Personaggi localiIntervista a Carlo Grenzi - Commissione Cultura Cai Sez. Bolzanomartedì 09 giugno 2009 | giacomo
CARLO GRENZI – COMMISSIONE CULTURA CAI SEZ BZ.
Siamo al giro di boa: con il concerto del Coro Rosalpina del Cai Bolzano, si è conclusa la prima parte del programma culturale... Continua...
Personaggi localiIl marmo bianco di Lasamartedì 25 novembre 2008 | francoNEL CUORE DELLE NOSTRE MONTAGNE LA PIÙ PREZIOSA DELLE PIETRE NATURALI: IL MARMO DI LASA.
«Non ha l'ottimo artista alcun concetto/ Ch' un marmo solo in se non... Continua...
Personaggi localiIl futuro dell'industria in Alto Adigemartedì 09 gennaio 2007 | Administrator
L'incontro con Enrico Valentinelli e con Michele Libori, responsabile degli industriali del comprensorio di Bolzano, per uno scambio di opinioni sulla situazione della Zona industriale... Continua...
Le interviste
Intervista a Carlo Grenzi - Commissione Cultura Cai Sez. Bolzano
CARLO GRENZI – COMMISSIONE CULTURA CAI SEZ BZ.
Siamo al giro di boa: con il concerto del Coro Rosalpina del Cai Bolzano, si è conclusa la prima parte del programma culturale organizzato da Carlo Grenzi, responsabile della Commissione Cultura del Cai Sezione di Bolzano.
Le prime cinque serate hanno avuto come protagoniste le avventure, le peripezie, le esplorazioni e le narrazioni di Cristina Castagna, Ermanno Salvaterra, Paul Pritchard e Walter Nones, terminando immersi nelle armonie del Coro Rosalpina. Ora lo stop dei mesi più belli e seducenti, dedicati dagli appassionati alla ”…lotta coll’Alpe…”. Le serate riprenderanno venerdì 11 settembre 2009 con Davide Berton, Elio Orlandi, il 18 settembre, Francesco Sauro, 23 ottobre, Michele Pontrandolfo, il 6 novembre e Flavio Zanella, il 27 novembre 2009. Ricordiamo che Le manifestazioni si svolgono presso l’Auditorium Roen alle ore 21.00 con ingresso libero.
Signor Grenzi, qual è il filo conduttore del programma di serate culturali da lei concepito quest’anno?
Dare ai nostri soci una visione a 360 gradi di tutto ciò che la montagna ci offre: la camminata, l’escursione, lo sci, l’arrampicata e l’altezza, la grotta e la profondità, la fotografia, il film, la scoperta di paesi e genti lontane, l’avventura e l’adrenalina, la riflessione e la scoperta interiore, la natura e noi stessi.
Visto il successo delle sue iniziative, come riesce ad intuire, di anno in anno, l’interesse di coloro che, da molto tempo ormai, seguono con immutata fiducia i percorsi nella cultura dell’alpinismo che lei propone?
Molti suggerimenti mi vengono direttamente dai soci, dagli incontri che fanno con altri alpinisti durante le loro molteplici attività nelle varie discipline: mi segnalano i nominativi di personaggi affermati o anche di neofiti promettenti con alle spalle una discreta attività alpinistica degna di essere presentata al pubblico che da anni partecipa alle nostre iniziative presso l’Auditorium Roen a Bolzano.
Signor Grenzi, lei è un “capo-gita” davvero singolare, le sue proposte, delle vere escursioni nell’avventura, nella fantasia, nei ricordi, nell’animo umano. Quali sono le responsabilità di un capo-gita così speciale?
La mia “responsabilità” è quella di far viaggiare con la fantasia, è di far conoscere tutti gli aspetti della montagna ai nostri soci, ed al vasto pubblico che ci frequenta stando comodamente seduti in poltrona. Far vivere grandi emozioni come quelle che ci ha trasmesso un uomo modesto, ma grande di animo, Cesarino Fava che ricorderemo a lungo per le sue avventure sul Cerro Torre; egli fungeva da punto di riferimento per tutti gli alpinisti Trentini che si avventuravano su quella montagna. Lui, che era emigrato in Argentina con la famiglia in cerca di un lavoro, e poi anche la semplicità di Cristina Castagna detta il “Grio”. Per la sua vivacità, sin da bambina, sognava le sue piccole Dolomiti Venete, e si trovò a conquistare ben tre ottomila ed ha al suo attivo anche qualche rinuncia a pochi metri dalla vetta, ma quello che conta è di arrivare a farli tutti i quattordici ottomila; simpatica nell’esporre al pubblico le sue ascensioni, colorite di aneddoti che il pubblico in sala nemmeno immagina.
Come ogni buon viaggiatore mai pago, anche lei starà già immaginando il “sentiero” culturale per il 2010; ci regala qualche anticipazione?
In questo momento sto valutando numerosi interessanti ed appassionanti suggerimenti. In seguito, l’intero Consiglio Direttivo della Sezione di Bolzano del Cai sarà edotto e coinvolto nella scelta finale che è sempre corale. Mettendoci nelle corde sia dei nostri soci, sia di tutti gli appassionati di montagna e non solo, non dimentichiamo mai, come affermava Guido Rey, che “La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete, come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte”.
