Didattica della grammatica italiana: il prof. Sabatini ne ha parlato a Rovereto

Si è tenuto ieri a Rovereto, presso l’ex scuola Damiano Chiesa in Via Tartarotti, il Seminario “IL MODELLO VALENZIALE NEL CURRICOLO ITALIANO”, tenuto dal professor Francesco Sabatini, organizzato da Iprase.

L’incontro chiude un percorso annuale di formazione dei docenti sui temi della grammatica valenziale e, allo stesso tempo, inaugura la prosecuzione dei lavori di approfondimento sulla medesima con da un lato, la costruzione del curricolo valenziale, dall’altro, l’organizzazione dei laboratori sul modello grammaticale valenziale; laboratori che partiranno verso la fine di Ottobre e l’inizio di Novembre (iscrizioni sul sito di Iprase) in Trentino.

Scuole tedesche dell'Alto Adige: i docenti ce li prepariamo in casa

In alcune dichiarazioni precedenti di qualche giorno l'inizio delle lezioni scolastiche in Südtirol-Alto Adige l'intendente scolastico e le autorità preposte sostenevano sostanzialmente, come emerge dai giornali di quasi due settimane fa che: "maestri e professori li vogliamo formare noi".

Ecco allora alcune considerazioni inevitabili:

"Incontri con la Matematica: a novembre la 28^ edizione curata dal prof. Bruno D'Amore"

Dal 7 al 9 novembre prossimo si svolgerà a Castel San Pietro Terme (BO)  il 28° Convegno Nazionale "Incontri con la Matematica" organizzato, come sempre, dal professor Bruno D’Amore. L’ormai irrinunciabile appuntamento per i docenti di matematica sarà, come di consueto, l’occasione per un ampio confronto trasversale sulla didattica della matematica.

Nelle tre giornate, il programma di convegni, seminari e laboratori, permetterà anche, per ogni livello scolastico, di fare il punto della situazione a circa due mesi dall’inizio dell’anno scolastico. Si tratta di un anno particolare, quello in corso, soprattutto per i maturandi: affronteranno un esame rinnovato alla luce delle Nuove Indicazioni Nazionali, finalmente a regime.

INSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA: VAL PIÙ LA PRATICA DELLA GRAMMATICA? Un colloquio con don Mario Ferrari - presidente del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin”

Un colloquio con don Mario Ferrari - presidente del Centro Ricerche Didattiche “Ugo Morin”.

Si delineano sempre più nettamente, in occasione sia di corsi d’aggiornamento professionale per docenti di matematica sul tema dell’innovazione didattica in matematica, piuttosto che di Seminari o Convegni ecc., le indicazioni della Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l'Autonomia Scolastica del MIUR: in particolare si va precisando che è necessario insegnare la matematica partendo da un problema reale. La ricerca della soluzione permetterà, strada facendo, di affrontare i modelli matematici idonei alla sua soluzione. A ciò si affianca la possibilità di utilizzare la tecnologia che, in pochi attimi, risolverà un integrale piuttosto che rappresentare una funzione ecc.

Quindi, non più il lento operare “manuale”, con la necessità di sapere a fondo quel che si sta facendo, ma passaggi veloci giacché l’obiettivo vero non è la matematica fine a se stessa, bensì la soluzione del problema reale.

CAI Bolzano - programmi della Commissione Cultura

(2009) Siamo al giro di boa: con il concerto del Coro Rosalpina del Cai Bolzano, si è conclusa la prima parte del programma culturale organizzato da Carlo Grenzi, responsabile della Commissione Cultura del Cai Sezione di Bolzano. Le prime cinque serate hanno avuto come protagoniste le avventure, le peripezie, le esplorazioni e le narrazioni di Cristina Castagna, Ermanno Salvaterra, Paul Pritchard e Walter Nones, terminando immersi nelle armonie del Coro Rosalpina. Ora lo stop dei mesi più belli e seducenti, dedicati dagli appassionati alla ”…lotta coll’Alpe…”. Le serate riprenderanno venerdì 11 settembre 2009 con Davide Berton, Elio Orlandi, il 18 settembre, Francesco Sauro, 23 ottobre, Michele Pontrandolfo, il 6 novembre e Flavio Zanella, il 27 novembre 2009. Ricordiamo che Le manifestazioni si svolgono presso l’Auditorium Roen alle ore 21.00 con ingresso libero.

