... parlando di toponomastica "cattolica" ...

Alcune considerazioni da parte mia, ma più che  altro di stampo sociologico, che non vorrebbero (necessariamente) essere polemiche.   

Che nell'immaginario collettivo italiano sia presente il cattolicesimo è indubbio: pensiamo al valore del "Patto del Nazareno": sede PD, Roma, sita in via del Nazareno, quindi nulla di particolare, ma fosse stata Via delle Botteghe Oscure, dove una volta era sito il PCI, nulla. Piazza del Gesù, dove aveva sede la vera "Balena Bianca", la DC, era forse troppo identificata con un partito "confessionale", mentre la confluenza di ex-comunisti ed ex-DC di sinistra (demitiani, prodiani, rosybindiani, sempre che ci siano, forse mattarelliani) "fa la forza". 

L'ordine di precedenza tra gruppi linguistici ha un senso. Cose superate?

Ogni tanto ci si ricorda di qualche trascorsa notizia, letta o sentita: personalmente preferisco basarmi su qualcosa di scritto (scripta manent, mentre verba volant). In più, in questo caso, si tratta di un testo (non chiedetemi di datarlo, non ho tenuto l'articolo, anche perché a Bolzano capito raramente) nel quale l'ex segretario di Langer, ora presidente della Fondazione Alex Langer, quella che conferisce l'omonimo premio, che negli ultimi anni non naviga in buone acque, Edy Rabini, ricordando la scomparsa di Don Bertagnolli, prete che non riscuoteva la mia simpatia(ma ciò non c'entra), esordisce parlando di "Tedeschi, Ladini, Italiani": ecco il politically correct nella sua versione meno intelligente. 

L'ordine proposto avrebbe avuto un senso prima dell'approvazione del pacchetto, ora assolutamente no, perché i diritti delle "minoranze" ora sono tutelate in un modo che altrove (Corsica, Paesi Baschi, Catalogna, Wales/Galles, Scozia, ma anche Sardegna, ma anche Val D'Aosta) si sognerebbero... 

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