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Dissesto idrogeologico in Alto Adige
Ennesimo blocco della statale del Brennero a poche centinaia di metri dal casello dell’A22 Bolzano Nord in direzione Nord, a causa del pericolo di frane. Nella notte tra il 18 e il 19 dicembre, intorno alle 21-21.30 le prime avvisaglie - un abitante della zona soprastante ha notato un sasso caduto sulla sede stradale e che i paramassi erano carichi di materiale: ha quindi avvertito immediatamente le autorità - e poi lo stop intorno alle 22.00 in entrambe le direzioni; gli uomini del Servizio Strade della Provincia di Bolzano, con la consueta tempestività, hanno fermato il traffico in attesa dell’intervento del geologo per verificare la situazione. Dobbiamo al sollecito intervento di questi operatori se non accadono incidenti potenzialmente gravi: in questo caso il rischio di una frana lungo un’arteria assai trafficata nelle ventiquattro ore.
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Disagio per gli automobilisti, soprattutto per coloro che tentavano di raggiungere Bolzano dalla zona di Castelrotto – Siusi – Fiè in quanto, l’avviso, che pur era stato esposto, non argomentava di “strada chiusa”, bensì di “deviazione consigliata” (così almeno fino alle 23 e 40 del 18 c.m. – ndr). Invece, lungo la Val d’Isarco, i cartelli, ben visibili, chiarivano che la statale era chiusa al traffico dalla località di Prato.
Percorso obbligato lungo l’A22, naturalmente a pagamento nonostante l’emergenza; per coloro che non volevano sborsare il pedaggio, la proposta dell’improbabile, ma gratuita, strada sul Renon.
Questo il fatto; lo cogliamo come spunto per aprire un confronto con il dottor Ludwig Nössing direttore dell’Ufficio Geologia e Prove Materiali – Ripartizione 11 della Provincia di Bolzano; in questa prima intervista ci occuperemo del dissesto idrogeologico in Alto Adige in termini assai generali per poi, via, via approfondire l’argomento con futuri contributi nei quali analizzeremo la questione sia nel dettaglio tecnico, sia geografico, sia logistico.
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Dottor Nössing, il clima sta mutando, gli eventi meteorologici si fanno estremi, grandi nevicate, grandi piogge, enormi sbalzi di temperatura e il tutto nell’arco di tempi assai brevi; quali sono le conseguenze sul territorio di cambiamenti così radicali?
Partiamo dal fatto della notte tra il 18 e il 19 dicembre; la forte nevicata ha avuto un’influenza speciale: ha fatto penetrare l’acqua in grande quantità intorno ai massi; normalmente non accade e una parte del terreno sottostante, coperto, non si bagna. La grande quantità di neve invece, sciogliendosi, è riuscita a bagnare il singolo masso, per capirci, in tutta la sua superficie laterale. In alcuni casi la zona sottostante al medesimo può addirittura essere risciacquata: ciò ne facilità il distacco. L’aumento delle temperature innesta questo meccanismo ed essendo nevicato tanto, tanta è l’acqua che è riuscita a dilavare la roccia in profondità. Nel caso particolare, i sassi distaccatisi sono stati fermati dai paramassi che proprio di recente sono stati costruiti: non dimentichiamo che quella zona è oggetto di continua manutenzione. Gli interventi si sono dimostrati efficaci. Anche il secondo ordine di paramassi, più sotto, risultava essere carico, pertanto la statale è rimasta chiusa fino alla sua totale messa in sicurezza.
Riprendendo alle mutazioni climatiche in Alto Adige, si fanno sentire e questi ne sono gli effetti, o non c’è legame con la frana di questa notte?
È certamente un dato di fatto che il clima si stia trasformando; ne avvertiamo, però, la specifica influenza molto in quota, intendo ad altezze sopra i 2200/2500 metri. A queste quote si risente direttamente della variazione del clima. Indirettamente avvertiamo il fenomeno quando le piogge sono più lunghe ed intense, se le nevicate sono abbondanti o eccessive. Non dimentichiamo però che variabili come piogge, nevicate, gelo e disgelo sono tipiche del nostro territorio e con i loro effetti dobbiamo convivere come abbiamo fatto sempre. Nelle zone montuose abbiamo problemi di questo tipo come coloro che gestiscono territori costieri ne avranno altri. Del resto la Provincia di Bolzano si è dotata di tutta una serie di sistemi di sorveglianza, controllo, monitoraggio e di intervento sul territorio che sono all’avanguardia: Servizi di Emergenza, Servizi di Pronto Intervento, il Servizio Geologico, la Protezione Civile, il Centro Funzionale che da l’allarme ove si prospettino fenomeni meteorologici di grande rilevanza e pericolosità.
Continueremo ad affrontare l’argomento con il dottor Ludwig Nössing, indagando la situazione nelle diverse zone geografiche della nostra regione ed approfondendo come la Provincia di Bolzano intende affrontare il problema sul medio e lungo periodo.
Franco Boscolo
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