Anche Montagnalibri, manifestazione legata al TrentoFilm Festival, la vede coinvolto come responsabile della Commissione Cultura del Cai Sezione di Bolzano; quali sono le novità dell’edizione di quest’anno che si svolgerà, lo ricordiamo, a Bolzano dal 18 al 27 settembre 2009?
Nei primi giorni di giugno m’incontrerò con il Direttore del Filmfestival di Trento, il dott. Augusto Golin per decidere, assieme all’esposizione dei libri nell’ormai consueto e noto contesto di Piazza Walther a Bolzano, sia delle serate di proiezione presso l’Auditorium Roen, sia di quali altre manifestazioni e mostre presentare nella nostra città da “quel” Trento.
Franco Boscolo
Il marmo bianco di Lasa
NEL CUORE DELLE NOSTRE MONTAGNE LA PIÙ PREZIOSA DELLE PIETRE NATURALI: IL MARMO DI LASA.
«Non ha l'ottimo artista alcun concetto/ Ch' un marmo solo in se non circoscriva/ Col suo soverchio, et solo à quello arriva/ La man, che ubbidisce all'intelletto.» (Michelangelo)
Ludwig Schwanthaler, bavarese, scultore di corte, lo preferiva a quello di Carrara: affermò che quest’ultimo non era vivifico come quello di Lasa. Di qui l’enorme successo di questo marmo: amato degli Asburgo, ma lo ritroviamo a New York, Parigi, Milano, Miami, New Orleans, Londra, Monaco, Berlino, Abu Dhabi Bahrain, Singapore, Bagdad, in India, in Arabia Saudita e così via.Tutto questo, ma non solo, ruota attorno ad un piccolo paesino venostano, Lasa, ed alla sua piccola, ma preziosissima scuola per scalpellini, dalle alterne vicende, nota ormai in tutto il mondo: l’eccellenza in questo settore si trova a Lasa, in Alto Adige.Abbiamo approfondito l’argomento con il direttore della scuola “Johannes Steinhäuser”, Franz Waldner, autore di un volume dedicato alla sua passione di sempre, il marmo di Lasa ed la sua storia; appena presentato, quest’estate, per i tipi di Athesia:”Laser Marmor”.
L'incontro con Enrico Valentinelli e con Michele Libori, responsabile degli industriali del comprensorio di Bolzano, per uno scambio di opinioni sulla situazione della Zona industriale di Bolzano e, più in generale, dell'industria in Alto Adige.
QUI: cosa è rimasto a Bolzano della Zona industriale?
Libori: la domanda è sintomatica di quanto poco la città sappia di quanto accade oggi in una delle sue parti costitutive importanti. Si tende a guardarla sempre con l'occhio al passato, e in pochi la riescono a vedere con l'occhio ben aperto al presente. Non è più la Zona di ieri, ma è una realtà vitale importantissima e cresciuta.
Valentinelli: la storia dell'industria in Alto Adige l'hanno iniziata le grandi aziende nazionali. Con capitali, risorse e investimenti da parte di aziende mature nazionali si è cominciato a seminare l'industria in Alto Adige, anche attraverso l'irradiazione di competenze tecniche e tecnologiche e di risorse umane da Bolzano verso la periferia. Poi le industrie della Zona hanno vissuto, né più né meno, tutte le vicende evolutive delle industrie italiane ed internazionali, adeguandosi alle nuove filosofie produttive.
L'economia altoatesina nella visione di Roland Buratti
Dottor Buratti, da tre generazioni, adeguandovi alle trasformazioni del mercato, della tecnologia e dei processi, operate nel settore degli articoli tecnici, pellami, diffusione calzature ed accessori , dispositivi di protezione individuale (antinfortunistica); nella sua personale esperienza, lavorando fin da giovanissimo a fianco di papà, Josef Buratti, ha potuto osservare direttamente i cambiamenti radicali cui il mondo dell’imprenditoria si è dovuto adeguare, soprattutto negli ultimi anni. Come valuta le trasformazioni che ci sono state e quelle in atto?
Papà lavorava, con una zia, già prima della guerra nel settore delle cuoio e delle calzature, quindi, effettivamente, da tre generazioni. In realtà l’azienda la fondò con il fratello Rudy nell’immediato dopoguerra.
Siamo tornati a parlare con il geom. Luigi Della Vedova, titolare, assieme ai fratelli, del ben noto "DELLA VEDOVA GROUP" di Vipiteno, ed uno dei principali imprenditori altoatesini per andare ad affrontare assieme i grandi temi della politica e dell'economia locale nel loro sviluppo attuale, nel contesto europeo, e in ordine alle prospettive per il futuro. Un particolare accento è stato dato, naturalmente, al mondo specifico dell'imprenditoria edile e immobiliare in cui opera il Gruppo Della Vedova.
Geom. Della Vedova, come interpreta l'azione recente della politica altoatesina?
Forse non farà piacere quello che sto per dire ma, a mio avviso, ci sono due politiche altoatesine: una per la città di Bolzano e una per tutto il resto e questo si identifica anche nei rapporti di tipo economico.