Strage di Bologna del 1980. Si commemora ogni anno ma certezze sugli autori ancora mancano.

Ricorre l'anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980. E' stato trasmesso anche un film che la rievoca, i giornali ne hanno scritto nuovamente. Ma è da segnare il fatto che, a 37 anni di distanza, i mandanti non sono stati identificati.

Che però, nelle rievocazioni, "Libero", abitualmente attento alle cose, parli senz'altro di responsabilità estere, id est palestinesi, anzi della componente palestinese filosovietica (allora l'URSS c'era ed era una presenza "pesante"), mentre - sempre secondo questa narrazione - la pista neofascista sarebbe stata solo un'attribuzione di comodo, un depistaggio: ciò a me pare francamente esagerato. Le responsabilità neofasciste appaiono certe, al di là di eventuali ingerenze straniere, il che non vuol dire che siano stati precisamente Valerio (Giusva) Fioravanti e Francesca Mambro gli esecutori materiali dell'attentato (su questo ci sono ancora dubbi).

Vari anni fa (era forse il 2011) avevo assistito a Bologna, in Piazza Maggiore, a un documentario significativo sulla strage. Desecretare gli atti sarebbe più che opportuno, che non vi siano ancora certezze è scandaloso, che i familiari delle vittime protestino appare assolutamente nella logica delle cose, che quest'anno sia toccato al ministro Galletti sorbirsi i fischi è quasi una condizione fisiologica.

Eugen Galasso

Moralisti vecchi e nuovi tengono ancora e sempre Craxi nel mirino.

In un ottimo e molto equilibrato saggio, in "Nuova Rivista di Storia Contemporanea", Anno XIX, n.6, Novembre-Dicembre 2015, Roberto Chiarini, storico della politica e docente di Storia dei partiti politici, esamina come la figura di Bettino Craxi sia andata incontro ad una demonizzazione sostanziale, incurante di rivalutazioni successive.

Venezuela: il fallimento politico economico del Presidente Maduro

L'esperienza del Venezuela presieduto da Nicolàs Maduro Moros (successore designato di Chavez, scomparso ormai tre anni e mezzo fa), appare sostanzialmente catastrofica: in tre anni il paese si è paurosamente impoverito, vi è in atto una vera e propria guerra civile (non mascherata, ma reale), con morti e feriti.

Chi scrive non esclude che tra gli oppositori ci siano forze di estrema destra, più o meno avallate (o sostenute) dalla CIA o da altre organizzazioni consimili, ma l'esito dell'"amministrazione Maduro" non è comunque in alcun modo "giustificabile": Maduro, che oltre a tutto sembra sia Colombiano (in America Latina, anche nei paesi "di sinistra", il nazionalismo è sempre stato fortissimo - Peron e i peronisti in Argentina, Castro, Fidel e Raùl a Cuba etc.), ha iniziato male (facendo sparare su un gruppo di studenti) e ha proseguito peggio, con le conseguenze che vediamo... ogni giorno, oltre a tutto...

Un vero disastro, politico (caudillismo verso le opposizioni), economico, sociale, con il cibo che non si trova, l'energia elettrica razionata (assurdo in un paese come il Venezuela, uno dei principali produttori di petrolio al mondo) mentre Maduro e i suoi, orientati ad imporre una Asamblea Nacionàl Constituyente, sanzionata dal referendum (blindato, se non proprio "truffa"), si barrica verso l'esterno, ricorrendo alla repressione poliziesca e militare (quasi solo i militari appoggiano il suo governo).

Eugen Galasso

L'Alto Adige davvero superiore in efficienza al resto delle regioni italiane?

Non avendo più molta esperienza di Suedtirol/Alto Adige, mi stupisco sempre. Stamattina da Bolzano mi recavo a Merano: partenza alle 10 e 1 minuto, arrivo oltre le 12 e 20. A un certo punto, poco dopo Terlano, il treno rallenta andando meno che a passo d'uomo, nessuna informazione (il controllore parlava l'italiano, a malapena qualche parola de todésc, alla faccia del bilinguismo). A Gargazzone annunciano un quarto d'ora di ritardo, pur se il ritardo vero era già di molto superiore - annuncio, tra l'altro, solo in lingua italiana, in barba ai turisti germanici e di lingua tedesca presenti. Poi, finalmente, tutti/e devono scendere dal treno e attendere un autobus, pienissimo-un disastro, stipati come uova (marce?) - personalmente da 2 anni e mezzo sono invalido al 67%, con il rischio di aumentare ulteriormente la percentuale di invalidità...

Mi domando perché questo disservizio enorme su treni da anni computerizzati, e c'è da chiedersi perché poi si senta sempre esaltare (in statistiche, spesso truccate) il Suedtirol/Alto Adige verso l'incivile italia. In regioni come il Veneto, la Lombardia, l'Emilia, la Romagna (due regioni distinte, nonostante l'accorpamento voluto dal fascismo, anzi proprio dal romagnolo Mussolini), la Toscana (quelle che conosco e frequento) le risorse finanziarie sono più scarse, ma generalmente (so che non si può generalizzare) maggiore è la cortesia, la volontà di informare e di aiutare i passeggeri. Idem nel Trentino.

