Chi sceglie la guerra rinnega la civiltà: breve riflessione su conflitto e progresso umano

La guerra è la massima espressione della violenza organizzata e, nel mondo moderno, rappresenta una chiara sconfitta della ragione e del progresso umano.

Quando le società scelgono la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, rinnegano i principi fondamentali della civiltà, come il dialogo, la cooperazione e il rispetto reciproco. Come affermava Immanuel Kant nel Progetto per una pace perpetua (1795), «La guerra non può essere considerata uno stato di diritto, ma solo uno stato di fatto, che deve essere superato».

Sebbene le guerre derivino spesso da complesse dinamiche storiche, economiche o culturali, il ricorso alla violenza armata come prima soluzione è indice di una regressione etica. È un ritorno a modalità primitive di risoluzione dei conflitti, in netto contrasto con l’evoluzione della coscienza collettiva. Secondo lo storico John Keegan, «la guerra è un'invenzione culturale, non un impulso biologico inevitabile» (A History of Warfare, 1993).

Oggi l'umanità dispone di strumenti più evoluti per affrontare le divergenze: istituzioni internazionali, mediazione e diritto. Non utilizzarli equivarrebbe a una forma di irresponsabilità. Come ammoniva il Manifesto Russell-Einstein del 1955: «Ricordate la
vostra umanità, e dimenticate il resto». Essere civili significa saper scegliere la via più difficile, ma anche più giusta: quella della pace.
Non si tratta di utopia, ma di maturità storica. La guerra non è dimostrazione di forza, ma debolezza mascherata da potere.

Link: Manifesto Russell-Einstein - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_Russell-Einstein  
Bibliografia essenziale
 Kant, I. (1795). Per la pace perpetua
 Keegan, J. (1993). A History of Warfare
 Harari, Y. N. (2011). Sapiens: Da animali a dèi
 Russell, B. & Einstein, A. (1955). Manifesto Russell-Einstein
 Pinker, S. (2011). The Better Angels of Our Nature


Franco Boscolo

Last modified onGiovedì, 19 Giugno 2025 14:01