Aria di secessione per il Veneto? O richiesta di uno Statuto speciale? Intanto qualche altro è pronto a rifarsi la bocca!

Venti di secessione in Veneto? Più probabilmente, la Lega, maggioritaria nel Consiglio Regionale (il governatore è Luca Zaia, della Lega, appunto), vorrebbe non tanto la secessione, difficile anche a livello costituzionale, quanto uno Statuto di Autonomia come quello dell'Alto Adige e del Trentino (la regione Trentino-Alto Adige è ormai più che altro un ricordo, un'espressione platonica, dove comunque quasi tutti i/le Sudtirolesi sostengono il "Los von Trient"): id est che i soldi prodotti in Veneto vi restino, senza andare a finire a Roma...

Sembra che si propenda per il referendum (election day con quello per o contro la riforma costituzionale o in altra data) ma che si possa decidere in alternativa di aprire una trattativa con il governo romano per uno statuto speciale.

E' chiaro che la secessione, da un lato, sarebbe una dimostrazione del fallimento dei governi di centrodestra e centrosinistra (ma soprattutto di quest'ultimo, sempre contrario anche in teoria, nonostante qualche "abbozzamento" tattico) nella (non) realizzazione del federalismo ma, dall'altro, potrebbe indurre i "puri e duri" tra i/le Sudtirolesi a chiedere tout court la secessione per sopravanzare le istanze venete, comunque riconducibili all'Italia ("Mir soan koane Wolschen", in dialetto, ossia "non siamo Italiani"). In questo caso conterebbe però la forza effettiva, in campo, di queste forze decisamente "centrifughe", dove conterebbero a fortiori considerazioni economiche: il gioco del "Los von Rom" totale varrebbe la candela, insomma? Sarà/sarebbe (anche perché i tempi non saranno brevi, comunque) una partita difficile e soprattutto complessa.

Eugen Galasso

I diari di Nenni dal 1973 al 1979

E' nelle librerie il volume "Pietro Nenni. Socialista libertario giacobino. Diari (1973-1979)", che raccoglie gli appunti del leader socialista Pietro Nenni (1891-1980) curati da Paolo Franchi e da Maria Vittoria Tomassi (Marsilio, pagine 512, e 25).

Le pagine scritte da Nenni ripercorrono un decennio difficile per l'Italia: comprende l'esplosione del terrorismo, la crisi di uno Stato non in grado - nelle sue varie articolazioni - di affrontare i problemi del Paese, la cris dell politica che non risponde più all'esigenza di guidare il Paese ma diventa sempre più una tecnica per il galleggiamento, la nascita dell'ipotesi politica del compromesso storico, cioè l'associazione del Partito comunista nel governo del Paese, i primi passi di Bettino Craxi come segretario del PSI.

Ma i diari sono anche una carrellata di personaggi che Nenni incontra, commemora, tratteggia: dai Presidenti americani Nixon e Carter al leader socialdemocratico tedesco Willy Brandt, da Mao ai leader comunisti sovietici, da Mitterrand a Carrillo, Moro e Berlinguer. Ma Nenni è anche un uomo immerso nella vita culturale del Paese, ed ecco pagine dedicate a uomini di cultura come Pasolini, ai film di Bertolucci e di Fellini, agli incontri con Oriana Fallaci, con la quale aveva un rapporto di affetto e amicizia.

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I diari di Nenni con le sue annotazioni che risalgono a periodi precedenti sono stati pubblicati negli anni Ottanta in tre volumi, a cura della figlia Giuliana Nenni e di Domenico Zucaro, dalla casa editrice SugarCo. Il primo volume, che copre il periodo 1943-1956, uscì nel 1981 con il titolo Tempo di guerra fredda e una prefazione di Giuseppe Tamburrano. Il secondo, intitolato Gli anni del centro-sinistra, include i diari scritti da Nenni tra il 1957 e il ’66: venne pubblicato nell’82 sempre prefato da Tamburrano. Il terzo riguarda gli anni dal 1967 al 1971: uscì nel 1983 con il titolo I conti con la storia e una prefazione di Leo Valiani.

Ciampi e la sua politica europeista nei giudizi per la sua scomparsa

Carlo Azeglio Ciampi, morto ieri, "santificato" da molti/e, con tanto di diffida a Salvini per averlo definito "un traditore politico", "un pessimo politico", "di averci venduto all'Europa" etc. da parte del senatore Pd Zanda... (senti chi ri-parla...). Forse mi differenzio nei toni, ma dò ragione nella sostanza, almeno in parte, a Salvini: Ciampi è stato quello dell'eurotassa, del rigore fiscale a oltranza come Presidente del Consiglio, "europeista" per questa, pessima, Europa, tradendo il progetto di Spinelli ed Ernesto Rossi come Primo Ministro e Presidente della Repubblica. Certo, meglio di Giorgio Napolitano, presidente "golpista" con la nomina extra legem (e soprattutto fuori del Parlamento) di Monti, ma non basta.... E vorrei ricordare qui come un Presidente come Cossiga, invece, molti l'hanno demonizzato: ora molte persone capiranno perché....

