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L'Europa senz'anima (ma la si pensava perchè fosse diversa)
Il vero fondatore "non parlamentare" dell'idea di unità europea (ma lui parlava di Paneuropa, non di Stati Uniti d'Europa) è certamente Richard Coudenhove-Kalergi, umanista, intellettuale, conte (ma non teneva molto al titolo), persona eticamente, prima che polticamente, impegnata.    
Di origini le più varie, europee (greche, olandesi, tedesche, anzi meglio austriache "solo" per l'educazione e la cultura) da parte di padre, ma giapponesi da parte di madre, fondò l'ideale paneuropeo o meglio gli diede vita rinnovata già ben prima di Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi, Paul Henry Spaak,  i fondatori "storici" dell'unità europea, dapprima concretizzatasi come MEC (Mercato comune europeo).
Il suo ideale, però, era un'Europa dei cittadini, fondata sulla cultura e sull'etica, con concezioni talora discutibili (cioè, letteralmente, da discutere), ma comunque importanti, appunto, da discutere, mentre la disgrazia dell'Unione Europea attuale è quella di essere un'Europa finanziaria dei banchieri, per dirla con una formula, non l'Europa  dei popoli, non quella delle patrie (Charles De Gaulle e non solo), ma quella dei contratti finanziari, delle joint ventures etc. 
Ecco la causa, almeno in parte, dell'odierna crisi (de facto è così,  anche se non lo si vuol dire)dell'Europa e del suo ideale.  Per dirla ancora una volta più semplicemente e in modo forse troppo "idealistico-romantico" un'Europa senz'anima".    
Eugen Galasso