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Alcune considerazioni credo s'impongano, a ridosso della grande polemica del cardinal Bertone contro l'Europa(perquisizioni"sovietiche", secondo Bertone, a Bruxelles, in ambito ecclesiastico"alto", per questioni di pedofilia) e del feroce attacco sull'"Osservatore Romano" a José Saramago, il grande scrittore portoghese morto lo scorso 18 giugno.
Attaccato su tutti i fronti, a volte ingiustamente, a volte fondatamente, il Vaticano e le gerarchie ecclesiastiche si difendono attaccando in modo virulento: Saramago è stato sempre comunistra, non ha mai preso abbastanza le distanze - spesso non le ha prese affatto, anzi - dal "socialismo reale", ma, detto questo, sembra ingeneroso l'attacco della Santa Sede (l'O.S. ne è emanazione ed espressione diretta), ben lontano dal principio, anzi comandamento evangelico (la novità vera del cristianesimo rispetto all'Antico Testamento) di "amare anche i propri nemici", dove si parla ancora di "nemici", non di "avversari", tra l'altro. Forse il Vaticano crede ancora di vivere in una condizione da"societas naturaliter christiana", da società tutta "naturalemente" cristiana, condizione che non esiste più da almeno tre secoli...
Sia detto senza rancore, senza acrimonia, da parte di una persona che non ha mai respinto in toto il cristianesimo, che però non può far a meno di rilevare la schisi, lo scollamento tra chiesa cattolica e cristianesimo: con questo Pontefice, il cattolicesimo, sempre meno aperto al dialogo non diremo interreligioso, ma ecumenico (cioè con le altre chiese cristiane), dà sempre più l'immagine di una Chiesa che si pone quale martire e s'atteggia a tale, che si ipostatizza come "agnello sacrificale", anche quando non lo è, che ha un pessimo rapporto con il mondo, perché questo gli sfugge da tutte le parti...
Una Chiesa ripiegata su di sé, in cui prevalgono solo alcuni movimenti ecclesiali, quelli integralisti (vero stravolgimento del Concilio), dove il collegio episcopale è sacrificato a un monarchismo sempre più accentuato. Quasi duemila anni di storia, anche della stessa Chiesa, insegnassero poco o nulla...
Eugen Galasso
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