Eugen Galasso

Renzi sceglie Errani in base a criteri correntizzi per l'incarico di commissario per le zone terremotate

"No, Vasco no!", era una brutta canzoncina (forse di Nek ?) degli anni Novanta del Novecento contro i comportamenti trasgressivi di Vasco Rossi. Ora, invece, la canzoncina si può recuperare contro la nomina (ancora in pectore, ma semi-certa) di Vasco Errani, già presidente dell'Emilia-Romagna (accorpamento forzato e forzoso di due regioni diverse, a suo tempo voluto, paradossalmente, dal romagnolo - di Predappio - Benito Mussolini (e infatti molti Romagnoli guardano piuttosto alla Toscana che all'Emilia...) e purtroppo confermato dalla Repubblica nata dalla Resistenza) quale commissario straordinario per il terremoto in Centro Italia (Amatrice etc.).

Il Governo svenderà la toponomastica altoatesina in cambio dell'appoggio SVP al referendum costituzionale?

Ciò che si sta verificando nella Provincia autonoma di Bolzano, è un segnale preoccupante che non può passare inosservato da tutta la popolazione. La Provincia autonoma di Bolzano, è bene ricordarlo, è un entità politica italiana, (che ne dica il sig. Roland Lang) anche se la maggioranza della popolazione è di madre lingua tedesca. Tuttavia la componente italiana presente sul territorio è comunque rilevante, ed in ogni caso, anche se non lo fosse, è bene che lo Stato, attraverso i suoi organi istituzionali, continui ad avere un atteggiamento vigile affinché il rispetto delle diverse etnie sia sempre garantito mediante il riconoscimento reciproco delle diverse realtà culturali ed il rispetto della Costituzione.

Parisi, il centrodestra e la sfida delle riforme da fare, ma bene

Claudio Martelli, ex-anima pensante - certo non da solo, però, anche Craxi e molti altri ...- del PSI ("Nietzsche filosofeggiava con il martello, il PSI con Martelli"), ora politologo e columinst-saggista del "Quotidiano nazionale" richiama la risposta sibillina quanto efficace di Bettino Craxi al giornalista Giampaolo Pansa che gli chiedeva con chi volesse governare il PSI, con la DC o il PCI: "Primum vivere". A significare non tanto l'equidistanza ma l'autonomia, il voler decidere da sé.

Non so se sia vero quanto dice Martelli su "La Lega che sbanda", perché non azzardo previsioni elettorali, ma se intende una certa tendenza "estremistica" del "secondo Matteo", come dargli torto? Martelli valuta positivamente il tentativo di Parisi, ritenendone l'obiettivo non quello di "ripattumare il vecchio centro-destra ma di riprendere l'ispirazione originaria, liberale e popolare, del berlusconismo".

Se è come dice Martelli (ci sarebbe da augurarselo), si andrebbe a un "No" ragionato al referendum renziano, ma senza una "rottura drammatica della legislatura" e alla proposta di una riforma migliore per il dopo "elaborata non da un governo di parte ma da una vera assemblea costituente come quella che varò la Costituzione del 1947". Come dire anche -credo - che il "Patto del Nazareno" era sì una cosa un po' frettolosa, ma non una sciocchezza.

Ben pochi - si spera - vorrebbero tenere in piedi quel carrozzone ingombrante e "doppione" che oggi è il Senato, ma farlo come oggi vorrebbero i Renziani sarebbe inopportuno, come lo sarebbe una crisi al buio, con alcuni partner europei non del tutto scontenti di vedere l'Italia ridotta peggio della Grecia ante-"cura"....

Eugen Galasso

L'immagine di Claudio Martelli è tratta dal sito http://www.lauracastelletti.it/index.php/la-prima-web-tv-fatta-dagli-immigrati/ 

La politica del camuffare e del non dire: in America è Clint Eastwood a dire "Il re è nudo!"

Grande querelle sulle dichiarazioni anti-"politically correct" di Clint Eastwood, grande regista e un tempo attore, che rivaluta Donald Trump, pur non amandolo molto politicamente... e denuncia lo stile ipocrita di Hillary Clinton, che nasconde le cose, non dicendole o camuffandole...

Personalmente, di Trump ho paura e non ne condivido le idee ma, certo, la Clinton, dai tempi dell'affaire Lewinsky, poi come Segretaria di Stato (ministro degli esteri USA) si è dimostrata una maestra d'ipocrisia... Non voto negli States, altrimenti mi asterrei senz'altro, non avendo più a disposizione neppure l'opzione Sanders, tramontata da molto tempo, ormai...considerando i tempi brevi della politica.

