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Una mostra a Firenze su Sandro Pertini

Sandro Pertini, una mostra per immagini, Firenze, Galleria delle Oblate. Sandro Pertini (1896-1990), di Stella presso Imperia, studia dai Salesiani, poi però al Liceo incontra Adelchi Baratono, prof di filosofia, convinto socialista nonché filosofo di rilievo, diviene socialista.

Dopo la prima guerra mondiale, cui sarà costretto a partecipare, nonostante la sua contrarietà alla guerra, si laureerà a Genova in Giurisprudenza, poi a Firenze al "Cesare Alfieri" in "Scienze sociali", ora "Scienze politiche", incontra altre personalità socialiste come Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, i fratelli (Carlo e Nello) Rosselli, in seguito Filippo Turati. Esule durante il fascismo, Pertini, ormai dirigente socialista, sarà a Parigi come laveur de taxis e altro, tornerà clandestinamente in Italia, venendo poi arrestato e spedito al confino.

Sarà un leader della Resistenza, l'esponente socialista più acclamato durante la Liberazione e poi nel Dopoguerra, infine sarà Presidente della Camera dei Deputati (1968-1976) e poi Presidente della Repubblica (1978-1985) e come tale uno dei più amati (forse il più amato) dagli Italiani. Personaggio anche eccentrico, la mostra lo ripresentifica (o lo presentifica per chi era troppo giovane per conoscerlo), con l'immancabile pipa e il resto dell'armamentario.

Amicissimo di Giovanni Paolo II°, ma mai convertito, Pertini era un socialista d'altri tempi, tanto che anche i rapporti con Bettino Craxi, quando questi era capo di Governo, ossia dal 1983 al 1987, non furono sempre facilissimi. Un vero socialista, comunque, talora un ancien socialiste (un vecchio socialista, meglio "di vecchio tipo"), ma comunque un grande esponente politico del Novecento, certo dal carattere difficile, come lui stesso ammetteva senza problemi.

Eugen Galasso

 

(L'immagine di Pertini e papa Giovanni Paolo II è tratta da multimedia.quotidiano.net)

Last modified onMartedì, 02 Gennaio 2018 15:52

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