Renzi sceglie Errani in base a criteri correntizzi per l'incarico di commissario per le zone terremotate

"No, Vasco no!", era una brutta canzoncina (forse di Nek ?) degli anni Novanta del Novecento contro i comportamenti trasgressivi di Vasco Rossi. Ora, invece, la canzoncina si può recuperare contro la nomina (ancora in pectore, ma semi-certa) di Vasco Errani, già presidente dell'Emilia-Romagna (accorpamento forzato e forzoso di due regioni diverse, a suo tempo voluto, paradossalmente, dal romagnolo - di Predappio - Benito Mussolini (e infatti molti Romagnoli guardano piuttosto alla Toscana che all'Emilia...) e purtroppo confermato dalla Repubblica nata dalla Resistenza) quale commissario straordinario per il terremoto in Centro Italia (Amatrice etc.).

In un momento - forse serio - di "embrassons-nous", di unità nazionale, dimostrata dall'opposizione (Forza Italia e Lega) Renzi, invece, per risolvere questioni interne al PD, nomina Errani per dare un contentino all'opposizione interna al PD.

Non si mettono in dubbio le capacità di Errani, che è persona per molti versi lodevole, ma la scelta meramente politico-correntizia (da vecchia DC, altro che "rottamazione") da parte di chi voleva rottamare (do you remember Leopoldas?) il passato e chi lo impersonava o almeno sosteneva di volerlo fare. Per chiudere in canzone, è vero che "il carrozzone va avanti da sé" (Renato Fiacchini alias Renato Zero, in una delle sue migliori creazioni) ma il "Renzino nazionale" (alias "vate di Rignano", come lo chiama chi scrive) ci si è inserito molto bene... Che posso dire: Tronca, un tecnico, sarebbe stato (o sarebbe, se c'è ancora tempo) scelta ben più opportuna.

Eugen Galasso

 

Nella foto: Vasco Errani, da "Il Giornale d'Italia"

Last modified onGiovedì, 01 Settembre 2016 10:58

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.