Un SPD poco caratterizzata, segnale della più ampia crisi del socialismo

In un bel saggio di William Irigoyen, giornalista francese e specialista di problematiche germaniche, si mette l'accento sulla crisi della SPD, il partito socialdemocratico tedesco, di grandi tradizioni storiche, fondato in una seconda fase da Ferdinand Lassalle e dal 1959 in rotta con il marxismo (Programma di Bad Godesberg), che oggi stenta a distinguersi dalla CDU (il partito di centro della cancelliera Merkel).

Vero che la SPD sembra sempre più legata all'economia di mercato (neppure alla Soziale Marktwirtschaft, ossia "economia sociale di mercato" ma tout court di mercato...), ma il punto è, per es., che non recupera neppure più il tema cooperativo (in Germania la cooperazione non è compromessa come in Italia) o altre problematiche sociali, ma sembra essersi appiattita su un europeismo stolido (e qui invece la Merkel sembra capace di qualche "guizzo innovatore").

Il fatto è, però, che, anche prescindendo dalla Germania, in tutta Europa e forse in tutto il mondo è la socialdemocrazia e il socialismo, comunque, a sembrare carente di "spinta propulsiva"; al di là di differenze specifiche, si nota un complessivo appiattimento, una sorta di omologazione che rende difficile distinguere i socialisti dalle "forze moderate" (espressione invero solo made in Italy o quasi) e dal centrismo. Una condizione non eccelsa, in realtà.

Eugen Galasso

Un PD "nervoso"

UN PD "nervoso", in crisi, almeno parziale, tra la politica "securitaria" di Minniti e la linea "meno dura" di Orlando, ma anche le querelles legate alle elezioni siciliane, con tanto di "diversità" sui candidati e la rottura tra il PD e le forze (invero neppure troppo esigue) alla sua sinistra, MDP e SI, dove non si sa se sarà questione solo siciliana oppure una questione più ampia, con riflessi a livello nazionale.

Un PD, complessivamente, ancora diviso tra renziani e antirenziani, con un'indubbia sindrome emorragica verso sinistra (MDP-Articolo 1, in particolare), ma anche con vari dubbi da parte dei/delle militanti su molte questioni, nonché il calo comunque indubbio nelle ultime elezioni amministrative.

Eugen Galasso

Concluso il seminario di matematica 2017 del centro Morin

CONCLUSO IL XLVI SEMINARIO DI MATEMATICA DEL CENTRO RICERCHE DIDATTICHE “UGO MORIN”

“HOMO LUDENS, HOMO FABER, HOMO SAPIENS: persone consapevoli con la matematica”

Bolzano, Trento, Alessandria, Milano, Trieste, Treviso, Firenze, Siena, Roma, Napoli, Noto, sono solo alcune delle città di provenienza dei più di cento insegnanti di matematica iscritti al congresso, docenti d’ogni ordine e grado, confluiti a Paderno del Grappa (TV), sede del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin” (www.centromorin.it), in occasione del XLVI Seminario Nazionale d’aggiornamento tenutosi nei giorni 22, 23 3 24 Agosto 2017.

Inti Illimani: una serata in loro onore a Bolzano

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El Pueblo jamàs serà vencido, però...: il giorno 10 settembre, ore 20 e 30, Parco delle Semirurali, ingresso gratuito, il "gloryday" - anniversario - giubileo (Jubilaeum, a la "todesca", per non offendere i credenti, cosa che mai farebbero i "nostri" Inti Illimani, rispettosissimi della religione, in una nazione, il Cile, e in una macronazione, Latinoamerica, in cui il cattolicesimo non è "religione di Stato") del gruppo musicale cileno "Inti Ilimani".

