Lavrov, un'accusa di antisemitismo a Zelensky che si ritorce su di lui

La grottesca affermazione in TV di Lavrov, ministro degli Esteri russo, sulla presunta origine ebrea di Hitler (pura invenzione ed esempio clamoroso di falsificazione storica, da parte di un antisemitismo spesso neppure latente) dimostra ancora una volta come chi aveva affermato di aver scatenato una guerra per "denazificare" nasconda, in realta', un antisemitismo "in casa" nella "santa Rus"...

Conferma di Macron in Francia

Pur se a fronte di un notevole calo di voti rispetto alla prima elezione del 2017, e di fronte a un'indubbia affermazione, certo "relativa" ma importante, dell'estrema destra di Marine Le Pen e della sinistra di Melenchon, la Francia riconferma Presidente Macron, a conferma della scelta europeista.

Non è detto che la liberaldemocrazia sia destinata per forza a vincere

La guerra purtroppo tuttora in corso smentisce in modo clamoroso chi, come il pensatore USA di origine giapponese Francis Fukuyama , soprattutto in "The End of the History and the Last Man" ("La fine della storia e l'ultimo uomo", 1992) sostiene (tesi poi solo parzialmente messa in discussione in opere successive) che la societa' democratica-liberale si afferma inesorabilmente, spazzando via le altre e rendendo inutile ogni opposizione e dunque ogni tensione violenta (guerra o rivoluzione).

L’architettura che resta. Mostra all'Eurac per scoprire l'architettura razionalista a Bolzano

Si inaugura il prossimo 12 aprile alle 18, presso l'Eurac di ponte Druso a Bolzano, la mostra sul razionalismo a Bolzano che prende spunto dall'opera dei due architetti padovani Francesco Mansutti e Gino Miozzo che, tra il 1934 e il 1936, hanno realizzato a Bolzano, all’imbocco di ponte Druso, la Casa della Giovane Italiana per l’Opera Nazionale Balilla.

Biden, che pena!

Che intorno al conflitto in Ucraina e al pericolo di un'estensione del conflitto si mobiliti anche la guerra mediatica è "ovvio". In questo quadro, se si conferma il fatto che negli USA le presidenze "democratiche" siano più pericolose di quelle "repubblicane" quanto al rapporto con le forze "non occidentali", è da dire che colpisce la totale incapacità "diplomatica" di Joe Biden che, in un crescendo di affermazioni negative, ha definito Putin un "macellaio".

Draghi in politica estera: metamorfosi di un "drago" in un "falco"!

Dopo giorni di "attendismo", forse anche "necessitato" dalla situazione oggettiva, nello scenario bellico, ma anche in Europa e in "Occidente" (concetto vago, ma che si sta ridelineando), Draghi, accogliendo virtualmente il presidente ucraino al Parlamento italiano, ha fatto, oltre che "il drago", il "falco", scavalcando "a destra" (si sarebbe detto fino a qualche tempo fa, ma oggi le categorie politiche sono molto flou...) persino Carlo Calenda (leader di "Azione") e anche il critico d'arte (e di molto altro) Vittorio Sgarbi, decisamente meno "interventisti" di Draghi sulla questione degli aiuti "difensivi" alla resistenza ucraina.

Conflitto tra superpotenze in Ucraina

Il "conflitto ucraino" sembra ormai alle porte, almeno, sempre che non ci sia invasione diretta, sul piano economico e geopolitico. La "mostruosa" espansione della NATO, già di per sé pericolosa, in atto da molto tempo e minacciante la stessa Ucraina, rischia di voler inglobare anche l'ex-"granaio d'Europa", aizzando ovviamente la reazione di Putin e dell'"orso russo". Dall'altra parte la Russia non di meno sviluppa una politica di potenza, persino con richiami di Putin ai suoi predecessori sovietici, che scardina equilibri. 

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