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Toponomastica: invito tassativo del ministro (alle regioni) Fitto al presidente / "governatore" (Landeshauptmann; Landeshaeuptling, capo tribù, dice qualcuno...) Luis Durnwalder perché entro sessanta giorni rinnovi la toponomastica in senso bilingue.
Invito, la cui scadenza si avvia rapidamente agli sgoccioli, peraltro, del quale Durnwalder si è burlato su RAI 3 locale (notizia sicura; non c'ero, ma mi servo di fonti assolutamente attendibili), dicendo in sostanza: "Di Roma me ne frego". La notizia rimbalza ora sui mass-media nazionali: dapprima su "Roma 2000", agenzia parlamentare diretta dal dott.Riccardo Trinchieri, che ha una lunga esperienza semantica di Bolzano e dell'Alto Adige, poi sul quotidiano "Il Tempo", pubblicato a Roma ma a larga diffusione nazionale.
Ora, la toponomastica bilingue è legge dello Stato, è fissata nello Statuto ne più ne meno di altri meccanismi inventati per dare contenuto all'autonomia speciale, di cui difficilmente lo stesso Durnwalder può (e dovrebbe) farsi beffe sul serio.
Vedremo tra qualche settimana (termine massimo) se il Presidente proseguirà nella sua imperterrita tracotanza, "spinta" soprattutto dal separatismo pantirolese che lo ritiene un "traditore" (Verraeter) oppure se verrà a quelli che, diplomaticamente e con bon ton, vengono chiamati "più miti consigli".
Eugen Galasso
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