I pericoli dell'IS o ISIS o Danesh che dir si voglia sono stati minimizzati o nascosti-ignorati per anni, ormai, facendo credere che la questione terrorismo fosse risolta dopo l'uccisione, invero rocambolesca e forse "sospetta" di Osama ben Laden. Ma quanto a cose camuffate, come non ricordare la tarda estate-autunno di solo pochi anni fa in Italia, con l'affossamento di Berlusconi? e poi ancora la successiva "messa in mora" della Grecia?

Forse è meglio non citare troppi esempi, me ne rendo conto assolutamente, ma il problema rimane. Sgarbi dà ragione a Eastwood (difficile dubitarne, peraltro), ma anche lo storico Cardini, da un altro punto di vista, attacca, da buon cristiano ("il tuo si sìa sì, il tu no sia no"), le menzogne della civiltà...

Eugen Galasso

Ancora alle urne in Austria per le presidenziali

All'inizio d'ottobre elezioni presidenziali (o meglio terzo turno, anzi "remake" del secondo) in Austria: al di là della personalizzazione dello scontro, essendo stati esclusi i grandi partiti (OEVP e SPOE, ossia centristi cattolici e socialisti), lo scontro sarà tra i nazional-liberali (FPOE) e i verdi, quest'ultimi in versione però istituzionale e filo-europea...

I nazional-liberali cavalcano da destra la protesta antieuropea (che condivido in parte, ma non nella versione "destrorsa"), come la Le Pen, come altri partiti europei-euroscettici, anche in Nord Europa, Germania, Europa dell'Est, in parte come il leghista Salvini. Naturalmente tale protesta si accentra, anche se non unicamente, sulla questione emigrazione, mai affrontata seriamente né in sede europea, né da parte dell'ONU...

36 anni dalla strage di Bologna

36 anni dalla strage della Stazione di Bologna, costata 88 morti e 200 tra feriti e mutilati: condanna di Giusva Fioravanti e Fancesca Mambro, terroristi neofascisti, che però si dicono innocenti, anche se solo per questa strage. Depistaggi, piste "fantasiose" (i Palestinesi, mai stati santi, ma non interessati a fare stragi in Italia in quel momento, i "Libici", Carlos, terrorista di sinistra non coinvolto) e dubbi su coinvolgimenti della P2 di Licio Gelli e dei servizi segreti, dubbi mai chiariti. Giustizia lentissima, in particolare sulle stragi, errori (voluti?) dei potenti di turno. E rimane il giusto furore delle famiglie che hanno perso i loro cari, senza mai aver avuto "piena giustizia".

Eugen Galasso

Commenti poco competenti sulle "primarie" USA

Per commentare le "primarie" presidenziali USA stiamo sentendo quasi unicamente commentatori statunitensi rigidamente "clintoniani", anche proprio nel senso di Hillary, in RAI e nelle TV anche "altre" (la 7, Sky etc.), con qualche problema anche linguistico con l'italiano, talora anche con accenti un po' "sconcertanti". Non è per proporre un "trumpiano" (o trumpista, chissà) come Edward Luttwak, anche perché Donald Trump, il "Paperon de'Paperoni" (o no? Non si sa, probabilmente) è lontano anni luce da chi scrive, sul piano politico, ma a qualcuno di questi commentatori andrebbe proprio detto che, a parte la conoscenza dell'italiano, non sempre migliore di quella di un Luttwak, forse sarebbe da valutare anche la loro conoscenza e competenza delle questioni geopolitiche e geostrategiche, paragonata a quella di una persona che ha fatto parte dell'amministrazione USA quando era repubblicana e che ha dimostrato di sapersi esprimere in merito alla questione italiana certamente con maggiore competenza di chi oggi si spaccia per fine conoscitore (conoscitrice) dei rapporti internazionali ed europei, mentre, magari, questi commentatori oggi in auge della situazione italiana e internazionale conoscono solo le vicende degli ultimi due o tre anni.

E. Galasso

Sindaco 5Stelle a Livorno: una "rivoluzione" che non si vede

A due anni dall'elezione di Filippo Nogarin, sindaco 5 Stelle di Livorno (anzi, da 1 mese e mezzo è entrato nel terzo anno), i giudizi sul suo operato sono contrastanti. E' di poche ore fa la notizia che ha ricevuto una lettera di minacce, contenente anche due proiettili, motivo per cui merita la solidarietà, come si suol dire, "a prescindere". Ma la sua azione di amministratore, i risultati della sua gestione dei problemi dei cittadini, non sono certo soddisfacenti. Il problema della pedonalizzazione e del traffico in città non appare risolto (anzi; del resto Nogarin lo riconosce "tranquillamente"), altri aspetti dell'amministrazione "pentastellata", come il problema degli asili, dell'immigrazione e altro, rimangono "sospesi": insomma, quella che, come in altre città, si annunciava come una "rivoluzione grillina", va probabilmente ridimensionata e riconsiderata al di fuori di luoghi comuni.

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