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Dove sono i libertari?
Ribadendo il "ghe pensi mi" (che anche di recente ha quasi sempre funzionato - non lo dice un berlusconiano fanatico), il premier ha ribadito (intervista al TG 4 del 4 luglio scorso, riportata da vari siti Internet e giornali) che la concezione liberale prevede "il diritto inviolabile alla libertà e alla privacy". Il che non toglie, certo, il sacrosanto diritto-dovere alle indagini, previste regolarmente, mentre la sinistra, "che pure in passato aveva una forte componente libertaria", ora "ritiene che lo Stato può tutto, può entrare nella vita di una persona e massacrarla senza confini".
Qui è il punto: una visione "orwelliana" (da "1948" - totalitaria, cioè), quella dei post-comunisti e di molti cattolici di simpatie simili, illibertaria, che odia la libertà individuale, volendola vedere sacrificata sull'altare della "collettività", dello Stato, che giustizialisticamente (ahi, il tremendo Di Pietro, un incubo che purtroppo perdura, non a caso figlio di quelle culture cui s'è accennato, sempre che, trattandosi di quel personaggio, ci si riferisca alla cultura antropologicmente intesa, certo...!) viene sacralizzato. 
Dove sono i libertari d'antan?  
Eugen Galasso