Mezzo secolo di grande musica, tra l'"innismo" e la musica folklorica, tra la musica splendidamente india, "El condor pasa", la bellissima "Rin del Angelito", "Guantanamera" (canzone cubana che ricorda la liberazione di Cuba, la sua indipendenza, già nel secolo XIX° dalla dominazione coloniale spagnola), "Hasta siempre, Comandante" (dedicata a Che Guevara, siamo già in piena "canzone politica"), composta nel 1965 dal cubano Carlos Puebla, in risposta a una lettera dello stesso Che, e la canzone-inno più famosa, "El pueblo jamàs serà vencido", che credo possa valere sempre.

Il problema, però, è l'applicazione pratica: nel Venezuela di Nicolàs Maduro Moros, con el pueblo que sufre hambre, il popolo che soffre la fame, come succede da un anno, come si fa? Si sostiene Maduro per paura della "reazione" oppure? Problema di soluzione molto difficile, per tutti/e, certamente, su cui riflettere, per non andare incontro a nuovi totalitarismi che, certamente nel Venezuela "madureno", è presente, almeno in nuce...

Eugen Galasso

La tolleranza della Chiesa per regimi e persone filofascisti e filo nazisti

In un'intervista a "Libero" di domenica 20 agosto, lo scrittore russo naturalizzato italiano Nicolai Lilin, autore del noto "L'educazione siberiana", ma anche conduttore di "La versione di Lilin", programma TV, non abbia solo attaccato Laura Boldrini, presidente della Camera (sic?!), per le sue politiche sull'immigrazione, ma anche per aver accolto calorosamente il Presidente della Rada ucraina (Camera, dunque collega della Boldrini) Andriy Parubiy, che Lilin (giustamente) definisce un "conclamato nazista".

Fare chiarezza. Anche nella vita interna del sindacato

Da persona poco patriottica, anti-nazionalista per essentiam, mi permetto sempre di giocare sul montiano "Bella Italia, amate sponde", virandolo in "Golpitalia": golpe per me era stato quello di Giorgio Napolitano, autunno 2011, quando liquidò tout court un governo (certo non il migliore di quelli possibili), nominando ex abrupto Mario Monti, economista della "Bocconi" nonché commissario europeo dapprima senatore a vita, poi Presidente del Consiglio - sul governo Monti non mi esprimo, per non creare problemi al responsabile del sito, ma basterà dire che la prassi costituzionale avrebbe voluto lo scioglimento delle Camere e l'indizione di nuove elezioni.

Continueremo a ridere con Jerry Lewis, che ci ha lasciato a 91 anni.

Gerald Levitch, alias Jerry Lewis, se n'è andato a 91 anni. Attore comico formidabile e altrettanto eccelso come regista (diresse moltissimi dei suoi film), scrittore.

La sua formazione scolastica era stata breve perché, da sempre saldamente legato alle proprie radici ebraiche, aveva picchiato un insegnante antisemita, venendo espulso dalla scuola. Il suo ebraismo sarà sempre dichiarato ed esplicito, tanto che nel suo "Jerry Lewis Show" in TV "provocava" i fondamentalisti cristiani ribadendo le sue radici.

Attore (e sceneggiatore, anche se non riportato come tale nei titoli di testa e di coda dei film) di tanti film con Dean Martin, il cantante-attore italo-americano, lascerà all'attore "bello" e alto (appunto Dino Crocetti, alias Dean Martin) la parte del "magnifico", dell'attore-seduttore, del cantante "serio", romantico, Lewis sarà il "fool", lo Zanni in film come "My friend Irma" (La mia amica Irma, 1949), "Sailor Beware" (Attente ai marinai!, 1952), "Artists and Models" (Artisti e modelle, 1955). Poi sarà regista in proprio, da "The Bellboy " (Il ragazzo tuttofare, 1960) in poi, con film memorabili come "The Nutty Professor" (Le folli notti del dottor Jerryll, 1962), "The Patsy" (Jerry 8 e 1/2, 1964) e tanti altri, continuando anche la carriera da attore in film di altri grandi (Stanley Kramer, Robert de Niro etc.).

