Scomparso Albee, corifeo del nuovo teatro Usa
- Written by Eugen Galasso
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Scompare con Edward Albee, morto a 88 anni, un grande, anzi, grandissimo drammaturgo del nostro tempo. Statunitense, "rivoltoso" contro la famiglia (scappò di casa molto presto) e contro le istituzioni scolastiche e universitarie USA, Albee fu il corifeo di un nuovo teatro, nato da una "sintesi" tra le lezioni di Brecht e quella del "teatro dell'assurdo" (Beckett, Jonesco, Arrabal, Pinter, per fare solo pochi nomi), "smembrando" la realtà o ciò che intendiamo per tale e al tempo stesso mettendo in discussione i valori fondanti dell'"american way of life", ossia del modo di vivere e di consumare made in USA.
Poetico e iroso, sempre efficace anche nella comunicazione con il pubblico (scrivere per il teatro vuol dire relazionarsi con le altre persone, diremmo "fatalmente"), Albee scrisse testi come "The Zoo Story" (1959), "The Death of Bessie Smith" (1961), dedicata alla scomparsa della grande cantante "maudite" di jazz e blues, "The American Dream" (1961, dove il "sogno americano" viene praticamente fatto a pezzi), "Malcom" (1965), "Marina" (1975), "Lolita" (1981) e vari altri testi. Nel suo teatro, Albee, mostra la capacità di mettere in scena l'inconscio e non dimentica la necessità di "fare spettacolo", non nell'accezione banale del "the show must go on" (lo spettacolo deve continuare), ma in quello della necessità di comunicare, senza che tale comunicazione vada semplicemente a finire nel "messaggio" (quelli li porta il postino, si può ripetere con sir Alfred, alias Hitchock), ma si presti a una polisemia (pluralità di letture che non si escludono-elidono a vicenda), aprendo a sempre nuove "scoperte" che sono poi interpretazioni ulteriori, tutte com-possibili.
Sulla linea del grande Tennessee Williams, il dramamturgo-scrittore più vicino a Albee, Albee ci parla sempre con estrema efficacia. Undici anni fa, Albee aveva perso il compagno di una vita, lo scultore Jonathan Thomas.
Eugen Galasso