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Senza voler tornare a steccati antistorici, tipo Laici versus Clericali, Tevere Largo-Tevere Stretto etc., penso che, alla luce dei fatti romani (ma non solo romani, in realtà) recenti qualche considerazione vada fatta.
Appartamenti di "Propaganda Fide" (in origine ablativo assoluto:" Fede da propagare/propagandare", cioè, per tradurre l'espressione) dati, su raccomandazione, gratis a potenti di turno, di entrambi gli schieramenti. Ora, che qualcuno si accrediti come "vero credente" è discutibile già in base al Nuovo Testamento, per chi ha fede, ma che ciò avvenga su raccomandazione politica e su "spinta" di qualcuno(non vogliamo, in questo, coinvolgere responsabilità di tutto il Vaticano, ma di singoli prelati certamente, come ammesso anche dall' "Osservatore romano") è ancora peggio. Ecco allora che le "raccomandazioni in alto loco" (leggi prelature e simili) vanno eliminate per tutti-e, che è da ristabilire il principio di laicità.
Per chi eventualmente creda che ciò non riguardi l'Alto Adige-Suedtirol ma solo "la corrotta Roma", sarà da rispondere con decisione che ciò non è vero. Fino a pochi anni fa (ma non ho motivo di credere che le cose siano cambiate radicalmente in poco tempo...) bastava una raccomandazione di un prete qualsiasi, anche di un parroco di un paesino per entrare a fare la commessa all' "Athesia" (libreria altoatesina in lingua tedesca, ma non solo), dove questa è solo un'indicazione che attiene il settore privato, ma non è vero che ciò non valga nel settore pubblico...
Ciò solamente per dire che, oltre alle raccomandazioni "in alto loco", valgono anche quelle più "basse", per così dire. Fare chiarezza è necessario, non solo sulla base del dettato costituzionale, che su questo punto sempre rimasto inevaso, ma anche sulla base degli standard europei, che nei paesi cattolici hanno sempre incontrato una singolare omertà... dove la situazione italiana (e in questo anche sudtirolese, dove il Suedtirol ha, purtroppo, tradizione controriformiste e vandeane consolidate) è, quasi certamente, la peggiore.
Eugen Galasso
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