Fermato l'iter del disegno di legge Zan
Il decreto di legge Zan sull'omotransfobia, ha subito un'altra battuta d'arresto e se ne discuterà tra altri sei mesi. La maggioranza che Letta diceva di avere per far passare la legge si è squagliata.
Il decreto di legge Zan sull'omotransfobia, ha subito un'altra battuta d'arresto e se ne discuterà tra altri sei mesi. La maggioranza che Letta diceva di avere per far passare la legge si è squagliata.
TG nazionale di ieri: scuole catacombali per No-Vax (in Valle Aurina, pare, ma non solo...).
Meno votanti, ancora, rispetto al primo turno, come prevedibile, domenica e lunedì 17 e 18 ottobre.
Che l'imposizione del "Green Pass" nei luoghi di lavoro provocasse problemi era prevedibile, per non dire inevitabile. Misure d'"emergenza" prese anche in maniera "discutibile" (i.e.=da discutere), dove forse sarebbe stato più coerente l'obbligo vaccinale tout court.
Un giudizio sull'esito della tornata elettorale locale dello scorso fine settimana può essere dato, penso, tenendo conto di due fatti:
La vicenda (peraltro finora assolutamente non chiara né chiarita) di Luca Morisi, ex-spin doctor della "Lega" (non più "Lega Nord", giova ricordarlo, anche versus alcuni commentatori che tornano sulla vecchia denominazione con scopi elettorali-politici ben precisi), sembra essere un ulteriore argomento pre-elettorale e tirato fuori in vista delle elezioni per mettere in difficoltà Salvini e la Lega (un partito che non è in crisi, ma che certe forze vorrebbero vedere in crisi e che in certi settori dello stesso partito potrebbero raccogliere qualche esito).
Sconfitta della CDU (e soprattutto della CSU, ala bavarese da sempre di destra quasi estrema, ipercattolica e reazionaria, fondata da F.J.Strauss) e vittoria dei socialisti: questi gli esiti delle elezioni in Germania.
L'ex presidente della Generalitat de Catalunya Carles (non Carlos, attenzione!, che sarebbe un nome spagnolo, castigliano) Puidgemont, accolto da una folla festante ad Alghero (in Sardegna si parla comunque una lingua diversa dall'italiano, il sardo, ma la zona di Alghero è catalana), può tornare a Bruxelles (quale europarlamentare) senza problemi, dopo i vari problemi incontrati negli ultimi tempi...compreso l'arresto da parte della polizia italiana.
In un articolo nel "Corsera" dello scorso 14 settembre, Venanzio Postiglione ("I tormenti nel centrodestra Moderati (a volte) si diventa") propone una conversione "moderata" anche per la "Lega" e "Fratelli d'italia".
Eugenio Scalfari, ex-direttore di "Repubblica" e suo fondatore, per molta "intelligentsia" di "sinistra" un mito e intellettuale di riferimento, ha ormai, 97 primavere e, forse, talora "si sentono": leggo in "Repubblica" dello scorso 23 agosto, a pag. 27, una sua difesa a spada tratta dello "Ius soli" dove non si considera che le popolazioni "difficili" d'Europa si muovono in una condizione storica e geopolitica molto diversa da quella attuale.
Ma ciò che sconcerta, dopo una riflessione su Gesù, "chiamato anche Cristo ma è un modo non corretto" (e fin qui si potrebbe concordare in parte), è quando Scalfari parla nell'Orto di Getsemani dove "si recò cercando il contatto divino tra lui e un supposto Dio il quale tuttavia ne rifiutò la presenza".
Interessante, ma, anche da ricondurre, forse, al tormento dell'ateo direttore (Barbapapà, per amici ed ex colleghi) che vorrebbe cercare e forse trovare qualcosa/qualcuno...
Tormento da rispettare, certo. Ma poi sconcerta la numerologia su Dio, sulla triunità, quando Scalfari afferma essere Dio "divino ma non unico".
Una numerologia quasi neo-pitagorica che sconcerta un po', appunto...
Scalfari finisce il suo articolo affermando che, per papa Francesco ci sarebbe "identificazione dell'universo con un Dio unico e totale...un Dio che si identifica con la vita". Bisognerebbe chiedere a papa Francesco (parafrasando una sua simpatica quanto importante frase "chi sono io per giudicarlo?"), ma penso che di fronte al panteismo o meglio "panenteismo" attribuitogli da Scalfari qualche problema lo avrebbe...
Eugen Galasso
La recente tournée italiana (rimpatriata, settant'anni e passa dopo) del soldato USA Martin Adler (chiare le origini ebraiche, era un Adler ebreo anche il fondatore della psicologia individuale, Alfred Adler) in Italia, a 97 anni, a suo tempo soldato nella Seconda Guerra Mondiale sulla linea gotica quando nel Bolognese salvò e riempì di abbracci e cioccolata vari bambini, per la precisione i fratelli Naldi, dovrebbe insegnarci qualcosa: "Basta guerra. L'amore è il più bel sentimento del mondo. Abbiamo una sola vita da vivere e dobbiamo farlo amando. Pace è la parola più importante".
Un messaggio, il suo, che verrà ripetuto in varie altre tappe italiane, che in tempi "afghani" e altri (c'è chi vorrebbe una NATO tout court bellicosa, altri che la ritengono inutile perché "troppo poco combattiva") dovrebbe indurci a riflettere, dove un po'di attenzione a quanto si dice e (o) si fa sembra essere francamente il minimo.
La situazione afghana è da seguire con attenzione, come altre nel mondo, ma gli "sgherri del mondo" non servono, anzi sono e saranno sempre controproducenti. Invitare alla pace anche chi, come "gli studenti islamici" (ma non solo loro) alla pace non credono molto, sarebbe invece un dovere...
Eugen Galasso