con terapie farmacologiche (antinfiammatori, antidolorifici), fisioterapia che con trattamenti specializzati.

Di tutto questo si parlerà, con approfondimenti ed anche esaminando molte curiosità, con l’osteopata Alessandro Grimaldi durante i due incontri previsti il 23 e del 30 maggio alle ore 15.45 presso Cedocs.

Si fa spettacolo!

Il cardinale elemosiniere (polacco-un altro, di altra nazionalità, forse non ci sarebbe riuscito) Konrad Krajewski, su indicazione papale, ha riattaccato la corrente a un edificio di Roma, sito in via Santa Croce in Gerusalemme, abitato illegalmente da extra-comunitari, anche clandestini.

Il lupo in Alto Adige: una presenza da gestire

Oddio, che fine ha fatto il lupo?
In Alto Adige sembra funzioni cosi: un giorno si parla solo di questo, il giorno dopo silenzio assordante. Dopo le ultime polemiche di inizio aprile 2019 legate ai risultati dell’indagine di Eurac Research sull’attitudine dei residenti e dei turisti verso il ritorno del lupo in Alto Adige, il vuoto più assoluto. Ora una nuova fiammata, è proprio il caso di dirlo, con l'associazione dei contadini che fa notizia per le proteste per la presenza del lupo (con qualche svarione di tono politico-nazionalista che proprio non ci sta', se non in campagna elettorale). 

Bravo Gianni!

Gianni De Michelis, a 78 anni, se ne va per sempre. Fedele fino alla fine, a Bettino Craxi (chi scrive, lo ricorda piangente in TV, dopo l'annuncio della morte del leader naturale), esponente del socialismo italiano ed europeo, per anni boicottato e bistrattato da chi aveva interesse a farlo (Enzo Biagi lo definiva "avanzo di balera", e sui locali da ballo ci scrisse infatti un libro!), rimane l'esponente di una filosofia di vita troppo spesso considerata tout court gaudente e spensierata, come se De Michelis non si fosse impegnato in quanto faceva: tante volte ministro, comunque sempre a ricoprire incarichi importanti, docente di chimica.

Vigili del fuoco volontari in Alto Adige: una ricchezza del territorio

Prezioso e insostituibile è il lavoro dei Vigili del Fuoco Volontari in Alto Adige. Ogni anno sono migliaia i loro interventi: ad esempio, nel 2017 un totale di 10.880, nel 2018 un totale di 12.006.
Dislocati sostanzialmente in ogni comune dell’Alto Adige, abitanti del territorio medesimo, i volontari conoscono perfettamente la loro zona di competenza garantendo così la massima celerità ed efficacia.
Le principali parole d’ordine sono: cameratismo, coesione e lavoro di squadra, impegno sociale ma anche formazione, responsabilità, identità, apprezzamento e, perché no, adrenalina alle stelle.

Ne abbiamo parlato con il dott. Ing. Christoph Oberhollenzer, Direttore dell’Unione Provinciale dei Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari Alto Adige, con sede a Vilpiano, presso la quale si svolgono anche i corsi di formazione.
Al testo tedesco segue il testo in italiano.

Alto Adige 1945-48. Al Centro Trevi Giovanni Perez ci racconta il dopoguerra

Grazie alla collaborazione tra Cedocs, Centro Audiovisivi di Bolzano e lo storico ex caporedattore dell’Alto Adige, Giovanni Perez, mercoledì 15 maggio 2019 dalle ore 18.00, presso il Centro Trevi in Via Capuccini 28, ci sarà una serata evento dedicata alla storia altoatesina attraverso la visione del documentario “Alto Adige/Suedtirol 1945-1948”, ideato e realizzato dallo stesso Giovanni Perez.

Cause d’infarto e aritmie cardiache, al Cedocs ce ne parlerà il dottor Walter Pitscheider

Cedocs, con il sostegno della Provincia autonoma di Bolzano, ha in programma due conferenze presso la sua sede di Corso Italia 13M, il 9 ed il 15 maggio alle ore 15.45, presentate dal dottor Walter Pitscheider, ex primario di cardiologia dell’Ospedale San Maurizio ed ex coordinatore sanitario del comprensorio di Bolzano.

Al giorno d’oggi, nonostante le diffuse conoscenze e sicuramente il costante miglioramento di cibi ed ambiente, sono le nostre abitudini e stili di vita a minare la nostra salute, esponendoci ad innumerevoli patologie, tra le quali quelle cardiovascolari. Su tutte l’infarto, che può trasformarsi in una tragedia.

