Eugen Galasso

Eugen Galasso

Teatro danza

Nicola Benussi e Stefania Bertola, ossia i responsabii-registi-coreografi rispettivamente di "Teatro Blu" e di  "Quinta Danza"organizzano sinergicamente nei giorni 9 e 10 aprile presso il Teatro "Cristallo" uno stage di teatro-danza chiamato emblematicamente "Il corpo poetico" che, partendo dalle problematiche, appunto, del corpo arriverà a toccare tutti i motivi fondamentali del teatro e della danza. Sarà un'occasione per tutte le/tutti i partecipanti (numero massimo è di 14 - la componente femminile c'è da aspettarsi che sarà certamente maggioritaria) di lavorare su di sé e sullo spazio-tempo particolarissimo che si realizza facendo teatro e danza, dove il discrimine tra le due forme d'arte e di autorealizzazione è invero molto sottile. Prezzo di soli 40 euro. Per le iscrizionI: 335 8133551.

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Scomparso Paolo Poli

Quando si scrive di un amico morto, si è sgomenti, atterriti: è il caso di Paolo Poli, scomparso da pochissimo a Firenze, sulla soglia degli 87 anni, grande attore e regista (ma anche autore) irriverente del teatro italiano, che sapeva fondere malinconia, autoironia e humor in modo mirabile, leggendo le fiabe in TV, ma anche prendendo spunto da autori diversissimi, come Carlo Lorenzini alias Collodi ("Pinocchio"), Aldo Palazzeschi ("Aldino, mi cali un filino"), Jonathan Swift ("I viaggi di Gulliver"), Anna Maria Ortese ("Il Mare"), Giovanni Pascoli ("Aquiloni", lo spettacolo più recente").

Coltissimo, laureato in letteratura francese (tesi su Henry Becque), capace di trasformare in chiave comica e grottesca la vita di santi come Rita da Cascia e di San Gregorio, attingendo dalla "Legenda aurea" di Jacopo da Varagine e da altre fonti, Poli, che conservava comunque una chiave di profonda religiosità, ignota/incomprensibile a parlamentari bigotti come Oscar Luigi Scalfaro, che aveva denunciato per blasfemia lo spettacolo sulla santa, sapeva fondere genialmente teatro, musica (cantava benissimo, virtù quasi sempre ignota agli attori, peggio se italiani), balletto. 

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L'eurocomunismo del PCI anni '70 non era poi così coraggioso

Ritrovo ora, per meglio dire trovo (non ne avevo contezza) in una bancarella dell'usato l'intervista di Gian Carlo Pajetta (1911-1990), dirigente del PCI a Ottavio Cecchi (1924-2005. Cecchi era uno scrittore e giornalista grossetano, curatore delle opere di scrittori molto importanti, iscritto al PCI), "La lunga marcia dell'internazionalismo", Roma, Editori Riuniti (la casa editrice dell'allora PCI), 1978 (aprile, per la precisione, dunque prima dell'estate del "Vangelo socialista" di Bettino Craxi, uscito nell'estate di quell'anno ne "L'Espresso"). 

Le previsioni di Almarik sulla fine dell'URSS

Se si rilegge l'aureo libretto di Andrej Amalrik "Sopravviverà l'Unione Sovietica fino al 1984?" (in italiano Roma, Coines edizioni e Alexander Herzen Foundation, Amstel 268, Amsterdam, 1971, mentre l'originale è di due anni prima, aprile-maggio-giugno 1969) ci accorgiamo subito di alcuni problemi: prima di tutto, nel volume l'allora trentenne storico (nato nel 1938, morto nel 1980 a causa di un incidente stradale, ma dopo anni di passati in detenzione per motivi politici), dissidente russo (sovietico, ma non per appartenenza ideologica) ci accorgiamo che le previsioni e la futurologia devono essere maneggiate con un po' di prudenza. 

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