Eugen Galasso

Eugen Galasso

36 anni dalla strage di Bologna

36 anni dalla strage della Stazione di Bologna, costata 88 morti e 200 tra feriti e mutilati: condanna di Giusva Fioravanti e Fancesca Mambro, terroristi neofascisti, che però si dicono innocenti, anche se solo per questa strage. Depistaggi, piste "fantasiose" (i Palestinesi, mai stati santi, ma non interessati a fare stragi in Italia in quel momento, i "Libici", Carlos, terrorista di sinistra non coinvolto) e dubbi su coinvolgimenti della P2 di Licio Gelli e dei servizi segreti, dubbi mai chiariti. Giustizia lentissima, in particolare sulle stragi, errori (voluti?) dei potenti di turno. E rimane il giusto furore delle famiglie che hanno perso i loro cari, senza mai aver avuto "piena giustizia".

Eugen Galasso

Commenti poco competenti sulle "primarie" USA

Per commentare le "primarie" presidenziali USA stiamo sentendo quasi unicamente commentatori statunitensi rigidamente "clintoniani", anche proprio nel senso di Hillary, in RAI e nelle TV anche "altre" (la 7, Sky etc.), con qualche problema anche linguistico con l'italiano, talora anche con accenti un po' "sconcertanti". Non è per proporre un "trumpiano" (o trumpista, chissà) come Edward Luttwak, anche perché Donald Trump, il "Paperon de'Paperoni" (o no? Non si sa, probabilmente) è lontano anni luce da chi scrive, sul piano politico, ma a qualcuno di questi commentatori andrebbe proprio detto che, a parte la conoscenza dell'italiano, non sempre migliore di quella di un Luttwak, forse sarebbe da valutare anche la loro conoscenza e competenza delle questioni geopolitiche e geostrategiche, paragonata a quella di una persona che ha fatto parte dell'amministrazione USA quando era repubblicana e che ha dimostrato di sapersi esprimere in merito alla questione italiana certamente con maggiore competenza di chi oggi si spaccia per fine conoscitore (conoscitrice) dei rapporti internazionali ed europei, mentre, magari, questi commentatori oggi in auge della situazione italiana e internazionale conoscono solo le vicende degli ultimi due o tre anni.

E. Galasso

Sindaco 5Stelle a Livorno: una "rivoluzione" che non si vede

A due anni dall'elezione di Filippo Nogarin, sindaco 5 Stelle di Livorno (anzi, da 1 mese e mezzo è entrato nel terzo anno), i giudizi sul suo operato sono contrastanti. E' di poche ore fa la notizia che ha ricevuto una lettera di minacce, contenente anche due proiettili, motivo per cui merita la solidarietà, come si suol dire, "a prescindere". Ma la sua azione di amministratore, i risultati della sua gestione dei problemi dei cittadini, non sono certo soddisfacenti. Il problema della pedonalizzazione e del traffico in città non appare risolto (anzi; del resto Nogarin lo riconosce "tranquillamente"), altri aspetti dell'amministrazione "pentastellata", come il problema degli asili, dell'immigrazione e altro, rimangono "sospesi": insomma, quella che, come in altre città, si annunciava come una "rivoluzione grillina", va probabilmente ridimensionata e riconsiderata al di fuori di luoghi comuni.

La cittadina di Chiusa omaggia i suoi artisti

Ormai un qualcosa di consacrato, questo"3 Mal 75", dedicato da Chiusa/Klausen a tre artisti (pittori) che hanno onorato la cittadina della Val d'Isarco, con formazioni diverse: Irmgard Gamper Delmonego, Horst Steinhauser e Marius Spiller, che quest'anno hanno raggiunto il "traguardo" (ma ormai oggi si parla di centenari e passa..., dunque oggi chi ha 75 anni, se in buona salute, è ancora "giovane").

Irmgard Gamper Delmonego, artista di Chiusa vissuta per anni in Germania, ha una formazione che vuo l"conciliare naturalismo e astrazione, visibile e nascosto", con una notevole rielaborazione di motiv i"Bauhaus", diremmo. Horst Steinhauser, il più fedele alla sua città, è "affascinato da sempre da monti, acqua e dalla natura in genere", che riproduce con perizia, come dimostra anche l'immagine dei fiori della cappella votiva di Sabiona, che risaltano per la loro bellezza. Marius Spiller, il più famoso dei tre, anche per varie mostre svolte negli anni e membro del"Kuenstlerbund", è legato soprattutto alla problematica dei simboli-archetipi, che esprime in maniera notevolmente efficace.

La mostra, che viene inaugurata il 5 di agosto, dura fino al 21 dello stesso mese; è accompagnata da varie visite storico-culturali alla città e da un film televisivo realizzato qualche anno fa su Chiusa nella storia ed oggi.

Eugen Galasso

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