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Bolzano è la città più cara, univocamente per ISTAT, UNIONCAMERE, Istituto "Gugliemo Tagliacarne", che hanno rilevato i differenziali dei prezzi al consumo tra le diverse città italiane, differenziali definiti "non trascurabili", il che vuol dire, nel linguaggio molto prudente dei rilevamenti statistici, molto notevoli (i dati si riferiscono agli incrementi nel 2009, ovviamente).
Prezzi superiori del 5,6% rispetto al livello medio nazionale, decisamente più alti persino che a Bologna e Milano, che pure seguono "a ruota" (rispettivamwente + 4,9% e 4.7%) in questa classifica di primati di cui è difficile vantarsi.
Ma dobbiamo considerare che anche molto prima del 2009, Bolzano era città molto più cara, che, se consideriamo prezzi degli immobili, degli articoli di vestiario, degli alimenti, il rischio è e sarà quello di un'ulteriore progressione "infausta", forse inarrestabile.
Forse sarebbe il caso, allora, di riflettere in campo politico su questo tipo di problemi, capendone le cause e trovadone i rimedi: ma si sà che sono i temi etnico-linguistici che, in Alto Adige e a Bolzano, sembrano essere onnivori, esaurendo cioè anche tutto il resto dell'agenda politica...
Eugen Galasso
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