quo vadis

Il Governo svenderà la toponomastica altoatesina in cambio dell'appoggio SVP al referendum costituzionale?

Ciò che si sta verificando nella Provincia autonoma di Bolzano, è un segnale preoccupante che non può passare inosservato da tutta la popolazione. La Provincia autonoma di Bolzano, è bene ricordarlo, è un entità politica italiana, (che ne dica il sig. Roland Lang) anche se la maggioranza della popolazione è di madre lingua tedesca. Tuttavia la componente italiana presente sul territorio è comunque rilevante, ed in ogni caso, anche se non lo fosse, è bene che lo Stato, attraverso i suoi organi istituzionali, continui ad avere un atteggiamento vigile affinché il rispetto delle diverse etnie sia sempre garantito mediante il riconoscimento reciproco delle diverse realtà culturali ed il rispetto della Costituzione.

La SVP ha deciso nei giorni scorsi che la legge sulla toponomastica deve essere cambiata e quindi si sta attivando presso la Commissione dei 6 per far nascere una norma attuativa conforme alla sua visione unilaterale della questione. Una questione quella dei toponimi di lingua italiana e tedesca che è sempre stata alla ribalta in casa SVP, alimentando forti tensioni tra il gruppo etnico italiano e quello tedesco. Sul fronte italiano, il dissenso dei due consiglieri italiani in maggioranza, (di cui, uno Assessore e vice Presidente della Giunta e l’altro Presidente del Consiglio), è praticamente nullo e in ogni caso, poco inciderebbero sulle decisioni della Giunta, a stragrande maggioranza di madre lingua tedesca.

L'Alto Adige è certamente una bella e ricca realtà territoriale che tuttavia deve il proprio benessere anche alla generosità dei passati governi che l'hanno sempre sostenuta e ben finanziata. Lo scopo è stato quello di creare un esempio di convivenza frutto di un paziente lavoro, fatto anche di compromessi, affinché la componente di madre lingua tedesca non avesse motivo di lamentarsi e non esprimesse il suo dissenso nei modi a tutti noti, che risalgono al periodo del terrorismo di matrice autoctona degli anni 60-70. Ciò nonostante è prevedibile aspettarsi da parte degli attuali politici componenti il Consiglio provinciale, delle ulteriori rivendicazioni, perchè "non paghi" a sufficienza per quanto hanno già ottenuto in questi ultimi 60 anni.

In questa fase politica il mio timore è che questo Governo possa essere indifferente a tutto questo, preoccupandosi soltanto di non rischiare sull’esito del Referendum Costituzionale. Mi auguro che tra i parlamentari del centro-sinistra vi siano persone che hanno ancora a cuore gli italiani dell'Alto Adige, e che non ci svendano quindi "come merce di scambio".

Enrico Lillo
Coordinatore Provinciale di
Conservatori e Riformisti
Consigliere del Quartiere Don Bosco

Last modified onMartedì, 30 Agosto 2016 15:07