Eugen Galasso

Eugen Galasso

Cominciamo a capire quali sono le priorità

Grave il fatto che al polo Artico non vi sia ghiaccio o quasi, con tutte le ripercussioni climatiche note anche empiricamente, quando l'impegno dei paesi industrializzati per la riduzione di gas di scarico (CO 2) è ancora più sulla carta che reale (leggo un testo preoccupante di Peter Wadhams, docente di fisica oceanica a Cambridge). Il cambiamento climatico, dovuto certamente a cause correlate al pianeta ma che l'uomo aggrava con comportamenti non sempre derivanti da scelte volte al benessere umano, è una prospettiva drammatica che pone problemi anche politici da far tremare i polsi (pensiamo solo al trasferimento di popolazioni!) (n.d.d).

Un ricordo dello scomparso vescovo Golser

Apprendo, con enorme ritardo e del tutto casualmente, della morte di Karl Golser, vescovo della diocesi di Bolzano-Bressanone e teologo moralista (fu il mio professore di teologia morale all'Istituto superiore di scienze religiose, tra il 1990 e fine 1993-un'era geologica fa...). So che era affetto da anni dal morbo di Parkinson.

Come vescovo mi è sembrato equilibrato, disposto al dialogo interetnico (più del suo predecessore Wilhelm Egger, dice qualcuno-in merito non sono in grado di esprimermi), teologicamente abbastanza aperto (pur se non moltissimo). Teologicamente certo preferibile (è il mio punto di vista) all'attuale vescovo Ivo Muser.

vescovobozen

Come professore era bravo, decisamente meglio del suo "corrispettivo" all'università di Innsbruck (non faccio nomi); la sua linea di insegnamento era teologicamente aperta, con juicio... come sempre per un sacerdote-teologo cattolico... Il testo che si usava era il Peschke, decisamente conservatore, non certo il Chiavacci o lo Haering... Per quanto mi riguarda, solo alla discussione della mia tesi (13.12.1993, in teologia dogmatica su "Lo scacco della trascendenza", dove era correlatore con mons. Canal), mi chiese, un po' spiazzandomi, del ruolo del peccato, tipica domanda da teologo moralista.

Eugen Galasso

Sudtirolesi a lezione in Thailandia.

La notizia dei due "giovani Italiani" (cittadini italiani) che in Thailandia hanno danneggiato (in preda all'alcool, si dice, ma ignorantia legis non excusat..., e in più l'alterazione alcolica non è un'attenuante) una bandiera locale si riferisce, invece, come tutti ormai sanno, a due sudtirolesi di Naturns (Naturno), Val Venosta. I due giovanotti, poi, hanno chiesto scusa, dove la scusa è "peso el tacon del buso" (peggio la toppa del buco) perché hanno affermato "candidamente" che non sapevano essere un reato grave in Thailandia strappare, danneggiare, lordare la bandiera nazionale, mentre il fare queste cose in Italia non lo è.

Il che dimostra quantomeno: A) l'ignoranza dei soggetti in questione (anche in Italia infatti è reato il villipendio alla bandiera, anche se in una parte dell'Italia, l'Alto Adige-Südtirol, per poca serietà si è lasciata radicare l'idea che atti così stupidi come prendersela con una bandiera, con quella italiana, siano atti "che si possono fare"; B) il fatto che i soggetti in questione, "in Italia", ossia con la bandiera italiana, ci fanno capire che lo fanno normalmente, di danneggiarla.

Ci volevano i thailandesi per dare la sveglia a chi esercita l'autorità in Alto Adige-Südtirol, Italia? E questo al di là di posizioni politiche, di aspirazioni ad indipendenze velleitarie. Ed è possibile che i giovani sudtirolesi debbano andare a lezione di comportamento in Thailandia? (n.d.d.).

Come minimo, la vicenda dovrebbe indurre chi di dovere a cautela nel chiedere la grazia, e a vigilare meglio, quando torneranno "in Italia", per vedere se i due "personaggi" appartengano a quella "nebulosa neonazista" che in South-Tyrol è diffusa anche capillarmente, ma nascosta...

Eugen Galasso

 

(immagine tratta dal sito http://www.vivere.biz/) 

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