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Una serata su Andreas Hofer „autrement“. E’ quella del prossimo 29 aprile a Bolzano, organizzata da CEDOCS e dal nostro giornale on-line. E, oltre alla conferenza, con lo stesso titolo è stato realizzato anche un opuscolo, con interventi del professor Eugen Galasso e del dottor Achille Ragazzoni. Per chi è interessato, la brochure può essere scaricata anche da questo nostro sito.
Ma perché questa iniziativa su Andreas Hofer? Come si dice nella presentazione, nessun intento provocatorio, anzi: rispetto per Hofer e partecipazione per la commemorazione dei 200 anni dalla data della sua fucilazione da parte dei soldati francesi a Mantova.
L’intento è quello di sollevare degli interrogativi, in particolare in merito a quelle che possono sembrare delle strumentalizzazioni di una figura interessante come quella di Hofer. Strumentalizzazioni che hanno ridotto, e intendono continuare a ridurre, Hofer in un ambito piuttosto angusto, fatto di intransigenza cattolica e di intransigenza nazionalista tirolese. Intransigenza che – guardando alla vicenda di Hofer ed ancor più alla sua figura umana – sembra piuttosto fuori luogo.
Vogliamo interrogarci anche sul rapporto di Hofer con il gruppo italiano in Alto Adige, e su come i significati, a nostro giudizio distorti, che sono attribuiti a questa figura ne impediscano la sua condivisione, anche critica, per tutta la società altoatesina. Hofer, al pari di altri personaggi italiani e tedeschi che hanno avuto un ruolo in Alto Adige/Südtirol, potrebbe entrare in una galleria di persone che fanno parte di un patrimonio condiviso per tutto questo territorio di confine e di raccordo tra mondo italiano e mondo tedesco.
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