Che cosa dirà il Kaiser (solo formalmente non più dominante) Luis Durnwalder, il politico pusterese per il quale a nord di Mezzocorona tutto va bene?

Eugen Galasso

Due appuntamenti, a Lana ed a Salorno, da non mancare

Mentre a Lana, ai "Freilichtspiele", si concludono (il 28 luglio) le rappresentazioni (il termine "repliche" a teatro non è a mio modo di vedere opportuno, in quanto ogni recita o rappresentazione è in qualche modo nuova) di "Don Camillo und Peppone" che un drammaturgo germanico ha ricavato dai romanzi e racconti di Giovannino Guareschi, che Thomas Hochkofler dirige e interpreta - dove qualcuno vede nella contrapposizione tra il parroco e il sindaco comunista in un paese della Bassa Padana una prefigurazione del "compromesso storico" (stricto sensu mai attuato, ma in forma strisciante sì, anche a livello nazionale), ma le intenzione di "Zuanìn" Guareschi credo fossero altre - a Salorno il "Cine in Piazza" prevede - il giorno 30 luglio - un film molto importante: "Der Staat gegen Fritz Bauer". Bauer(1903-1968), magistrato socialista, ebreo, gay, condusse il processo di Francoforte contro i boia nazisti di Auschwitz, individuando precise correità di personaggi del nazismo stesso tra i servizi segreti della Germania federale, il che gli costò ogni possibile manovra per boicottarlo. Una tranche vera di storia da non dimenticare...

Eugen Galasso

Scuole materne tedesche in Alto Adige/Suedtirol: bambini italiani ed immigrati non vi dovrebbero essere ammessi

Bambini/e italiani/e ed extracomunitari/ie negli asili tedeschi in Alto Adige/Suedtirol? Si riaccende il problema di una loro esclusione o almeno drastica riduzione.

Tornano le posizioni dell'ex-assessore provinciale SVP Anton Zelger? Non sarà così facile, ma la posizione espressa dai responsabili SVP pare rimandare ad una logica del tutto similesimile, solo più attentamente studiata/calibrata/mascherata in forma più "elegante".

A volte, anzi molto spesso, ritornano...

Eugen Galasso

immagine tratta da scuolaarcobaleno.it

I profughi fanno litigare nel PD bolzanino

Leggo il dibattito a distanza su"L'Alto Adige" tra Ubaldo Bacchiega (meglio: la replica di Bacchiega a Della Ratta) e Claudio Della Ratta, entrambi consiglieri comunali PD (o ex, per Bacchiega, come mi pare, ma non conosco bene la situazione bolzanina attuale). Toni esasperati, come rileva il direttore del quotidiano, Faustini, con, direi, alcuni punti da evidenziare: non credo (e spero che non lo faccia mai) che Della Ratta, comunque socialista, voglia aderire a "Casa Pound", ed è un fatto che il problema degli extra-comunitari non è di per sé "spaventoso" in zona, ma la mendicità molesta è diventata insopportabile in città, complice il pietismo di matrice clericale-cattolica. Il pietismo protestante quasi non esiste più, quello cattolico alligna, invece.   Eugen Galasso      

Legami con nazismo e fascismo: in Alto Adige-Suedtirol sono ancora un problema

Quando si legge (solo occasionalmente a Bolzano) che 30 "bad boys" sudtirolesi partecipano ad una manifestazione neonazista in Germania, comunque all'estero, è la conferma del fatto che neo-nazismo e neo-fascismo sono ancora un problema in Alto Adige/Suedtrol. Anche altrove, ma qui più che altrove (è dimostrata la presenza di Sudtirolesi tra i nazisti più fanatici come kapò e aguzzini vari durante l'epoca in cui il nazismo dettava legge e spargeva la morte in tutto il mondo). Vigilanza sempre e osservanza stretta delle leggi esistenti, almeno.

Eugen Galasso.

Renzi spiazza amici ed avversari.

Chi l'avrebbe detto, il "ragazzotto di Rignano"? Invece è proprio lui, il "rottamatore" (ora 2.0) a fare il "Florentin", il machiavellico-machiavelliano: un colpo al cerchio, guardando a destra ("Aiutiamoli a casa loro", Salvini-style, pur se con i dovuti distinguo...) e uno alla botte, verso sinistra: sarà pure per intromissione-volontà di una persona più colta del partito, come Emanuele Fiano, ma la "tirata" antifascista, di per sé anche opportuna (ma la Costituzione è di per sé antifascista, le leggi ci sono, non sarà omissione la situazione attuale, in cui neo-squadracce nere operano?) come l'altra appare semplice volontà di riguadagnare voti perduti...

Furba, la mossa di Renzi, oltre a tutto in un momento abbastanza (ma non è ancora agosto) "calmo", quando il suo libro, stra-pubblicizzato, non è ancora uscito, anche se sono vari stralci pubblicati qua e là...

Che fosse abile, lo sapevamo; che riesca a spiazzare tutti o quasi, anche, ma non così compiutamente.

Eugen Galasso

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