Jerry Lewis è il clown poetico ma anche birichino, e ingenuo quanto fondamentalmente "buono", lo "scoordinato", l'altra faccia, con la sua mimica e gestualità debordanti, rispetto all'ebraismo intellettuale e logocentrico di Woody Allen. Autore, regista, mimo e clown (nel senso più alto del termine), Lewis rimarrà sempre tra noi nei suoi film, ricordandoci l'iter totale dell'"Ebreo errante", il suo essere dislocato, sempre alla ricerca del "promised land", schivando tanti, terribili Golem...

Insieme a Charlie Chaplin, che da britannico ariano voleva essere Ebreo senza riuscirvi, Lewis è da molto tempo tra i grandi, monito eterno a chi non sa che cosa siano pogrom e lager; il tutto, sempre, facendoci ridere , sorridere, piangere, sognare.

Eugen Galasso

Gentiloni apre il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini

Esordio del Meeting di "Comunione e Liberazione" a Rimini, un appuntamento ormai istituzionale, che si ami o meno (io molto meno...) il movimento ecclesiale in questione, con il consueto discorso del "primo ministro", stavolta Paolo Gentiloni, impegnato a commentare il terribile attentato nella capitale catalana... con la consueta voce cantilenante, noiosa, che dà l'impressione di ripetere frasi di circostanza.

Può essere solo un'impressione, ma anche le impressioni hanno qualche ragione d'essere e spesso sono quantomeno segnali da cogliere...

Ribadendo poi l'assolutezza dello "ius soli" (non voglio qui fare valutazioni), Gentiloni va incontro a polemiche certe, in settembre, che saranno più forti dopo quanto successo in Catalogna, appunto...

Eugen Galasso

Cosa mostra l'attentato ISIS di Barcellona

Ora, dopo l'attentato di giovedì a Barcellona, con tutte le controversie (per fortuna ora sullo sfondo) tra Cataluna e Espana, torna il terrore. Un disastro, invero, un'ulteriore tragedia che sembra ormai confermare: A) Che nessun paese europeo e occidentale (ma non solo, vale per tutto il mondo) è sicuro rispetto a questo terrorismo fanatico. Al tempo stesso, vari politologi e specialisti dell'Islam, continuano ad affermare, riferendosi alle débacles militari dell'ISIS, in specie in Siria, che lo stesso ISIS sarebbe in crisi, mentre questi sarebbero solo "lupi solitari". Non credo sia così: la forza di penetrazione e propaganda dell'ISIS, purtroppo, continua ancora a fare proseliti... ; B) Che la politica di Obama, troppo "filoislamica" è stata, per molti aspetti, catastrofica, comunque non ha fatto molto per impedire l'avanzata dell'ISIS, anzi... Eugen Galasso

Ciao al Gabibbo

"Belandi", "Besugo d'un besugo": non erano proprio complimenti quelli "emessi" dal "Gabibbo", maschera TV nota a tutti ("Striscia la notizia" etc.): la voce e anche il "manovratore" era Gero Caldarelli, morto quando stava compiendo 75 anni. Torinese, non Genovese, mimo professionista da molti anni, aveva studiato alla Scuola di Mimo del Piccolo Teatro di Milano (Strehler etc.) esibendosi, parecchi anni fa, lui , piuttosto basso di statura (1 m e 35 cm.) come "Micky Mouse", davanti a Walt Disney, che apprezzò.

Poi, con Maurizio Nichetti, fondò "Quelli di Grock", ma la vera popolarità gliela diede il personaggio del pupazzo in rosso. Il nome (l'invenzione è di Antonio Ricci, si riferisce al nomignolo, piuttosto dispregiativo, dato dai marinai della Repubblica marinara di Genova agli scaricatori di porto eritrei, spesso di nome Habib e per estensione a tutti i non Liguri un po' volgari. Un po' prepotente, il personaggio televisivo, lo è, ma anche Genovese verace) ed efficacissimo alla TV, dove vale la frase di Enzo Jannacci: "La televisùn la gìha na forsa de leùn", ma vale anche la bravura del mimo in questione.

Eugen Galasso

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