Franco Boscolo

Franco Boscolo

Aeroporto di Bolzano: parla un pilota

Il comandante Alessandro Alberti, attualmente in forza presso una compagnia aerea straniera e che, in passato, ha volato sia su Bolzano, sia su Innsbruck, ci spiega le peculiarità delle specifiche tecniche dell’aeroporto cittadino rispetto ad Innsbruck piuttosto che a Verona.

Comandante, pur non essendo io esperto del settore, colgo delle differenze sostanziali tra gli scali di Verona, Bolzano ed Innsbruck; mentre con Verona la differenza parrebbe ovvia, tra Bolzano ed Innsbruck la diversità sembra essere più sottile, non fosse altro che per la lunga apertura della valle di quella città verso Est. Per questi due scali, poi, ho sempre percepito le montagne circostanti come problema non indifferente. C’è del vero in queste considerazioni?

In passato, all’epoca di Air Alps, ho operato sia sullo scalo di Bolzano, sia su quello di Innsbruck; per quanto riguarda Bolzano, il problema vero è l’orografia che lo circonda, vale a dire le montagne. L’aeroporto di Innsbruck è sì posizionato in una zona altrettanto infelice dal punto di vista di un avvicinamento per un aereo di linea, ma la valle di Innsbruck è completamente diversa se messa a confronto con quella di Bolzano: più ampia, meno ripida ma soprattutto maggiormente in asse con la pista.

Perchè il rischio geologico, in Alto Adige, fa meno paura. Intervista a Rudolf Pollinger.

Incontro con il dottor Rudof Pollinger, direttore dell’Agenzia per la Protezione Civile della Provincia di Bolzano.

In fasi successive, tra il 2000 e il 2003 (per i tipi de Il Mattino, prima, per Qui.bz.it, poi), intervistammo il dott. Rudolf Pollinger – a quel tempo direttore della Ripartizione n. 30, Opere Idrauliche della Provincia di Bolzano e Amministratore dell'Azienda speciale per la regolazione dei corsi d'acqua e la difesa del suolo - il quale ci spiegò quali sarebbero potute essere le conseguenze del cambiamento climatico - in atto sull'intero pianeta - sul territorio altoatesino: perdita di permafrost, una maggior intensità dei fenomeni piovosi, calo relativo di quelli nevosi, accresciuta instabilità dei versanti, aumento delle temperature medie ecc.

Seminario GRIMeD: il problem solving collaborativo

Si è svolto a Taranto l'8, 9 e 10 aprile scorsi il Seminario Nazionale del GRIMeD (Gruppo Ricerca Matematica e Difficoltà), essenziale momento formativo per docenti, che ha trattato il tema “Il problem solving collaborativo”. 

Abbiamo chiesto al Presidente nazionale di GRIMeD, il professor Roberto Imperiale, un cenno sui contenuti e sugli obiettivi della tre giorni di formazione.

Lo strudel: dalla Turchia all'Alpe di Siusi

Antiche vicende conducono al 1526 e ad un periodo fondamentale per la storia d'Europa e per il "Baclava".
Il XVI Secolo è un'età di fermento. Il sultano Sülayman sconfigge gli Ungheresi nella tristemente famosa battaglia di Mohács nella quale muore Luigi II d'Ungheria. Nel 1541 i Turchi occupano Buda spezzando il paese in tre parti. Ebbe così inizio il loro dominio, durato 150 anni. Nel 1529 il sultano assedia, non di meno, Vienna. Per l'Europa un momento difficile e delicato di confronto con una cultura assai diversa. Pesanti anni di dominazione turca per l'Ungheria, poi, nel 1699, il trattato di Karlowitz migliora la situazione.

In un tempo così lungo si sono realizzati, ad ogni buon conto, preziosi scambi culturali, religiosi ed anche culinari. L'occidente fa la conoscenza con il "Baclava", lo fa suo, lo rielabora. Alla ricetta originale, composta di noci, frutta secca e pane, il tutto reso morbido da un liquore, avvolto in una sfoglia e cotto in forno, è aggiunto un ingrediente decisivo: la mela. Da ultimo il dolce turco "Baclava", si sublima nello "Strudel" (il Baclava è ancora oggi molto comune in Turchia).

Subscribe to this RSS feed