Eugen Galasso

Eugen Galasso

L'Irlanda vota si al referendum sul matrimonio tra gay, e il Vaticano parla di "offesa all'umanità"

Il referendum irlandese ha dato un risultato inequivocabile: più del 60% a favore delle nozze gay. Da persona scettica sul matrimonio gay - sono d'accordo con Paolo Poli, che ritiene più fruttuosa la trasgressione, più interessante il "frutto proibito del peccato", che lo è anche a livello etero, peraltro... - comunque convinta che il matrimonio classico sia tra uomo e donna, non per la procreazione, quello è un altro problema (ossessione solo cattolica, aggiungo, ma anche in quello schieramento i teologi più intelligenti ne fanno epochè), ritengo le dichiarazioni del Cardinal Parolin, segretario di Stato (Ministro degli Esteri) vaticano, per cui si tratterebbe di un'"offesa all'umanità" gravissime.

Un'intromissione grave, vista la vicinanza-contiguità tra Repubblica italiana e Vaticano, una dimostrazione, anche di poca prudenza da parte di un alto esponente dello Stato Vaticano, quando la prudenza è da sempre virtù iper-lodata in Vaticano. Contrariamente a Papa Bergoglio (che pure l'ha nominato), Parolin si è spinto troppo oltre, offendendo gay e non. 

Speriamo solo che i "laici", se ancora presenti, "battano un colpo" e così anche i cattolici "illuminati", sempre che ce ne siano ancora.   

Eugen Galasso

I radicali tornano visibili, grazie ad una "querelle" tra Pannella e Bonino!

La querelle "indiretta", se pure "in diretta" di Marco Pannella contro l'ex-ministro (governo Letta) Emma Bonino: non mi scuso, stavolta, per il gioco di parole, in quanto Pannella si sfogava in diretta (da Massimo Bordin, a "Radio Radicale") ma l'attacco era indiretto: presente Pannella (e Bordin "ricevente"), assente Bonino.  

In queste giornate estive, prima del consueto exploit radicale per le carceri, Pannella si sfoga forse per riacquistare visibilità. Legittimo, per carità, per ogni movimento e partito politico (i "Radicali" o come si chiamano ora sono presenti-non presenti- a seconda dei casi in occasione di elezioni e altro), legittimo anche il modo di conquistarsi visibilità ormai (roba da "qualunque mezzo è buona", "il fine giustifica i mezzi", ossia non Machiavelli ma un pessimo compendio del grande Segretario Fiorentino).

Ma, guardando un po' da vicino le cose, i radicali italiani (e Pannella, comunque leader indiscusso...) hanno cavalcato tutte le tigri: Sinistra liberale, Alleanza delle sinistre, con dominanza ai diritti civili - sempre presenti, in loro, bisogna ammetterlo -, vicinanza a Berlusconi, ritorno all'opposizione, ma con molti distinguo, critica al sistema, ma...).

Pannellone, anziano  e malato, sa però come curarsi e sa anche come "stare al gioco", dovendo in qualche modo emergere (ri-emergere) in questo mare di sigle, di partitini (in Italia il sistema bipolare e bipartitico non attecchisce, comunque, almeno per ora e credo sia meglio così, ma...), di bandierine e altro...

Auguri anche a lui, soprattutto se, carceri e altre cose anche importanti da dire e fare (eutanasia, droghe leggere etc.), ritornerà anche sulla scena politica con altro, ossia con temi ancora più importanti per la e nella vita dei cittadini.  

Eugen Galasso

 

Migranti al confine tra Francia e Gran Bretagna: anche la sinistra litiga sulla situazione

Oltre alle contraddizioni-profonde-dell'Europa (dove credo si dovrebbe mettere in discussione l'esistenza etno-culturale della stessa, essendo già compromessa la questione geografica, in quanto non c'è soluzione di continuità tra Europa e Asia...), con la questione della querelle Francia-Gran Bretagna (per il passaggio di migranti attraverso il canale della Manica) si aprono ferite profonde a livello politico nella "sinistra". 

Improvvida la polemica tra vescovi e Lega sull'accoglienza degli immigrati.

Quanto mai improvvida l'uscita polemica del segretario della CEI Mons. Galantino sugli immigrati versus dichiarazioni, discutibili come tante altre di altri partiti, del segretario della Lega Salvini. 

Qui non si tratta tanto del merito, quanto del senso complessivo, della produzione di senso: in Italia, non essendoci spirito repubblicano come in Francia, non c'è separazione netta tra quanto dicono Chiesa cattolica (l'unica riconosciuta, omaggiata, praticata dai media) e Stato, né l'equiparazione tra tutte le chiese e le religioni che domina negli States. Ecco un problema, comunque: in nessun altro Stato, europeo e non, il Vaticano, ma anche la CEI (la conferenza dei vescovi italiani) hanno lo strapotere che hanno in Italy, complici i media che ne favoriscono la diffusione elefantiaca e proliferante dei messaggi.  

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