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Dottor Walter Pitscheider, è vero che rischiamo essere noi la causa dei nostri malesseri, nonostante il miglioramento delle conoscenze a riguardo?

Per quanto riguarda l’infarto cardiaco le conoscenze e le possibilità di intervento in fase acuta sono enormemente superiori rispetto a quanto si sapeva e si poteva fare quando, ad esempio, ho iniziato a fare il cardiologo alla fine degli anni 70. Anche la coscienza dei fattori di rischio che condizionano lo sviluppo delle cardiopatie (in particolare della malattia delle coronarie) è decisamente progredita nella popolazione.

A questa “coscienza” non è però sempre associata una effettiva correzione delle abitudini e degli stili di vita che minacciano la nostra salute. Mi riferisco ad esempio al fumo di sigaretta, alla scarsa attività fisica, all’eccesso di peso che nella società del benessere spesso interessa anche i bambini. Se da un lato è molto migliorata la possibilità di intervenire durante un evento acuto (ad esempio un infarto) non si può dire che nella popolazione in generale sia molto migliorata la prevenzione o, per dirlo più precisamente, il comportamento delle persone.

Quali sono i soggetti più colpiti da eventi cardiovascolari e quali sono i maggiori fattori di rischio?

I soggetti più esposti ad eventi cardiovascolari (mi riferisco specificamente agli infarti cardiaci) sono quelli con molti fattori di rischio. Ci sono fattori di rischio non modificabili come la tendenza familiare, l’età ed il sesso maschile (gli uomini sono colpiti come le donne ma circa 10 anni prima): è ovvio che contro questi fattori di rischio non si può fare nulla. 

Si devono invece correggere/curare i fattori di rischio modificabili: i principali tra questi sono il fumo di sigaretta , la pressione arteriosa troppo alta, l’eccesso di colesterolo nel sangue, il diabete, la mancanza di attività fisica e l’eccesso di peso.  Qui ci vuole l’impegno diretto delle singole persone e non si tratta di fare visite o esami specialistici. Dobbiamo evitare di fumare, calare di peso se siamo sovrappeso, fare più attività fisica, ridurre i grassi nella dieta, misurare la pressione ed eventualmente curarla, diagnosticare e curare con grande attenzione il diabete.

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Va sottolineato che nel singolo soggetto è assolutamente impossibile, anche con vari esami specialistici, prevedere con sicurezza se e quando avrà un evento cardiovascolare (infarto). Siamo in grado di prevedere il numero complessivo di infarti che si verificano in un anno nella nostra popolazione provinciale, ma non siamo certo in grado di identificare con certezza a chi succederà. I soggetti con molti fattori di rischio sono sicuramente molto più esposti al pericolo, ma sono un gruppo relativamente piccolo. Visto che la larga maggioranza della popolazione è a rischio medio o medio-basso sono proprio questi a “produrre” gran parte degli infarti, e sono quelli che ti chiedono …. “Ma scusi, dottore, perché è successo proprio a me che non fumo, ho la pressione normale e faccio una vita sana?”

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Come si possono prevenire le malattie cardiovascolari e quali i consigli per una corretta prevenzione?

Per prevenire le malattie cardiovascolari dobbiamo eliminare tutti i fattori di rischio modificabili: non fumare, fare molta attività fisica, ridurre il sovrappeso, modificare i comportamenti alimentari scorretti e raggiungere valori di colesterolo normali. E' importante misurarsi la pressione e nel caso di pressione elevata affidarsi al medico per una cura adeguata. Basilare è curare con grande attenzione il diabete se ne siamo affetti.

Oggi siamo tutti più consci di questo rischio? Oppure manca ancora dell’informazione ?

In questo campo l’informazione sicuramente non guasta, purché non si intenda solamente la pubblicità martellante per vendere questo o quel prodotto. Serve certamente essere informati sui rischi e sulle misure di prevenzione da adottare. Ma l’informazione e la conoscenza non sono, da sole, sufficienti. Si deve conoscere e poi si deve agire, ognuno deve agire. Si tratta di impegnarsi a modificare i propri comportamenti e questo lo dobbiamo fate tutti noi. Sia chiaro: per NON FUMARE o per SMETTERE SUBITO, per MUOVERSI MOLTO DI PIU’, per RIDURRE IL SOVRAPPESO non servono i farmaci.

Dunque, appuntamento al Cedocs, il 9 ed il 15 maggio alle ore 15.45, per approfondire questi argomenti con il dottor Walter Pitscheider. 

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