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Eugen Galasso

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Nuovo Papa: quali divisioni emergeranno?

L'influenza del Vaticano sulla politica dei paesi cattolici e non è indubbia da sempre, è inutile nascondersi il fatto che esistano papi "conservatori", "moderati", "progressisti" sia in campo teologico sia per quanto riguarda la politica (perchè nascondersi il fatto che l'atteggiamento radicalmente contrario alla guerra di Papa Franesco sia stato diverso da quello di Ratzinger, per esempio?).

Dunque è inutile negare, come vorrebbe qualcuno, l'incidenza delle scelte del prossimo papa, e dunque del prossimo conclave, con le divisioni (inevitabili) che emegeranno.

Eugen Galasso

Una ipotesi di successore di Papa Francesco

Dai commenti sembrerebbe che tra i più probabili successori di Francesco possa essere il Segretario di Stato Pietro Parolin. Parliamo di un uomo di Chiesa decisamente conservatore sul piano teologico e anche "moderato andante" su quello politico (un Segretario di Stato vaticano è come il ministro degli Affari Esteri).

Non si dimenticano le sue posizioni sull'omosessualità, prudenti ma al tempo stesso decisamente radicali nella sostanza, di totale negazione di tale comportamento.

Dopo un papato decisamente "aperto" e sostanzialmente progressista, una "virata al centrodestra" (per dirla in politichese) sarebbe in stile vaticano, come dopo Giovanni Paolo I, Karol Woytila (Giovanni Paolo II) e Josef Ratinzger (Benedetto XVI). Ma....

Eugen Galasso

Aspetti che non si capiscono sul "racconto" della morte di papa Francesco

Non si capisce, per la morte di Papa Francesco, quest'ondata "neoclericale", per una personalità che certo era tutto fuorchè "clericale", anzi, in varie interviste, anche a Eugenio Scalfari su "Repubblica" ma non solo, il clericalismo l'aveva criticato a fondo.

La preoccupazione di tenere "insieme il gregge", alias popolo, forse, anzi, quasi certamente, programmi tv messi su in serie con frati e suore etc. Persino un "25 aprile sobrio".... "Ma che vorr'dì?"

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Trump e Meloni: colloquio positivo

Meloni da Trump: l'opposizione tutta schierata contro, a priori, affermando che si trattava di una visita scontata, legata solo all'affinità politica tra la premier e Trump, mentre in realtà sembra che qualcosa (non so dire di più) la premier abbia ottenuto, ma, certo, è presto per dirlo tout court.

Personalmente non ritengo Trump nè un folle nè un imprudente, anzi, un calcolatore e allora si può ritenere che abbia calcolato una strategia atta a provocare reazioni, ma che sia disposto, ora, a trattare, anche se probabilmente non con la Cina, almeno per il momento. E quello cinese sembra essere il problema più grosso nello scacchiere geostrategico globale, vista la questione aperta di Taiwan e altro...

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