"Rifare l'Italia" di Filippo Turati, una lezione per l'oggi

Turati pronunciò alla camera il suo discorso "Rifare l'Italia" appena dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Un discorso col quale cercò di lanciare l'idea che ci volesse uno sforzo per cambiare alcuni dei caratteri distintivi dell'Italia, alcune delle regole di funzionamento delle sue istituzioni, sui diritti civili ed i diritti dei cittadini.

Quel discorso è la base della politica riformista italiana, ne contiene i caratteri e gli obiettivi. A tanti anni di distanza non si può dire che questa visione politica socialista sia riuscita ad aprirsi strade ampie e luminose.

Piuttosto, oggi, è ad un punto talmente basso di presenza nel dibattito politico e negli effettivi obiettivi politici dei partiti italiani, che è difficile respingere la malinconia.

Può sembrare paradossale, ma il seme del riformismo turatiano, nell'Italia di oggi, sembra vivere più nel Pdl che nell'area di sinistra!

Chi ha visto più lontano ...

Il 27 agosto 1978 usciva "Il Vangelo socialista" di Bettino Craxi (e non del sociologo Luciano Pellicani, che si limitò ad una consulenza storico-culturale), nella quale lo statista, allora da due anni "solo" segretario socialista (PSI, per la precisione - presidente del Consiglio lo sarebbe diventato negli anni Ottanta), rivendicava il pensiero di Proudhon contro quello di Marx.

Riflessioni su "Il signor C. armato di penna"

Leggendo con molta attenzione (sono riuscito a farlo dopo kermesse lavorativa e di studio d'altro tipo) il numero speciale di "Critica sociale. Colloqui italo britannici 1-2", che è un'antologia di scritti sulla critica del'94-'96, ossia "Il signor C. armato di penna", dove ovviamente C è riferito a Bettino Craxi (e le analogie forti tra Craxi e Gaber ci sono, essendo scomodi entrambi e irriducibili ai blocchi, sicuramente, ma anche non certo gestibili "a sinistra" - tanto che al funerale di Gaber c'era solo, senza alcun rumore, Berlusconi...), ho ulteriormente ribadito le mie convinzioni, riassumibili in alcuni punti:

Si al socialismo nazionale di Craxi, Gonzales e Brandt per rianimare l'internazionale socialista

Negli anni Ottanta l'intuizione europea di un socialismo nazionale (non nazionalistico, semmai patriottico) di Bettino Craxi, Michael Rocard, Felipe Gonzalez, Willy Brandt, Franz Wranitski, non era solo da intendere come presa d'atto della crisi dell'Internazionale Socialista (che rimane referente importante, ma non unico, per il socialismo e la socialdemocrazia), ma come consapevolezza di ancorare nei singoli paesi (Italia, Francia, Spagna, Germania, Austria), un progetto che rimane utopia, ma utopia concreta, realizzabile, senza improvvide fughe in avanti, facendo i conti (letteralmente, non metaforicamente) con la situazione economica e sociale dei singoli paesi.

Ora questo progetto-ammonimento, nell'epoca della crisi globale e generalizzata, rimane validissimo. Rileggendo i testi dell'epoca ("sparsi"/raccolti in più volumi) sembra importante riscoprirne la carica profetica, assolutamente attuale. In questo modo, poi, sembra molto importante riattivare il circuito virtuoso dell'Internazionale socialista, oggi troppo disposta ad accogliere partiti di derivazione liberticida ("fascismo rosso", da cui non è immune, tra gli altri, l'italiano PD) e a soluzione di piccolo cabotaggio a livello diplomatico, di risoluzione dei conflitti.  

Eugen Galasso

Ferruccio Minach, scomparso uno dei leader del socialismo in Alto Adige

Con Ferruccio se ne va un vero protagonista: della vita politica ed amministrativa di Merano, città dove risiedeva, e del socialismo altoatesino, nel quale ha sempre militato in posizioni prima socialdemocratiche e poi di autonomismo socialista. Non poteva essere diversamente per un ammiratore di Turati e di Adler, ai quali significativamente aveva intitolato il circolo culturale che aveva presieduto.

Ho tanti bei ricordi di lui, tante volte ho avuto bisogno di sentire il suo consiglio, tante volte mi ha dato la soddisfazione di collaborare con me sia nella politica di partito sia in una cosa nella quale credeva molto, ed io con lui: la pubblicistica quale strumento per far conoscere la storia delle idee (e degli uomini che le sostengono).

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